9 maggio 2014 a Reggio Emilia: Due libri su lavoro e sindacato
Il 9 maggio 2014 a Reggio Emilia alle 18 alla Libreria All’ARCO sono presentati i seguenti due volumi discussi dai loro autori con Giorgio Airaudo (deputato Sel) e Valerio Bondi (segretario Fiom Cgil Reggio Emilia). Invitiamo alla loro lettura e a partecipare all’evento.
1. Gabriele Polo e Gianni Rinaldini, In basso a sinistra
Manni Editore, San Cesario di Lecce, 2014
Politica, sindacato e conflitti sociali tra globalizzazione e crisi. L’anomalia chiamata Fiom. Negli ultimi trent’anni il panorama politico italiano è cambiato radicalmente.
Le organizzazioni della sinistra sono state trasformate fin nella loro identità e si sono presentate disarmate di fronte alla “tempesta perfetta” creata dall’incrocio delle quattro grandi crisi che hanno segnato il passaggio dal XX al XXI secolo: la sconfitta del movimento operaio novecentesco e la crisi delle sue ideologie, il crack finanziario iniziato dagli Stati Uniti e culminato nella recessione europea, il collasso della rappresentanza politica e l’affanno della democrazia, il disagio sociale e l’aumento delle diseguaglianze.
Due testimoni privilegiati ricostruiscono le tappe e i passaggi di questa trasformazione: Rinaldini con un racconto in prima persona, e poi in dialogo con Polo. Ne viene fuori un “diario di viaggio” nella storia della sinistra, del sindacato e dei movimenti negli anni in cui la lotta di classe è stata fatta dal capitale: dall’autunno ’80 in Fiat al crollo del Muro di Berlino, dalla fine del Pci all’era berlusconiana, dalla ritirata sindacale alla precarietà del lavoro, dalla finanziarizzazione alla recessione economica. Il bilancio è ricco di critiche, e anche di autocritiche: non per rassegnarsi, ma per ritrovare strumenti di ricostruzione.
2. Gabriele Polo , Giovanna Boursier, Lavorare manca. Einaudi, Torino 2014
|
C’è una faccia della crisi che le narrazioni ufficiali troppo spesso relegano a sintomo secondario. E’ la crisi che colpisce al cuore il lavoro in fabbrica, lontana dalle astrazioni del mercato, vicinissima alle nostre vite. E’ la crisi raccontata in questo libro attraverso un’inchiesta feroce e dolorosa. Che cosa succede se proviamo a osservare la crisi rinunciando al consueto punto di vista, se proviamo a inquadrarla ad altezza di sguardo? Succede che ai flussi della finanza si sostituiscono le storie, alle manovre economiche le persone. Spariscono le oscillazioni dei mercati e dello spread, appaiono volti, voci di protesta. A quest’altezza, crisi vuol dire soprattutto lavoro che manca.
A raccontarcelo sono due giornalisti d’inchiesta, in un reportage che ha come sfondo le fabbriche simbolo della «grande trasformazione italiana» – Innocenti, Fiat, Carbosulcis, Fincantieri, Omsa, Videocolor – le stesse che oggi sono simbolo del «grande collasso». I protagonisti, invece, sono le donne e gli uomini che in quelle fabbriche non possono lavorarci o rischiano di non poterlo piú fare: precari, disoccupati, cassaintegrati, esodati. Sono i nuovi poveri italiani, la cui voce è, all’interno di ogni capitolo, riportata in presa diretta.
Gabriele Polo e Giovanna Boursier hanno raccolto le loro storie di rabbia, lotta, disillusione, speranza e le hanno cucite insieme sul tessuto di una storia piú grande: quella di un Paese al quale manca la terra sotto i piedi, ma che si ostina a tenere gli occhi puntati al cielo.
Category: Lavoro e Sindacato, Libri e librerie