Bruno Giorgini: Piccola cronaca del 18 aprile 2013 a Bologna

| 18 Aprile 2013 | Comments (0)

 

 

 

DOSSIER DOPO ELEZIONI 49 Quando con radio e tv accese si capisce che Marini non passerà grida di giubilo, non contro l’uomo, ma perchè è successo un fatto inusuale, i grandi elettori non si sono piegati agli ordini di partito, gli ordini di Bersani e Berlusconi. Una piccola o forse grande vittoria della libertà individuale nonchè la pratica applicazione del dettato costituzionale che recita. “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. A maggior ragione vale per i grandi elettori del Presidente della Repubblica. Una buona cosa per la Repubblica affinchè abbia un Presidente sul serio autorevole, capace di rappresentare la Nazione e l’assoluto bisogno di democrazia partecipata pure nella rappresentanza ormai irrinunciabile.

Le riprese TV raccontano anche la protesta in piazza davanti Montecitorio di molti cittadini, alcuni iscritti al PD, contro l’accordo nelle segrete oscure stanze tra B&B. Intanto arriva la notizia che persino il PD emiliano va in rotta di collisione con la decisione di Bersani.

Per buona parte della notte E.  segue il montare del dissenso contro la scelta di Marini da parte di Bersani sui social network. Lì è una marea che cresce, ma basterà? Con questa domanda vado a dormire.

Al mattino la risposta, positiva. Se non basta certamente contribuisce assai al risultato, certamente  rafforza il diritto al dissenso e alla libertà di coscienza dei grandi elettori che si esprime nell’urna, certamente permette una rapida comunicazione orizzontale tra centinaia se non migliaia di cittadini/e, con scambio di informazioni, slogan, pensieri, iniziative, proposte, firme di petizioni e quant’altro.

Alle sei e mezzo del pomeriggio andiamo in piazza Re Enzo per un presidio convocato dai Comitati Articolo 33 per la scuola pubblica e Acqua Bene Comune, in appoggio a Stefano Rodotà Presidente. Il Presidente dei diritti e dei beni comuni. Chissà.

Saremo tra cinquanta e ottanta più o meno, persino con un paio di bandiere rosse, alcuni vecchi compagni d’arme  e di stravizi rivoluzionari nel tempo che fu, ma anche persone giovani. Pur essendo pochi, non ci sentiamo pochi. E’ come se la cosa che stiamo lì a mostrare, il diritto a un Presidente della Repubblica che non sia figlio di un inciucio ma bensì di una libera dialettica parlamentare e dei cittadini, sia tanto giusta da avere una sua grande forza, ben oltre il piccolo numero dei manifestanti. E ci si danno gran pacche sulle spalle.

Al presidio incontro Ambrogio che così, con mirabile sintesi, riassume gli errori di Bersani.

ll segretario PD è riuscito a dare a Berlusconi ruolo e statura  di uomo essenziale da cui non si può prescindere per la decisione massima dal punto di vista istituzionale, cioè la scelta e elezione del Presidente della Repubblica, tra un processo e l’altro che vede B. imputato, una legge ad personam e l’altra, una olgettina e l’altra, un conflitto di interessi e l’altro,  eccetera eccetera. Con un coraggio degno di miglior causa Bersani ha chiamato i colloqui privati a quattrocchi col cavaliere, metodo di scelta per un Presidente condiviso. Ahimè.

Il segretario PD con la scelta di Marini, ha elevato Grillo che lo ha contrato attraverso la consultazione degli iscritti al M5S, con i dieci nomi usciti dalla stessa fino alla proposta di Stefano Rodotà,  a king maker che  ributta indietro l’inciucio,  ne fa giustizia, scompaginando il PD degli eletti e affondando il coltello del dissenso rispetto ai metodi oscuri e addirittura privati, a due, usati da Bersani, nel corpo vivo dei militanti. Quasi un maestro della politica appare il Beppe.

Il segretario PD ha fatto di Matteo Renzi un gigante della politica dentro il PD, nonostante la sua esclusione burocratico amministrativa, in realtà  idiota,  dall’ assemblea dei grandi elettori.  Tra l’altro l’indicazione dei renziani per Chiamparino è solida e tutt’altro che stupida.

Il segretario PD è riuscito a rompere la coalizione, di fatto espellendo SEL da qualunque possibilità non dico di incidere, ma nemmeno di dire la sua. SEL che stavolta, visto che era stata buttata fuori, ha fatto di testa sua votando Rodota. E viva SEL.

Il segretario PD è riuscito a rompere il PD,  secondo linee di frattura sia verticali che orizzontali. Un PD che potrebbe in tempo breve avvitarsi fino all’annichilazione.

Perchè Bersani abbia sbagliato tanto non so, certo che ci vuole un certo genio a impostare una politica che produca tanti danni.

E domani? Riusciranno gli uomini e le donne dell’establishment, gli oligarchi, a restaurare con una parvenza di dignità il loro comando, impedendo l’elezione di Rodota, magari con una candidatura più congruente al paese reale? Vedremo, a ogni giorno la sua pena.

Per stasera io vado a letto contento. Il 18 aprile del 1948 la DC sconfisse il Fronte costituito dal PCI e dal PSI, iniziando una dura fase di restaurazione del potere capitalistico e  borghese, calpestando le speranze di liberazione, emancipazione e giustizia sociale  per milioni di cittadini/e.  Il 18 aprile 2013 la restaurazione del potere del centrodestra e di Berlusconi, nonchè di pratiche politiche oligarchiche, è stata sconfitta. Per merito dei cittadini e per merito di un’assemblea di grandi elettori che si sono mostrati più liberi del previsto, nonchè della presenza in campo di un grande candidato, Stefano Rodota. Ripeto: per i diritti e i beni comuni.

E se tornasse Marini. Beh se venisse per qualche diavoleria eletto, sarebbe una sciagura per il paese, un Presidente dimezzato per i cittadini, io non gli riconoscerei alcuna autorità, e dubito che sarei il solo, ma dimezzato anche per le istituzioni italiane e estere, e infine un PD inesorabilmente suicida.

 

All’inizio di questo intervento la locandina con l’invito a partecipare il 18 aprile 2013 alle 18,30 in Piazza Maggiore a Bologna per manifestare a favore di Rodotà presidente della Repubblica. Pubblichiamo su questa giornata anche l’articolo di Martina Castigliani su il Fatto quotidiano

 

 

Martina Castigliani: Quirinale, sit-in comitati acqua e scuola pubblica: Rodotà è la scelta dei cittadini

Se i politici venissero nelle piazze saprebbero che Stefano Rodotà è il Presidente che piace ai cittadini”. Ha le idee chiare la cinquantina di manifestanti che nel pomeriggio si è radunata in piazza del Nettuno a Bologna. Un presidio nato spontaneamente, da un gruppo di militanti e rappresentanti dei movimenti civici locali come Comitato articolo 33 e Acqua bene comune. Hanno cartelli scritti con l’evidenziatore, fogli incollati e qualche slogan. “Siamo arrivati di corsa subito dopo il lavoro – raccontano – abbiamo seguito le votazioni durante la giornata, non ci potevamo credere”. Rodotà il nome che continuano a ripetere, con la certezza che il Partito Democratico abbia commesso un errore.

Popolo dell’acqua e della scuola pubblica in piazza per Rodotà Presidente”, il manifesto che stringono nelle mani. “Ci siamo autoconvocati, – racconta Francesca De Benedetti, portavoce del comitato art.33, promotore del referendum per abolire il finanziamento pubblico alle scuole private – siamo il popolo dell’acqua e della scuola pubblica e ci hanno raggiunto gli elettori di tanti partiti. E’ il segno che Rodotà sarebbe davvero il Presidente di tanti”. Il costituzionalista è molto caro al comitato di Bologna, di cui è presidente onorario e primo firmatario in Italia. “E’ l’uomo dei diritti. In questo momento di scollamento noi crediamo che lui sia la figura che ci vuole per l’Italia. Se i politici venissero nelle piazze saprebbero che Rodotà è il presidente che piace alla gente”. Un’occasione di interpretare il volere dei movimenti civici , spiega De Benedetti, che non bisogna sprecare ancora una volta: “La base dei partiti chiede a gran voce questa candidatura. Vedremo se gli eletti saranno sordi a quello che chiedono i cittadini o finalmente il tappo di sughero salterà”.

La candidatura di Stefano Rodotà è l’espressione di un popolo che anima le piazze di tutta Italia da anni. Primo garante dei beni comuni, è stato tra i promotori del referendum sull’acqua. “Voglio spiegarlo con una battuta – dice Marco Trotta, referente dei comitati acqua bene comune di Bologna e provincia – Rodotà è un bene comune di un pezzo consistente di questo paese, probabilmente il pezzo migliore”. Tra gli attivisti per l’acqua pubblica, una delle anime fondamentali è stata il Movimento 5 Stelle e non stupisce che proprio loro siano stati portatori di quella candidatura. “E’ la persona che in Italia più si batte per i diritti. Immaginarlo Presidente della Repubblica può solo far ben sperare”. Rodotà sarebbe una scelta di continuità, capace di unire la società e le istituzioni: “Il Pd soffre di una grave crisi e si ostina a pensare che i cambiamenti avvengano solo nei palazzi. Per questo vuole risolvere i problemi solo nei luoghi del potere. Rodotà invece dice che abbiamo bisogno di una democrazia continua, ovvero una democrazia che riesca a far comunicare le piazze e le istituzioni per poter lavorare insieme”.

Tra i manifestanti qualche bandiera di Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti. Nessun rappresentante del Partito Democratico, nonostante i forti pareri critici espressi in giornata e nemmeno del Movimento 5 Stelle, vicina ad entrambi i comitati. In piazza a sostenere Rodotà anche Franco Grillini, consigliere regionale ex Idv ed ex presidente nazionale Arci Gay: “Sono davvero contento che questa candidatura abbia preso il volo e voglio ancora sperare che alla fine domani pomeriggio il Presidente sia una persona del calibro di Stefano. Io sette anni fa ho avuto l’onore di votare per lui in Parlamento quando alla fine si scelse Napolitano”. Massimo esperto dei diritti civili e della persona, segnerebbe una grande svolta in Italia: “Sarebbe un sogno. Vorrebbe dire che l’Italia non è un paese conservatore e clericale. Sarebbe la prova che il voto ha prodotto una rivoluzione”.

 


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Category: Elezioni politiche 2013

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About Bruno Giorgini: Bruno Giorgini è attualmente ricercatore senior associato all'INFN (Iatitutp Nazionale di Fisica Nucleare) e direttore resposnsabile di Radio Popolare di Milano in precedenza ha studiato i buchi neri,le onde gravitazionali e il cosmo, scendendo poi dal cielo sulla terra con la teoria delle fratture, i sistemi complessi e la fisica della città. Da giovane ha praticato molti stravizi rivoluzionari, ha scritto per Lotta Continua quotidiano e parlato dai microfoni di Radio Alice e Radio Città. I due arcobaleni - viaggio di un fisico teorico nella costellazione del cancro - Aracne è il suo ultimo libro.

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