Peter Frost: La storia del giovane comunista Mark Ashton nel film Pride

| 24 Febbraio 2015 | Comments (0)

 

 

‘Pits and Peverts’. L’eredità del comunista Mark Ashton
Ci sono voluti trenta anni alla BBC e all’industria cinematografica britannica per raccontare l’incredibile storia di Mark Ashton. Trenta anni sono un lungo periodo di tempo, effettivamente un buon paio di anni in più rispetto alla tragicamente breve vita di Ashton – una vita interrotta dall’ Aids a soli 26 anni nel 1987.
Mark, un mercuriale giovane irlandese, era un attivista per i diritti gay e uno dei fondatori – alcuni direbbero il fondatore – di Lesbiche e Gay Sostengono i Minatori (LGSM) durante l’epico sciopero degli anni ‘80 dei minatori .
LGSM si misero insieme per sostenere i minatori britannici durante lo sciopero lungo un anno del 1984-5.
C’erano 11 gruppi LGSM in tutto il paese. Quello di Londra era il più grande. Il nuovo film PRIDE sarà sicuramente un grande successo. (…) Mi è piaciuto molto il film. Mi ha fatto ridere e mi ha fatto piangere, ma lascio una recensione completa ad altri. C’è una storia più importante da raccontare.
Il film parla di due difficili lotte parallele della classe lavoratrice. In primo luogo la lotta di lesbiche e gay negli anni ‘80 contro il pregiudizio omofobico, la violenza di strada e contro la minaccia terrificante del virus HIV-Aids. L’altra battaglia è stata quella dei minatori della Gran Bretagna per fermare Margaret Thatcher e il suo governo che stavano uccidendo la loro industria e il loro sindacato. Quello è stato un periodo in cui Sir James Anderton, allora comandante della polizia della Grande Manchester, pronunciò la sentenza omofobica che i malati di Aids gay vivevano in un “fogna umana creata da loro stessi.” Sui minatori in sciopero fu altrettanto grossolano. Descrisse picchetti di massa e manifestazioni di strada come “atti di terrorismo” e i sindacati come “una mafia industriale politicamente motivata al lavoro.” Avrebbe dovuto essere licenziato, ma la Thatcher sapeva che aveva bisogno degli alleati della polizia reazionaria come Anderton nella sua battaglia per distruggere i sindacati britannici, a cominciare dai minatori.
In questo vortice storico Ashton è stato uno dei primi a rendersi conto della connessione tra due gruppi entrambi sotto attacco da parte della prepotente Thatcher, del suo feroce governo e della sua polizia addomesticata e reazionaria.
Ashton disse ai suoi amici attivisti gay: “Le comunità minerarie sono vittime della prepotenza come lo siamo noi, sono molestate dalla polizia, proprio come noi. Una comunità dovrebbe dare solidarietà a un’altra. È davvero illogico dire: ‘Sono gay e sto difendendo la comunità gay, ma non mi importa di nient’altro’ “.
La Thatcher, naturalmente, ebbe anche il sostegno incrollabile di Rupert Murdoch e del suo terribile omofobico e anti-sindacale aborto di giornale, il Sun. I redattori del giornale senz’altro collegarono i due gruppi in quello che doveva essere uno dei titoli più disgustosi mai scritti. “Pozzi e pervertiti” esso urlava in enormi caratteri in prima pagina.
Il Sun chiaramente intendeva minare la causa e ridicolizzare i minatori in sciopero o banalizzare il loro sostegno da parte di lesbiche e gay. In realtà finì per avere esattamente l’effetto opposto.
I cosiddetti pervertiti si appropriarono di quel titolo di prima pagina per intitolare una grande manifestazione di raccolta fondi organizzata da LGSM di Ashton all’Electric Ballroom di Camden, Londra.
Il concerto stesso fu un enorme successo – raccogliendo 5.650 sterline (l’equivalente di più di 20.000 sterline in moneta di oggi) per i minatori in sciopero e le loro famiglie nel sud del Galles.
Al concerto David Donovan, del NUM (National Union of Mineworkers) del Dulais, disse al pubblico di almeno 1.500 persone, per lo più gay e lesbiche: “Avete indossato il nostro distintivo, ‘Coal not dole‘ e sapete cosa significa subire aggressioni, quanto noi. Ora noi ci appunteremo il vostro distintivo – noi sosterremo voi”.
“Le cose non cambieranno tutte d’un tratto, ma ora 140.000 minatori sanno che ci sono altre cause e altri problemi. Sappiamo di neri e gay e disarmo nucleare, e non sarà mai più lo stesso “.
La raccolta fondi fu messa in evidenza dai Bronski Beat, il cui cantante Jimmy Somerville avrebbe continuato con i Communards, un gruppo che avrebbe registrato For A Friend, omaggio personale di Somerville a Ashton.
“Arriva l’estate e mi ricordo come avremmo marciamo / Avremmo Marciato per l’amore e la pace, insieme mano nella mano.”
Il nuovo film PRIDE racconta una bella storia e la racconta bene, anche se uno dei suoi temi principali è venuto fuori dai vari armadi è triste che un’anta importante rimanga chiusa saldamente inchiodata.
Ashton era molte cose, ma era prima di tutto un comunista. Non ha mai nascosto questo fatto. Purtroppo il film non menziona quello che era uno dei fattori più importanti che hanno guidato e ispirato Ashton in tutte le sue azioni.
Ho conosciuto e lavorato, con Ashton durante lo sciopero dei minatori quando era segretario generale della Lega dei giovani comunisti (YCL). È triste ma forse prevedibile che la BBC ha tenuto l’adesione di Ashton del Partito comunista e il suo ruolo di primo piano nella YCL fuori dalla trama completamente. Ero orgoglioso di lavorare con Ashton e altri comunisti nella raccolta di fondi e di sostegno per i minatori. Aiutammo a picchettare centrali elettriche e depositi di carburante, organizzammo raccolte di fondi , manifestazioni e raccolte per strada.
Il feroce governo della Thatcher aveva sequestrato i fondi del NUM il che significava che era inutile per i sostenitori inviare le donazioni tramite il sindacato nazionale.
Al contrario i gruppi di sostegno in tutta la Gran Bretagna adottarono le singole comunità minerarie . Il Gruppo LGSM di Londra di Ashton si gemellò con Dulais Valley nel sud del Galles. Avevano scelto quella particolare miniera dopo aver incontrato una certa riluttanza ad accettare il sostegno di altri gruppi di minatori. Ashton e suoi compagni LGSM di Londra raccolsero una sorprendente cifra di 20.000 sterline per gli scioperanti visitarono il villaggio gallese in solidarietà e per consegnare moneta, cibo e altri rifornimenti.
Le alleanze che Ashton e la sua campagna instaurarono tra LGBT e sindacati si sono rivelate un punto di svolta importante nello sviluppo delle lotte e delle tematiche LGBT. Gruppi di minatori cominciarono a sostenere e sottoscrivere e partecipare a vari eventi del Gay Pride. Quello dei minatori e altri stendardi sindacali furono alla testa della manifestazione del Gay Pride nel 1985 a Londra. Nello stesso anno, in occasione della conferenza del 1985 del partito laburista a Bournemouth, fu deliberato di impegnare il partito a sostenere i diritti di uguaglianza LGBT.
La questione era stata proposta e sconfitta precedentemente. Questa volta il supporto unanime da parte del NUM determinò la vittoria nella votazione contro una forte opposizione da parte di molti nell’esecutivo nazionale del partito laburista. Nel 1988 il NUM è stato tra gli alleati più convinti della campagna della comunità LGBT contro la Section 28, il tentativo di vietare qualsiasi menzione dell’omosessualità nelle scuole. A Ashton venne diagnosticato l’AIDS il 30 gennaio 1987. Solo 12 giorni dopo la polmonite prese la sua giovane vita.
La sua morte prematura suscitò una risposta straordinaria, non solo da parte della comunità gay, ma anche della sinistra e del movimento operaio in generale. Bandiere rosse, rosa e arcobaleno e striscioni delle unions dei minatori tutte sventolavano al suo impressionante funerale a Lambeth. La sua memoria vive nel Mark Ashton Red Ribbon Fund. Il suo nome è ancora onorato nelle valli ex minerarie del sud del Galles e ora il film PRIDE farà conoscere almeno una parte della sua storia ad un pubblico molto più ampio.
Andate a vederlo. Vi farà ridere molto e piangere un po’, ma cosa più importante vi spingerà ad agire – e questa è l’unica eredità che il comunista Mark Ashton avrebbe mai voluto.

Articolo pubblicato  dal Morning Star, traduzione di Maurizio Acerbo per  Rifondazione comunista del 5 gennaio 2015

Category: Lavoro e Sindacato, Osservatorio Europa

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