Gianni Porzi: la sentenza “salva maxi stipendi” della Consulta

| 18 Ottobre 2012 | Comments (1)

 

 

Il prof Gianni Porzi , che è stato ordinario di chimica all’Università di Bologna oggi in pensione, ha inviato alla redazione questo suo intervento definendo la sentenza “un insulto per chi vive in gravi difficoltà economiche

Non mi sembra che i media abbiano dato il giusto rilievo alla recente sentenza “salva maxistipendi” emessa dalla Consulta. Dichiararsi profondamente indignati è il minimo in quanto ritengo sia addirittura un’offesa nei confronti di coloro che fanno fatica o addirittura non riescono ad arrivare a fine mese. E’ sconcertante che la Consulta, cioè l’organo supremo della magistratura presieduto dal Capo dello Stato (che per decenni ha militato nel PCI), in un momento così difficile e per alcuni addirittura drammatico, abbia eliminato quel modestissimo prelievo del 5% sugli stipendi da 90.000 a 150.000 Euro e del 10% su quelli al di sopra dei 150.000 Euro. Mi sembra che nel nostro Paese si sia smarrita, a tutti i livelli, la differenza fra ciò che non è consentito dalla Legge e ciò che non è moralmente accettabile, cioè tra l’aspetto legale e quello morale di qualsiasi comportamento e/o atto amministrativo.
Ormai l’etica sembra essere un optional e si sta sfilacciando a tutti i livelli, non solo in politica. Il nostro è un Paese gravemente malato perché i vertici delle varie Istituzioni hanno smarrito quel senso diffuso di coscienza morale che contribuiva a non perdere mai di vista certi valori fondamentali del vivere civile; si ha la sensazione di vivere nella giungla dove il più forte ha la meglio sul più debole, sul più indifeso. L’etica non alloggia più in nessun Palazzo ove si prendono decisioni importanti per la comunità e questo è un fatto molto preoccupante. La Consulta sembra essersi trasformata nella super Casta che “tutela” i supercompensi dei Magistrati, dei Dirigenti della P.A. e dei Parlamentari che, se non erro, hanno lo stipendio agganciato a quello dei magistrati. Tutto ciò ritengo sia immorale e quindi inaccettabile da parte dei cittadini che hanno ancora una coscienza civica e sono in grado di distinguere ciò che è giusto da ciò che è profondamente ingiusto, l’equità dall’iniquità anche se si sta pericolosamente diffondendo una sorta di assuefazione all’ingiustizia, al malaffare, alla corruzione. Solo per alcune categorie di “superuomini” valgono i diritti acquisiti, per tutti gli altri cittadini di questo povero Paese – povero perché si sta perdendo la “coscienza morale” – non possono invece valere (si pensi alla riforma Fornero delle pensioni e non solo). Purtroppo, stiamo vivendo in un Paese dove la democrazia è stata messa in soffitta ed è stata messa in scena la sua parodia. Mi sembrano quanto mai appropriate alcune “pillole” di personaggi celebri che penso colgano molto bene il sentire di molti italiani : “I politici hanno una loro etica, tutta loro ed è una tacca sotto quella di un maniaco sessuale” (Woody Hallen), mentre Henry Kissinger diceva che “Il problema è che il 90% dei politici rovina il buon nome dell’altro 10%” e il grande Totò liquidava la politica con una battuta quanto mai attuale “A proposito di politica …… ci sarebbe qualcosa da mangiare?”
Anche questa sentenza della Consulta contribuirà a dare ulteriore fiato al Movimento 5 stelle e mi auguro che Grillo continui a controllare la giusta protesta affinché non si trasformi in pericolosa violenza di piazza. Purtroppo, data la situazione etico-politica-economica del Paese non è da escludere che possano verificarsi eventi incontrollabili che minerebbero quel residuo di democrazia ancora esistente. Da certe reazioni che si leggono nei giornali online e nei blog, a commento di quotidiane notizie a dir poco sconcertanti, ci si rende conto che la situazione è esplosiva essendo molti arrivati al limite della sopportazione. Evidentemente chi ci governa e i politici non se ne rendono perfettamente conto altrimenti terrebbero comportamenti ben diversi. Sono sempre più convinto che è arrivato il momento in cui non si può più “mettere una pezza”, ma occorre avere il coraggio di azzerare tutto, di ricominciare riscrivendo la graduatoria dei valori, come se fossimo usciti da una guerra disastrosa.

Category: Economia

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Comments (1)

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  1. Avatar Maurizio Matteuzzi ha detto:

    E’ proprio così. Come le aliquote IMU non progressive, una vergogna. Io dico sempre che è una equità in senso ippico… questione di dittonghi

    MM

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