Gaza, la notte di sangue del 28 luglio 2014

| 29 Luglio 2014 | Comments (0)


 

 

 

Per non dimenticare la notte di sangue a Gaza del 28 luglio 2014 diffondiamo racconti di quella notte scritti il 29 luglio 2014

 

1. Euronews: Gaza notte di guerra

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=YRGy4yBs2dY[/youtube]

 

2. Michela Fortini: Gaza la notte del sangue

[L’indro.it 29 luglio 2014]

 

Notte di fuoco a Gaza, la ventesima di bombe e morti. Tra gli obiettivi centrati da Israele, anche la casa disabitata del leader di Hamas Ismail Haniyeh, dentro il campo profughi di Shati.
Dopo i raid sugli ospedali, l’aviazione ha colpito l’unica centrale elettrica della Striscia -i 1,8 milioni di abitanti hanno a disposizione solo due ore di corrente al giorno- incendiando i contenitori di combustibile che hanno bruciato tutto il giorno. Numerosi quartieri di Gaza sono piombati nell’oscurità, sotto l’attacco continuo degli aerei israeliani.
Secondo fonti della Striscia, riprese anche dal quotidiano israeliano ‘Haaretz‘, dalla mezzanotte scorsa sono almeno altri 100 palestinesi morti per l’aggressione israeliana: tra questi, cinque famiglie sarebbero state sterminate a Khan Younis e Rafah, e una ventina di gazawi uccisi dai tiri d’artiglieria israeliani.
Tra gli edifici distrutti dai bombardamenti, l’agenzia cattolica ‘Fides’ denuncia la scuola parrocchiale della Sacra Famiglia, vicino a una casa target dei raid, nel quartiere orientale di al Zeitun, a Gaza City. «Dalle abitazioni dei vicoli continuano a partire missili e con i bambini è impossibile evacuare il complesso. Le loro famiglie vivono qui intorno. Per loro può essere più pericoloso uscire che rimanere qui», ha raccontato il parroco Jorge Hernandez, nel centro con tre suore che si prendono cura di 29 bambini disabili e 9 donne anziane.

Stando ai soccorsi locali, dall’inizio dell’operazione Margine protettivo l’8 luglio scorso i morti nella Striscia sono almeno 1.113, migliaia i feriti. In poche ore gli attacchi e gli avvertimenti israeliani hanno provocato oltre 20 mila sfollati dai rioni di Gaza di Izet Abed Rabbo e di Zaitun. Nella notte Israele ha impartito ai residenti l’ordine di abbandonare immediatamente le abitazioni, avvisando che i loro quartieri potrebbero diventare zone di combattimento: in totale sono più di 200 mila gli sfollati della Striscia, rifugiati dai parenti o nelle scuole pubbliche. Subito dopo la notizia delle due bombe sull’abitazione di Haniyeh, Hamas ha sparato tre razzi contro Israele, senza tuttavia causare feriti. Nella notte quattro razzi sono stati intercettati dallo scudo anti-missile Iron Dome su Tel Aviv e Hamas è tornata poi ad attaccare Ashqelon, con diversi lanci ma anche in questo caso senza vittime.

Dall’Iran, dove in milioni hanno sfilato in solidarietà del popolo palestinese, dalla tivù di Stato la Guida Suprema Ali Khamenei ha esortato il mondo islamico ad «armare i palestinesi»: «Israele è un cane rabbioso, un lupo selvaggio che attacca persone innocenti, bambini che hanno perso la loro vita senza colpe. Quello che fanno i leader del regime sionista è un genocidio ed una catastrofe storica. La resistenza senza sosta dei palestinesi rappresenta una lezione per tutti». Al Cairo, una delegazione unitaria delle diverse fazioni palestinesi (Hamas, Autorità nazionale palestinese (Anp)-Fatah e anche Jihad islamica) è arrivata, per esaminare con i mediatori egiziani modifiche alla bozza di tregua. Il sì palestinese per un cessate il fuoco umanitario di 24 ore era stato dato per raggiunto dal comitato esecutivo dell’OLP, ma Hamas ha poi smentito la notizia come «non corrispondente alla verità»: le condizioni dettate da Haniyeh restano la revoca del blocco israeliano e la liberazione dei miliziani prigionieri.

Come altri Governi dell’UE e gli Usa, in aiuto a Gaza l’Italia ha stanziato un «contributo d’emergenza di 1,65 milioni di euro, in aggiunta ai 4 milioni in bilancio per UNRWA»(l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso ai profughi palestinesi ), ha annunciato il Ministro degli Esteri Federica Mogherini. Nella regione, il conflitto israeliano-palestinese ha acuito anche la recrudescenza di attacchi jihadisti nel Sinai egiziano. Una bambina di nove anni è rimasta uccisa da un razzo, sparato nel nord della penisola contro una pattuglia di militari della zona, dopo che, su Twitter, Ansar Bait al-Maqdis, principale gruppo jihadista egiziano, ha rivendicato l’omicidio della settimana scorsa, in Sinai vicino alla Striscia di Gaza, dei due generali «difensori dei sionisti». Giornata turbolenta, in Medio Oriente, anche in Afghanistan, dove è in corso un’offensiva talebana contro le forze di sicurezza, nella provincia orientale di Nangarhar, con aspri combattimenti e svariate vittime. A Kandahar, inoltre, un kamikaze ha ucciso il cugino del Presidente uscente Hamid Karzai, Hasmat Khalil Karzai, responsabile della campagna elettorale cittadina del candidato alle Presidenziali Ashraf Ghani. Mentre, in Cina, decine di persone sono morte in un «attacco terroristico» nel Xinjiang, la regione occidentale dove vive la minoranza musulmana e turcofona degli Uighuri.

Tra i Paesi della Primavera araba, crescono poi i timori per il caos libico. Mentre a Bengasi, capoluogo della Cirenaica, un aereo militare si è schiantato in volo, forse colpito dalle milizie islamiste rivali, l’Eliseo ha inviato con urgenza «tutti i cittadini francesi attualmente in Libia a lasciare il Paese». E anche il Governo canadese ha rivolto lo stesso appello, richiamando in patria tutto il personale dell’Ambasciata a Tripoli. L’Iraq, dove i responsabili per i diritti umani contano oltre 150 bambini morti, per fame e malattia, nei campi profughi, non vive tempi migliori: per ragioni di sicurezza, Air France ha comunicato di aver smesso di sorvolare il Paese, messo a ferro e a fuoco dai califfi islamici.

I 28 Ambasciatori dei Paesi UE, intanto, hanno deciso all’unanimità di punire la Russia per sospette responsabilità nell’abbattimento del volo Mh17 della Malaysia Airlines. L’inasprimento delle sanzioni -non retroattive e in vigore dal 1 agosto, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea- blocca l’acquisto e il collocamento nell’UE di nuove obbligazioni e strumenti finanziari delle banche statali russe, e istituisce l’embargo per i nuovi contratti di armi e per l’alta tecnologia del petrolio e dual use per uso militare.
 L’inglese British Petroleum (BP), detentrice del 20% delle quote del colosso russo Rosneft, protesta per «l’impatto negativo sull’attività di ulteriori sanzioni economiche». «Ogni futura erosione della nostra relazione con Rosneft potrebbe influire negativamente sulla nostra attività e sugli obiettivi strategici in Russia». Ma gli Usa sono decisi ad agire. «Ci sono prove evidenti di lancio di razzi e colpi d’artiglieria dalla Russia verso il territorio ucraino. Siamo pronti a nuove sanzioni» ha dichiarato il Segretario di Stato americano John Kerry. Senza una tregua duratura, nell’Ucraina dell’Est donne e bambini muoiono come in Palestina: 17 civili, tra i quali tre minori, sono stati uccisi nelle ultime 24 ore da tiri di artiglieria a Gorlinvka, bastione separatisti a nord di Donetsk. Altre 43 sarebbero rimaste ferite da proiettili di artiglieria sono caduti anche su un ospedale.

 


 

 

3. Gaza, colpita unica centrale elettrica Israele: «Raggiunti gli obiettivi»

Redazione online Corriere della sera 29 luglio 2014

Nuovi raid israeliani sulla Striscia: «I morti sono 100» . Delegazione palestinese pronta ad andare al Cairo per discutere un cessate il fuoco. Hamas: «Non c’è nostro accordo»

 

Ancora bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza nella quarta settimana dall’inizio dell’operazione «Barriera difensiva». Secondo il portavoce del ministero della Salute di Gaza, Ashraf al-Qedra, da mezzanotte, i morti sarebbero almeno 100 mentre il bilancio complessivo delle vittime è di almeno 1.113 morti. In particolare i raid di Tel Aviv hanno colpito l’unica centrale elettrica di Gaza che ha sospeso l’attività a causa dell’enorme incendio provocato dal bombardamento contro un contenitore di combustibile. L’impianto elettrico, che forniva fino a due terzi del fabbisogno energetico di Gaza, sarà fuori uso – secondo le prime valutazione dei danni – almeno per un anno. E secondo l’amministrazione comunale, adesso si potrebbero fermare molte delle pompe ad acqua della zona . Intanto agli oltre 200 mila sfollati di Gaza (su una popolazione di 1,8 milioni) se ne sono aggiunti nelle ultime ore altri 20 mila. Sul fronte israeliano le vittime tra i militari sono 52 (9 solo nella giornata di lunedì) e due civili.

La mediazione diplomatica per cercare un cessate il fuoco continua. «Una delegazione palestinese guidata dal presidente dell’Anp Abu Mazen sta arrivando al Cairo, «dopo un accordo con Hamas e Jihad islamico», scrive l’agenzia Mena. Immediata la risposta di Hamas che nega di aver accettato una intesa per una tregua umanitaria di 24 ore a Gaza. Secondo l’agenzia palestinese Mena, che aveva citato un annuncio fatto a Ramallah dal segretario esecutivo dell’Olp Yasser Abd Rabbo, la dirigenza palestinese si era «messa d’accordo» con i due movimenti affinché «una delegazione unificata rappresentante tutte le parti vada al Cairo» per esaminare una tregua a Gaza e la cessazione «dell’aggressione israeliana». «Prenderemo in considerazione un cessate il fuoco – ha spiegato il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri- quando Israele si impegnerà a rispettarlo a sua volta, con garanzie internazionali». Nel frattempo un’alta fonte militare israeliana, citata dai media in forma anonima, dice: «Abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci erano stati affidati all’inizio della campagna. Ora la leadership politica deve decidere se andare ancora avanti o ritirarsi da Gaza». Nella serata di martedì è prevista una nuova riunione del Gabinetto di sicurezza israeliano.

Brucia, e si ferma, l’unica centrale elettrica di Gaza. È stata la notte «più violenta da giorni», riferiscono gli osservatori. Il premier Benjamin Netanyahu, lunedì sera, aveva detto al Paese di prepararsi con «forza e determinazione» a una lunga offensiva, lasciando intendere che una conclusione rapida del conflitto non è all’ordine del giorno. Anche perché i razzi palestinesi continuano a piovere su Israele: una decina almeno quelli di stamane, tra cui due caduti a una decina di chilometri a sud di Tel Aviv. Undici persone sono rimaste uccise in un attacco contro una casa nel campo profughi di Bureij. Nel mirino sono finiti anche i locali della televisione e della radio di Hamas. Colpita anche l’unica centrale elettrica di Gaza, contenitori di combustibile sono in fiamme da diverse ore e per il momento non è possibile spegnere l’incendio. La centrale ha smesso di funzionare, dopo che una delle tre cisterne di stoccaggio carburante è stata centrata da colpi di artiglieria dell’esercito israeliano. Prima della chiusura della centrale, gli abitanti della Striscia di Gaza avevano elettricità per sole tre ore al giorno a causa degli attacchi che hanno danneggiato le linee elettriche. Sotto le bombe è finita anche la casa di uno dei capi di Hamas, Ismail Haniyeh. La casa dell’ex premier, che è stata colpita da un missile, era però vuota al momento dell’attacco, come ha confermato sulla sua pagina Facebook il figlio di Haniyeh. Una nota di Medici senza frontiere denuncia e condanna l’attacco di lunedì all’ospedale di Shifa. «Un membro del nostro staff internazionale si trovava nell’edificio quando l’ambulatorio è stato bombardato – dice Msf – Sebbene nessuno sia rimasto ferito in quest’ultimo attacco, Shifa è il quarto ospedale colpito dall’8 luglio, dopo lo European general hospital, l’ospedale di al-Aqsa e quello di Beit Hanoun».

Federica Mogherini : «Cessare il fuoco» «L’imperativo di queste ore è fermare il conflitto, fermare le operazioni militari di Israele a Gaza, fermare il lancio di razzi di Hamas», ha detto il ministro degli Esteri, Federica Mogherini nel corso di una informativa urgente nell’Aula della Camera sulla situazione in Medio Oriente. «Stiamo tutti lavorando», ha aggiunto Mogherini, «perché ci sia un cessate il fuoco duraturo. L’invito che vorrei fare, a tutti noi in quest’aula e all’opinione pubblica italiana è di non farci intrappolare anche noi in quella bolla di odio, di non cedere alla logica della partigianeria, all’idea che ci si debba dividere tra amici di Israele e amici della Palestina, che si debba scegliere da che parte stare, nel conflitto tra due disperazioni e tra due esasperazioni».

 

Khamenei: «Armare i palestinesi”. La guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, ha definito oggi Israele un «cane rabbioso» che sta commettendo un «genocidio» a Gaza, affermando che il mondo islamico deve «armare» i palestinesi. Khamenei ha parlato in un discorso diffuso in diretta dalla tv di Stato in occasione della festa musulmana di Eid al-Fitr. I media israeliani hanno riportato anche la posizione della presidente brasiliana Dilma Rousseff, che ha definito l’offensiva di Israele contro Gaza un «massacro» e «sproporzionata». «Quello che sta succedendo a Gaza è una cosa pericolosa. Non dico che sia un genocidio, ma un massacro sì. È un atto sproporzionato», ha detto la Rousseff durante un dibattito organizzato dal quotidiano Folha de Sao Paulo. La scorsa settimana la diplomazia brasiliana aveva già condannato l’uso «sproporzionato» della forza da parte di Israele, richiamando il suo ambasciatore a Tel Aviv per consultazioni.

 

 

4. Davide Falcioni: Gaza, missil uccide bambini in un parco giochi

Fanpage.it 29 luglio 2014

Ore 20.50 – Otto i bambini palestinesi uccisi, Netanyahu: “Guerra giusta” – Nell’attacco che ha colpito un parco giochi nel campo profughi di Shati sarebbero morte dieci persone, tra cui otto bambini, mentre sono una quarantina i feriti. Lo scrive l’agenzia palestinese Maan accusando nuovamente Israele del lancio del missile. Intanto l’esercito israeliano prosegue l’offensiva armata nella Striscia. “Nessuna guerra è più giusta di questa. La demilitarizzazione della Striscia è prioritaria per ogni soluzione, dobbiamo essere pronti per una lunga operazione fino a che la nostra missione non sia completata” ha dichiarato infatti il premier Benyamin Netanyahu che ha aggiunto: “Non è possibile che i civili israeliani vivano sotto la minaccia dei tunnel e dei razzi”. “Le minacce di Netanyahu non spaventano Hamas né il popolo palestinese” ha risposto il portavoce del gruppo fondamentalista, che ha minacciato: “la forza di occupazione pagherà il prezzo dei massacri contro i civili e i bambini”. Anche Hamas ha ripreso un intenso lancio di razzi su Israele e sirene di allarme sono risuonate in molte zone del Paese. In uno degli attacchi rivendicati da Hamas sono rimasti uccisi quattro israeliani nei dintorni di Eshkol, nel sud del Paese, mentre altre sei persone sono rimaste ferite.

Ore 18.30 – Missile su parco giochi, 7 bambini morti. Non si fermano i combattimenti tra Hamas ed esercito israeliano a Gaza e ancora una volta a farne le spese sono piccole vittime innocenti. Dopo le vittime di questa mattina infatti un razzo ha colpito un parco giochi per bambini nel campo profughi di Shati, a nord di Gaza, provocando la morte di altri sette bambini. Un altro missile invece ha centrato un ambulatorio in disuso nei pressi dell’ospedale di al-Shifa, l’unico ancora funzionante in città e il principale di Gaza, provocando almeno due morti e numerosi feriti. Secondo quanto riportano fonti palestinesi, a sparare sarebbe stata l’aviazione israeliana che ha ripreso i raid aerei sulla Striscia dopo un cessate il fuoco di fatto mai rispettato da entrambe le parti. L’Idf però nega in maniera netta di essere coinvolta nel lancio del missile è rigetta le accuse su Hamas. “Poco fa l’ospedale di al-Shifa e il campo profughi di Shati sono stati raggiunti da attacchi di missili falliti sparati dai terroristi di Gaza” hanno spiegato infatti da Irsraele in uno scarno comunicato stampa in cui viene sottolineato che  ”terroristi hanno lanciato razzi contro Israele: uno ha colpito l’ospedale di Shifa, l’altro il campo profughi di Shati”. L’esercito israeliano intanto ha ripreso le operazioni militari nella Striscia e ha chiesto alla popolazione di alcune zone di allontanarsi dalle proprie abitazioni. In particolare l’esercito israeliano ha chiesto ai residenti di Sajaya e di Al-Zaytun di lasciare le proprie case e di dirigersi verso la parte centrale di Gaza.

Ore 12.30 – Proseguono i combattimenti nella Striscia di Gaza: un bambino palestinese è morto in seguito a un raid aereo dell’aviazione israeliana, mentre Hamas ha annunciato l’uccisione di due soldati della “Stella di David”. Intanto Abu Mazen, presidente dell’Anp in viaggio in Arabia Saudita, ha detto di non aver partecipato al meeting di sabato a Parigi perché l’Egitto, la cui proposta per una tregua resta “l’unica sul tavolo”, non è stato invitato. “La proposta egiziana – ha dichiarato Abbas – accoglie tutte le richieste dei palestinesi e il suo rifiuto ha portato solo a un’escalation della violenza a Gaza”.

In un comunicato le Brigate Al Qassam, braccio armato di Hamas, hanno dichiarato di aver ucciso 91 ufficiali e soldati israeliani durante scontri nella Striscia di Gaza. Secondo il governo e l’esercito israeliano, i militari morti sono invece 43.

Oltre mille morti, 6mila feriti, centinaia di case distrutte, 180mila sfollati. La fine del ramadan nella Striscia di Gaza doveva essere una festa, ma sono troppi i lutti ed è troppo alta la tensione perché i palestinesi possano gioire. Decine di migliaia di persone vivono ammassate nelle strutture delle Nazioni Unite e sono destinate a un futuro di enorme disagio. Nel frattempo, tuttavia, cresce nel popolo palestinese la speranza che Hamas e Israele possano raggiungere un accordo per un cessate il fuoco duraturo che ponga fine all’offensiva via terra, aria e mare messa in atto dall’esercito di Tel Aviv e iniziata 20 giorni fa.

L’ONU chiede un cessate il fuoco a Gaza senza condizioni

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito d’urgenza nella notte ed ha approvato all’unanimità una dichiarazione di richiesta di “cessate il fuoco umanitario immediato e senza condizioni” a Gaza. I 15 paesi hanno esortao Hamas ed Israele a far applicare pienamente la tregua per i tre giorni della durata della festa dell’Eid al Fitr (la fine del Ramadan) “ed oltre”. Le Nazioni Unite, inoltre, chiedono il “pieno rispetto del diritto umanitario internazionale, in particolare per quanto riguarda la protezione dei civili”, oltre a sforzi per “la messa in pratica di un cessate il fuoco duraturo e pienamente rispettato, basato sulla proposta egiziana” di mediazione. L’Onu rimarca poi “la necessità di fornire immediatamente assistenza umanitaria alla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, anche aumentando i contributi all’Agenzia delle Nazioni unite per il soccorso e l’occupazione (Unrwa)”.

Israele: “Stanchi di essere demonizzati”

L’Onu, inoltre, ricorda che “le strutture civili e umanitarie, comprese quelle delle Nazioni unite, devono essere rispettate e protette e invita tutte le parti ad agire secondo questo principio”: il riferimento, in particolare, è alla carneficina in una struttura dell’Onu bombardata dall’aviazione israeliana. I funzionari della difesa di Tel Aviv hanno replicato di essere “stanchi di essere demonizzati”. L’ambasciatore presso le Nazioni Unite ha parlato di “esigenza della verità” sottolineando anche che Israele è l’unica democrazia del Medio Oriente.

 

 


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