Luca Crisma: Parigi sotto la neve

| 22 Marzo 2018 | Comments (0)

            Il passaggio delle idi di Marzo non fu sufficiente perché l’attesa calura giungesse e oggi parte dell’Europa si trova nuovamente sotto la neve. Parigi non fa eccezione e al nostro stupore per tale evento alquanto singolare sembra fare eco l’occhio attonito di Pasteur mentre rimira ciò che dal cielo giunse nella sua mano destra.

 

“Marzo che ride, nonostante le intemperie, prepara in segreto la primavera.”

Così recita l’incipit di una poesia di Téophile Gauthier, e chissà che primavera deve star preparando per riservare tali sorprese all’occhio umano (vivente o scolpito). Purtuttavia la neve discesa stavolta si è per ora limitata a coprire i tettucci delle auto, la vegetazione e qualche edificio in restauro.

 

Poca cosa, si potrebbe pensare, rispetto a ciò che accadde nei mesi di Gennaio e Febbraio. Prima le pioggie innalzarono la Senna di oltre sei metri rispetto ai livelli abituali, ponendo la città sotto la costante minaccia dell’esondazione. Eppure, come ci insegnò Immanuel Kant, ciò che ci spaventa può essere anche ragione di una peculiare forma di piacere estetico, e così il fiume divenne oggetto di un perseverante pellegrinaggio di curiosi, turisti e fotografi dilettanti da cellulare (il sottoscritto è incluso) che tennero sott’occhio la situazione e che vi passeggiarono a fianco, per la gioia dei bouquinistes e col disappunto di tutte le attività legate ai battelli temporaneamente inaccessibili.

Poi arrivò Febbraio. La decrescita era da poco iniziata e giunse, al posto delle piogge, un’intensa nevicata che provvedette a coprire a suo modo i giardinetti in cui abitualmente si svolgono dei pic-nic al centro del fiume, ancora parzialmente sommersi dalle piogge da poco interrottesi. Alberi col tronco nell’acqua e i rami nella neve. E come la Senna in crescita aveva attirato i suoi spettatori, così anche la Parigi innevata non poteva non raggiungere simili, se non migliori, risultati.

 

La sapienza degli antichi (e dei medievali) voleva che gli avvenimenti metereologici alquanto particolari fossero legati all’azione umana dei governanti. Negativi per i tiranni e propizi per coloro che stavano ben amministrando. Oggi tale rapporto di causa-effetto è reso ancor più manifesto dalle scienze attuali, ma lasceremo ad altri ogni giudizio in merito. Ci basti di sottolineare le peculiari aggiunte che avevano adornato le statue di Auguste Compte e di Victor Hugo.

            Molti uffici decisero di fermarsi in anticipo per intemperie e, contrariamente a quanto accade ora, il Jardin du Luxembourg fu chiuso per qualche giorno in modo tale da consentire lo spalamento della neve. Così lo spettacolo meraviglioso che molti si accingevano a cercare fu dapprima osservato solo attraverso le sbarre dei cancelli, alimentando lo spettacolo fornito da una foresta incantata posta nel cuore di Parigi.

            Non mancarono certo i disagi, soprattutto per quanto riguarda ogni forma di trasporto e di movimento. Eppure, in una metropoli abituata a correre a ritmi frenetici e a cambiare il suo volto con grande velocità, la neve impose, per qualche giorno, una breve pausa di riflessione, in cui ogni abitante fu costretto a misurare ogni singolo passo compiuto e a rimirare, con un po’ più di attenzione, la bellezza della città che lo circonda in ogni momento.

 

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Category: Osservatorio Europa

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About Luca Crisma: Luca Crisma è nato a Padova. Si occupa di storia del pensiero politico medievale e, in particolare, dei mutamenti avvenuti nel XII secolo attraverso lo studio del Policraticus di Giovanni di Salisbury. Nel 2016 si laurea a Padova in Scienze Filosofiche con una tesi intitolata "Palma iustitia invincibilis", concernente l'impiego di una curiosa immagine utilizzata da Giovanni di Salisbury per descrivere la funzione che un principe dovrebbe seguire e gli obiettivi cui dovrebbe cercare di giungere. Attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca presso l'École Pratique des Hautes Études (Parigi) per comprendere quale posto sia dato all'istituzione ecclesiastica all'interno dell'opera del suddetto autore.

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