Enrico Peyretti: La sottomissione per Houellebecq e per Pier Cesare Bori

| 14 Gennaio 2015 | Comments (0)

 

 

 

Ho trovato interessante, istruttiva, questa analisi psichica del romanzo di Houellebecq messo in vetrina dalle raffiche di Parigi. Mi pare che la prima “soumission” non sia l’islam, ma il “tetro jiadismo” dell’autore, voce della decadenza rassegnata, un arrendersi a destino e morte, un istinto di morte, thanatocrazia, che crede di vedere nell’islam. Vedete voi se ho capito o no.

Invece mi interessa riprendere un momento il concetto di sottomissione. Una volta, al Gobetti, nel seminario sul problema del male, con Bobbio e il suo gruppo, nel quale ero anch’io, presenti anche alcuni di voi, Pier Cesare Bori usò incidentalmente quell’idea. Fu inteso dai bobbiani come lo scandaloso contrario della attiva responsabilità. Non conoscevano né il suo pensiero né la sua persona.

Se qualcuno è stato mentalmente e moralmente un attivo coraggioso viaggiatore dello spirito, per molti territori, e vibratile registratore di ogni nuovo refolo di pneuma, è stato Pier Cesare. Per lui (intendo io per quella conoscenza di lui che mi è stata data dalla sorte) sottomissione voleva dire mitezza, paziente accoglienza, non aggressività, risposta del cuore allo spirito, vaglio aperto dei fatti e delle proposte vitali delle varie sapienze spirituali umane, con vivacissimo cammino e randagismo audace, eppure mai smarrito.

Questo voglio e devo testimoniare, per quanto ho capito di Pier Cesare: tutto all’opposto del sottomettersi a poteri materiali, o religiosi abusivamente spirituali e presuntuosamente potenti, la “sottomissione” di Pier Cesare era questa intelligente bontà.

Chi potrebbe dire con verità (ma c’è una tradizione errata che lo dice!) che Gesù si sia sottomesso passivamente alle forze del male che lo hanno inchiodato e ucciso. Si è sottomesso, sì, ma all’amore per l’umanità nostra, che ha salvato portandola sulle sue spalle, lei debole bisognosa creatura, e lui più forte della morte. Ditemi se si possono confondere i due significati di sottomissione.

Credo che anche nell’islam ci sia, inteso generalmente male, un significato nobile, elevato, di sottomissione a Dio. Andiamo cauti nel giudicare, siamo sottomessi alla verità che ci fa liberi.

Category: Culture e Religioni

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About Enrico Peyretti: Enrico Peyretti (Torino, 1935) è un attivista italiano, intellettuale, impegnato nella ricerca per la pace e nel movimento per la non violenza. È stato presidente centrale della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI) tra il 1959 e il 1961. Nel periodo del post-Concilio Vaticano II animò a Torino alcune realtà ecclesiali di base. Fondò nel 1971 (e diresse fino al 2001), assieme ad "alcuni cristiani di Torino", la rivista mensile il foglio (www.ilfoglio.info), che ancora oggi rappresenta una delle più interessanti esperienze di riflessione su tematiche religiose e politiche da parte del Cristianesimo di base. Ha insegnato storia e filosofia nei licei. Svolge attività come ricercatore per la pace nel Centro Studi "Domenico Sereno Regis" di Torino (www.serenoregis.org), sede dell'Ipri (Italian Peace Research Institute); è membro del comitato scientifico del Centro Interatenei Studi per la Pace delle Università piemontesi. È un riferimento all'interno del Movimento Nonviolento e del Movimento Internazionale della Riconciliazione. Tra i suoi libri: " Alcuni elementi per una filosofia della pace ", Scuola di pace, Città di Boves, Anno accademico 1993-94 ; Dall'albero dei giorni, Soste quotidiane su fatti e segni, Servitium, Sotto il Monte (BG) (1998); La politica è pace, Cittadella, Assisi (PG) (1998); Per perdere la guerra, Beppe Grande, Torino (1999); Dov'è la vittoria?, Piccola antologia aperta sulla miseria e la fallacia del vincere, Il segno dei Gabrielli, San Pietro in Cariano (VR) (2005); Esperimenti con la verità. Saggezza e politica di Gandhi, Pazzini, Villa Verucchio (RM) (2005); Il diritto di non uccidere. Schegge di speranza, Il Margine, Trento (2009);Dialoghi con Norberto Bobbio su politica, fede, nonviolenza , Claudiana, Torino (2011); Il bene della pace. La via della nonviolenza , Collana L'etica e i giorni, Cittadella Editrice, Assisi (2012)

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