E’ morto l’amico Luigi Mariucci, giuslavorista e assessore della Regione Emilia Romagna

| 10 Dicembre 2020 | Comments (0)

 

 

E’ morto l’amico  Luigi Mariucci, giuslavorista e politico che ha ricoperto, per sette anni, dal 1993 al 2000, sotto le presidenze di Bersani, La Forgia ed Errani, l’incarico di assessore alle attività istituzionali della Regione Emilia-Romagna. Aveva 73 anni e ha combattuto con la malattia restando lucido fino alla fine

Mariucci aveva aderito al Pd ed era attivo nella vita di partito.

Mariucci è stato professore ordinario di Diritto del lavoro all’Università di Ca’ Foscari (Venezia); ha insegnato nelle Università di Bologna e Ancona e, all’estero, negli Atenei di Nantes e di Paris-Nanterre. Condirettore della rivista “Lavoro e Diritto” edita da Il Mulino, ha pubblicato numerosi saggi e monografie di diritto del lavoro, diritto sindacale e relazioni industriali. A lungo è stato coordinatore degli affari istituzionali in Conferenza delle Regioni.

“Piango Luigi Mariucci. Un amico fraterno e il compagno di un bellissimo viaggio”, lo ricorda Pier Luigi Bersani.

“Mariucci ha ridisegnato- ricorda Bonaccini-, attraverso una serie di leggi e provvedimenti, la Regione moderna, adeguando l’ordinamento del sistema amministrativo dell’Emilia-Romagna, la sua organizzazione e creando gli strumenti innovativi per realizzare l’integrazione tra tutti i livelli istituzionali del governo locale. E l’ha fatto- sottolinea il presidente- con estrema competenza, passione e grande lungimiranza”.

 Lo ricordo con le parole del figlio Lorenzo scritte su face book:

“Babbo, ti devo ricordare anche qui per tutte le persone che ti hanno conosciuto, per quelle che ti hanno amato e che hanno partecipato con dolore e speranza a questi giorni per noi interminabili. Hai avuto un rapporto complesso con la vita, a cui hai sempre cercato di dare senso e motivazioni: ‘non bisogna sopravvivere’ mi ripetevi spesso. Alla vita però ti sei sempre attaccato, nei momenti difficili come in quest’ultimo in cui non hai mai smesso di lottare con grande forza e con la tua tempra. Una volta mi hai detto che speravi che la vita non fosse con te da ultimo beffarda al punto da toglierti la lucidità mentale; questa beffa però non l’hai avuta, sei rimasto lucido sino alla fine e hai avuto una morte dolce.

Babbo mio, non devi essere ricordato solo per la forza che hai mostrato in più occasioni nella malattia perché, come dicevi tu, ‘è dalla vita e per la vita che si misurano gli uomini’ e per questo vanno ricordati. Hai avuto una vita ricca e intensa, fatta di passioni, in primo luogo per la politica che hai condiviso con tanti amici e poi per il diritto del lavoro, unito alla prima da un unico filo conduttore. Hai sempre inteso la politica come passione ed impegno collettivo che trovava la propria ragion d’essere in un sistema di valori e di giustizia in cui credere e non l’hai mai intesa in senso opportunistico o come strumento di potere. Credo che in tanti ti ricorderanno per la tua viva intelligenza, la tua capacità di affrontare gli argomenti in maniera coinvolgente, brillante ma al tempo stesso precisa e tecnica, per la simpatia e l’ironia sagace che hai conservato sino all’ultimo momento. Alla mamma recentemente avevi detto che la cosa più triste nel morire da molto anziani è il fatto di non lasciare agli altri nemmeno il rimpianto. Non è certo questo il tuo caso, te ne sei andato in anticipo, lasciando in tutti quelli che ti amavano il rimpianto per non averti ancora con loro. In molti, credo, sentiranno la tua mancanza nonostante il “caratterino” che avevi. A tutti voi che avete scritto messaggi e chiamato il babbo in questo periodo cercherò di rispondere, come mi ave va chiesto di fare in uno dei suoi ultimi messaggi, perché, come diceva sempre “il mestiere più difficile dei figli è seppellire i padri” e a questo compito non possiamo sottrarci. 

Scriveremo nella foto ricordo la frase che volevi: ‘presto saprò chi sono’

Quanto a noi ‘del tuo ricordo cercheremo di riempire il vuoto del nostro cuore’, proprio come tu hai detto salutando per l’ultima volta nonno Ado.”

 

Category: Editoriali, Lavoro e Sindacato, Politica, Scuola e Università

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About Vittorio Capecchi: Vittorio Capecchi (1938) è professore emerito dell’Università di Bologna. Laureatosi in Economia nel 1961 all’Università Bocconi di Milano con una tesi sperimentale dedicata a “I processi stocastici markoviani per studiare la mobilità sociale”, fu segnalato e ammesso al seminario coordinato da Lazarsfeld (sociologo ebreo viennese, direttore del Bureau of Applied Social Research all'interno del Dipartimento di Sociologia della Columbia University di New York) tenuto a Gosing dal 3 al 27 luglio 1962. Nel 1975 è diventato professore ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Negli ultimi anni ha diretto il Master “Tecnologie per la qualità della vita” dell’Università di Bologna, facendo ricerche comparate in Cina e Vietnam. Gli anni '60 a New York hanno significato per Capecchi non solo i rapporti con Lazarsfeld e la sociologia matematica, ma anche i rapporti con la radical sociology e la Montly Review, che si concretizzarono, nel 1970, in una presa di posizione radicale sulla metodologia sociologica [si veda a questo proposito Il ruolo del sociologo (a cura di P. Rossi), Il Mulino, 1972], e con la decisione di diventare direttore responsabile dell'Ufficio studi della Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM), carica che manterrà fino allo scioglimento della FLM. La sua lunga e poliedrica storia intellettuale è comunque segnata da due costanti e fondamentali interessi, quello per le discipline economiche e sociali e quello per la matematica, passioni queste che si sono tradotte nella fondazione e direzione di due riviste tuttora attive: «Quality and Quantity» (rivista di modelli matematici fondata nel 1966) e «Inchiesta» (fondata nel 1971, alla quale si è aggiunta più di recente la sua versione online). Tra i suoi ultimi libri: La responsabilità sociale dell'impresa (Carocci, 2005), Valori e competizione (curato insieme a D. Bellotti, Il Mulino, 2007), Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts (con M. Buscema, P.Contucci, B. D'Amore, Springer, 2010).

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