Amina Crisma: Confucio incontra Socrate ad Atene. I paradossi del presente

| 1 Ottobre 2021 | Comments (0)

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Confucio incontra Socrate ad Atene: i paradossi del presente

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E’ un formidabile coup de theatre quello che si è messo in scena ad Atene il 16 settembre, nella solenne cerimonia inaugurale dell’Anno del Turismo e della Cultura Cina-Grecia: i ministri greci della Cultura e del Turismo, Lina Mendoni e Vassilios Kikilias, insieme a Wang Qiang, incaricato ad interim dell’ambasciata cinese in Grecia, hanno svelato due imponenti sculture di bronzo raffiguranti il dialogo/incontro di Confucio e Socrate, opera del celebre artista Wu Weishan, direttore del Museo Nazionale della Cina.

Si rimane, una volta di più, stupiti e ammirati dalla straordinaria capacità della leadership della RPC – superbamente incurante della “fine delle Grandi Narrazioni” proclamata forse un po’ troppo affrettatamente un po’ di tempo fa da ben note retoriche post-moderne – di mettere sapientemente in scena la propria trionfale Grande Narrazione imperiale intorno alla gloria spirituale della Sinità Millenaria, e di farvi risonare intorno intense suggestioni dialogiche e universalistiche, echi della jaspersiana età assiale, proprio nel luogo in cui l’acquisto del Pireo rappresenta l’ennesimo successo materiale nella strategia cinese di espansione economica e geopolitica planetaria.

Paradossi del presente: c’è chi i monumenti li erige fieramente, e chi invece li rovescia o li distrugge; e chi li erige, dichiarando perenne devozione al passato, è al contempo promotore di una trasformazione turbocapitalistica che equivale a un vertiginoso sconvolgimento tellurico del tianxia, ossia di tutto quanto sotto il cielo. E, paradosso ulteriore, coloro che oggi erigono fieramente i monumenti sono gli eredi di coloro che cinquant’anni fa preconizzavano la distruzione di ogni “detestabile residuo feudale”….

Ci vorrebbe un cantastorie come Bertolt Brecht per raccontare questi paradossi, e magari per proporci, anziché un inno sonoro, o una marcia trionfale e magniloquente, un’altra musica possibile, una ballata picaresca del tipo di quella di “Jenny dei pirati”: insomma una canzoncina sottovoce, certo meno eclatante e suggestiva ma forse più imprevedibile, che ci narri le avventure di un Confucio errante, un po’ alla maniera di Don Chisciotte, profeta disarmato, “re senza corona” e  senza piedistallo.

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Category: Arte e Poesia, Culture e Religioni, Guardare indietro per guardare avanti, Osservatorio Cina, Osservatorio internazionale, Storia della scienza e filosofia

About Amina Crisma: Amina Crisma ha studiato all’Università di Venezia conseguendovi le lauree in Filosofia, in Lingua e Letteratura Cinese e il PhD in Studi sull’Asia orientale. Ha ottenuto l’abilitazione scientifica nazionale a professore di seconda fascia. Dal 2007/8 insegna Filosofie dell’Asia Orientale all’Università di Bologna, dopo aver insegnato Sinologia e Storia delle religioni della Cina alle Università di Padova (2001/2010) e di Urbino (2007). Le sue ricerche sulle fonti cinesi antiche saldano l’esercizio filologico a una riflessione interculturale svolta in collaborazione con varie istituzioni. Ha pubblicato i volumi Il Cielo, gli uomini (2000), Conflitto e armonia (2004), Neiye (2015), Confucianesimo e taoismo (2016), Vie della meditazione taoista (2025). Tra le numerose opere collettanee a cui ha contribuito: Per una filosofia interculturale (2008), Religions et réformes (2007), In the Image of God (2010), Genere e religioni (2014), La filosofia e l'altrove(2016).Fra le sue curatele: Storia del pensiero cinese di Anne Cheng (2000). Coordina l'Osservatorio Cina di Inchiesta. Cv dettagliato con elenco delle pubblicazioni: al sito web docente www.unibo.it e www.aminacrisma.it

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