Roberto Dall’Olio: Monet cieco

| 18 Giugno 2021 | Comments (0)

 

 

 

MONET CIECO è un insieme di variazioni sul tema del nero e, più in generale, di altri colori fondamentali. Prende avvio dalla consatatazione che il grande pittore Monet rimase per un certo periodo della sua vita quasi cieco, tale oscurità gli impedisca la visione del rosso e del blu. Unitamente a ciò il bagliore del nero indossato da Berthe Morisot ritratta da Manet si è ritrovato negli occhi del poeta Dall’Olio a partire dall’essere il colore preferito della Musa ispiratrice dei versi contenuti nell’opera.

Senza timore di scomodare Bach , proprio il libro MONET CIECO dicevamo rappresenta una sorta di Variazioni Goldberg sul tema del nero che viene continuamente rivisto alla luce dei colori che quel nero stesso ama nascondere, da cui è nutrito, dai quali è accompagnato. I colori come la musica, un linguaggio esoterico e al tempo stesso essoterico in “un’opera tra artisti : da una parte il pittore con lo spessore del suo talento e dello sguardo, dall’altra il poeta che lo stuzzica, lo rimescola, lo gira come un calzino : <<Monet è cieco/ha le persiane abbassate/cosa sia il blu/Purtroppo/Non lo sa più….l’orto dei mandarini/con le zagare/dei tuoi maglioni/Ha il colore dell’utopia>>.” scrive Roberta Barbieri nella postfazione .

E ancora una variazione di pag. 72 :

 

Monet cieco

non vede il vuoto

Sì quel tuo nero

pieno di colori

e incline al vuoto

Di una passeggiata

senza niente

svuotata

Di ogni frangente

alla quale fa da eco a pagina 73:

Mi mancavi

esattamente

Come ti ho trovata

Inquieta

Lieta

come il nero

che ti dona

Ti indossa

Mi mancavi

come sei

naturale

Attenta

Distratta

Rapita

gentile

in carme

ed ossa.

La Musa vestita di nero è la protagonista di questi versi e sa parlare di sogni, d’amore, riesce a catturare le stelle insieme ad un lampo diffuso che è l’esplosione dei colori presente nel testo. Ha il volto delle mondariso bellisssime che si alzano appena il tremendo occhio del fattore si fa distratto. Appare e scompare ma sempre resta l’arcobaleno quasi normale dei suoi colori. Non piove quasi mai, il deserto è stato attraversato in una vasca di ocra che si ammassa nei campi di grano della terra del poeta, la terra emiliana e quella inclinazione paesaggistico – pittorica che il poeta deve a un grande Maestro come Attilio Bertolucci e alle folgorazioni di Roberto Roversi. La musica è essa stessa nera, crome nere sulle pagine bianche, capelli della Musa stringati come corde di violoncelli così è forse la sua voce. La Musa non parla mai. Parlano i colori , i suoi colori, per lei.

“Dall’Olio ripercorre anni e anni di tradizione moderna, fa sua la lezione dei grandi poeti lirici del Novecento. Come A. Gatto, Dall’Olio (sempre lui…) si abbandona consapevomente ad un’esaltazione di lirismo cromatico…di Sandro Penna, il Nostro ha assimilato l’essenzialità del verso e la precisione fotografica…di Bertolucci, il respiro emiliano che tanto lo accora. Di Giorgio Caproni, Dall’Olio riconosce la precisione certosina nell’incedere. E anche le donne del Nostro sanno aprire riviere” così scirve in un passo della sua Prefazione il poeta Marcello Buttazzo.

Io non so quanta Tradizione abbia masticato ruminato e. Forse. Digerito….mi piace la poesia confessionale americana ivi ne riconosco le tracce. Mi incanta la leggerezza di Saba e la musicalità degli Ispano -americani, la poesia che viene da Praga vestita di luce per citare il Maestro J. Seifert. Sento l’essenzialità di Saffo, la sua idea di pace, di amore per sempre invadere continuamente la mia situazione emotiva e mentale dello scrivere versi. In fondo ho cominciato da Lei e a Lei desidero tornare. A una poesia che sa bene che solo la realtà è fatta di cose impossibili, ma gli Adynata, gli impossibli nei sogni sono l’essenziale e il quotidiano, il pane e le rose di questo canto a tratti dodecafonico ma sempre attento alla nonviolenza al tribolare della giustizia, ai silenzi della libertà, al dolore inferto senza scopo, attento al volo ai colori del viaggio :

verde

il nostro

Viaggiare

Con la luce accanto

il verde lembo

Fu scozzese

In una tua gonna

Così elegante

verde sognare

galante

Monet cieco

Non vede più il blu

Non ha volto

Non ha paragoni

Non ci sono cose

Non ci sono idee

È un dolore spremuto

si quello

il celeste velluto

sulle tue unghie

Category: Arte e Poesia, Libri e librerie

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About Roberto Dall'Olio: Roberto Dall'Olio (1965) è attualmente Assessore all'intercultura, valorizzazione dei beni culturali e sport del Comune di Bentivoglio (Bologna). È membro del direttivo bolognese dell'Anpi. Poeta e autore dal forte impegno civile, insegna Storia e Filosofia al Liceo Classico "Ariosto" di Ferrara. Ha vinto il concorso nazionale di poesia va pensiero a Soragna (Parma).Tra le sue pubblicazioni: Entro il limite. La resistenza mite in Alex Langer (La Meridiana, 2000); Per questo sono rinato (Pendragon, 2005); La storia insegna (Pendragon, 2007); Il minuto di silenzio (Edizioni del Leone, 2008), La morte vita (Edizioni del Leone, 2010).

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