Rossana Rossanda: La sfida francese

| 1 Febbraio 2017 | Comments (0)

 

Diffondiamo da www.sbilanciamoci.info del 1 gennaio 2017

 

Da domenica sono state quasi concluse le primarie per le elezioni presidenziali dei due più grandi partiti francesi. Per i repubblicani ha vinto François Fillon, già primo ministro di Sarkozy, per i socialisti Benoît Hamon esponente della sinistra radicale e già membro del governo.

Dico “quasi” concluse perché Fillon si è fatto pescare ad aver assunto, a spese dello Stato, come sua assistente la propria moglie per un totale di 500 mila euro in dieci anni; non è un’enormità in sé ma lo diventa quando si pensa che la signora ha in cambio lavorato solo le poche ore necessarie a preparare due schede di lettura per la “Revue deux mondes”. Sembra che abbia assunto anche due dei figli, sempre come assistenti a spese dello Stato, dichiarando che aveva bisogno della loro “competenza” – difficile da definire non avendo i due ragazzi raggiunto neppure un diploma. La pratica di assumere dei parenti non è vietata in Francia come da noi, ma lo scandalo è grande e la popolarità di Fillon è precipitata di oltre dieci punti e si è scoperto un carattere da piccolo Berlusconi: ha convocato domenica un grande comizio protestando perché la politica lo vuole abbattere.

Per quanto riguarda i socialisti, è risultato vincente un candidato della sinistra radicale Benoît Hamon, anch’egli già ministro uscito dal governo. Hamon si è scontrato con l’ex primo ministro di Hollande, Manuel Valls, in un duello molto corretto, durante il quale ha proposto anche un intelligente reddito universale di cittadinanza. Ha vinto 58 a 51 e ha subito offerto un’alleanza a Jean Luc Mélenchon (Fronte della sinistra) e a Yannick Jadot (Verdi). La vittoria di Hamon e la sua ampiezza hanno provocato immediatamente un fuoco di sbarramento di tutta la stampa: è un idealista, non candidabile alla presidenza della repubblica, con un programma “surrealista”. Sembra che oggi, giorno seguente alla elezione, una buona parte dei socialisti non intendano seguirlo, alla faccia della democrazia; per loro sarebbe già pronto un movimento personale diretto dall’ex ministro dell’economia Emmanuel Macron, il quale cavalca l’abituale tigre dei moderati, né a destra né a sinistra. Macron non ha alle spalle un’esperienza amministrativa, come è in Francia d’abitudine per chiunque concorra a un posto di deputato; è stato chiamato al governo da Hollande e ha alle spalle il gabinetto di avvocato di affari Rothschild.

Insomma, le candidature vincenti lo saranno effettivamente in pratica soltanto se moderate e accettabili. Le elezioni vere e proprie si terranno il 23 aprile 2017 (primo turno) e il 7 maggio (secondo turno).

 

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Category: Osservatorio Europa

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About Rossana Rossanda: Rossana Rossanda (Pola, 23 aprile 1924) è una giornalista, scrittrice e traduttrice italiana, dirigente del PCI negli anni cinquanta e sessanta e co-fondatrice de il manifesto, giornale con cui ha collaborato fino a novembre 2012. Nacque a Pola nel 1924. Fra il 1937 e il 1940 frequentò il Liceo Classico Manzoni di Milano e anticipò di un anno l'esame di maturità. Fu allieva del filosofo italiano Antonio Banfi, giovanissima partecipò alla Resistenza come partigiana e, al termine della Seconda guerra mondiale, si iscrisse al Partito Comunista Italiano. In breve tempo, grazie anche alla sua profonda cultura, venne nominata da Palmiro Togliatti responsabile della politica culturale del PCI. Nel 1963 venne eletta per la prima volta alla Camera dei deputati. Nel 1968 pubblicò un piccolo saggio, intitolato L'anno degli studenti, in cui affermava la sua adesione al movimento della contestazione giovanile, sviluppatosi proprio in quell'anno. Contraria al socialismo reale dell'Unione Sovietica, insieme a Luigi Pintor, Valentino Parlato e Lucio Magri contribuì alla nascita de il manifesto, che, inizialmente, fu anche un partito, oltre che un quotidiano. Nonostante il parere contrario di Enrico Berlinguer[1], Rossanda fu radiata dal PCI a seguito del XII Congresso nazionale svoltosi a Bologna. Nel 1972 il manifesto partito ottenne solo lo 0,8% dei voti, e, anche a causa della sconfitta elettorale, si unificò con il Partito di Unità Proletaria, cioè con le parti del PSIUP e MPL che non avevano accettato di confluire nel PCI o nel PSI dopo la sconfitta elettorale del 1972, dando vita al PdUP per il Comunismo, di cui fu cofondatrice. Rossana Rossanda ha scritto la sua autobiografia: "La ragazza del secolo scorso", Einaudi, Torino, 2005

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