Marina Montella: Ad Altivole la tomba Brion di Scarpa

| 27 Dicembre 2014 | Comments (0)

 

 

 

 

Dopo una lunga serie di giorni piovosi, finalmente l’ 8 dicembre è uscito un bel sole, freddo come vuole la stagione, ma sole, con Vilma e Bruno, due carissimi amici, senza indugio, ho pensato di andare ad Altivole (Treviso) per rendere omaggio all’opera di Scarpa considerata tra le più alte espressioni di architettura contemporanea: la tomba Brion.

Siamo arrivati a San Vito di Altivole passando dalla città di Giorgione, Castelfranco, città murata con castello medioevale , che conserva nel Duomo una pala   d’altare del Maestro raffigurante la Madonna in trono tra due santi. Oltrepassato Castelfranco in direzione Asolo, arriviamo a san Vito di Altivole e qui, seguendo le frecce gialle “Tomba Brion”, davanti ai due ingressi del cimitero. Un ingresso, il primo, porta direttamente agli spazi della tomba di Scarpa, il secondo al cimiterino del paese.
Decidiamo di entrare dal secondo ingresso, perché da qui si accede all’area della tomba Brion dai propilei aventi come sfondo un’apertura a forma di due anelli che si intersecano e che inquadrano un prato, un muro inclinato di calcestruzzo e il cielo: lo spazio dei campi e della vita è tagliato fuori, rimane quello della riflessione e del silenzio. E cominciano le emozioni. Ognuno di noi si disperde per ricercare le sue in solitudine.
Sulla sinistra si riconoscono i due sacelli, quello di Giuseppe Brion e quello della moglie Onorina Tomasin, sulla destra un lungo corridoio di calcestruzzo porta ad una piattaforma, sempre in calcestruzzo, sull’acqua, da questo punto si vedono, come sfondo, i colli asolani, la chiesetta del paese e le due tombe. Pace, silenzio, ma anche armonia e allegria, oserei dire, la morte qui non è una tragedia, ma un fatto che si compone con serena tranquillità. Ripercorrendo il corridoio mi avvicino, guidata da un ruscelletto, alle due tombe costruite come due culle protette da una volta in calcestruzzo incastonata da tessere colorate di mosaico. Davanti voluta da Scarpa sin dai primi disegni, una conifera piangente (Picea abies Pendula) dalla chioma verde scuro.
Procedendo verso ovest si scendono alcuni gradini e si percorre un viottolo che conduce alla chiesa e all’edicola con le tombe dei familiari, la cui forma particolare la fa rassomigliare ad un incappucciato, per accedere in questo spazio bisogna abbassare la testa, dall’ alto una fenditura fa piovere la luce che illumina l’interno in calce blu-nera.

L’accesso alla chiesa è una grande apertura circolare a forma di Omega, simbolo della conclusione (Io sono l’ alfa e l’ omega), la luce proviene da finestre i vetri delle quali si sviluppano dal pavimento al soffitto senza che si vedano i telai di sostegno, la luce filtra i riflessi dell’acqua della vasca che circonda il luogo sacro, quasi questo fosse una barca destinata a solcare i luoghi misteriosi della morte.

Ogni dettaglio di questo tempio, dall’acquasantiera alla cupola piramidale in legno di ebano e pero, dall’altare in bronzo al candelabro pendente attirano lo sguardo ciascuno per sé, ma rendono poi perfetta l’ armonia dell’insieme. Attraverso un altro varco della chiesa si può raggiungere la stradina antistante il cimitero.

Non possiamo lasciare però questo luogo senza visitare, nel suo cantuccio appartato, la tomba dell’ architetto che volle essere sepolto qui. Siamo entrati che il sole era ancora alto e senza accorgercene stiamo uscendo che sta tramontando: lo stupore di un posto fuori dal tempo e il desiderio di cogliere ogni minimo dettaglio di queste forme che diventano purissima poesia, ci ha fatto dimenticare del tempo terreno che, ormai, ci sospinge verso il ritorno a casa.

 

 

 

 

 

 

 

Category: Arte e Poesia, Fumetti, racconti ecc..

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About Marina Montella: Marina Montella è nata a Palermo nel 1953 . Insegnante di italiano in Italia, ad Asmara a Bogotà e a Madrid in questi paesi esteri ha svolto anche attività di volontariato presso le Missioni dei Padri Pavoniani, occupandosi dei ragazzi di strada, in pensione dal 2010 attualmente vive a Mestre.

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