Voci dal verbo violare. Analisi e sfide educative contro la violenza sulle donne

| 15 Giugno 2011 | Comments (0)

È con il volume Voci dal verbo violare. Analisi e sfide educative contro la violenza sulle donne, a cura di Chiara Cretella e Cinzia Venturoli che il CSGE – Centro Studi sul Genere e l’Educazione dell’Università di Bologna – ha dato il via alla collana Quaderni del CSGE.

Finalità di tale collana è la diffusione dei risultati delle proprie ricerche riguardanti le differenze di genere, l’approfondimento di tali problematiche e le potenzialità educative che queste differenze comportano; in particolare questi studi si prefiggono l’obiettivo di fornire ad educatori, insegnanti e genitori le basi per poter lavorare con le nuove generazioni attraverso la messa a punto di buone pratiche.

Ed in questo primo testo, presentato in occasione del 25 Novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, si è scelto nello specifico di analizzare e cercare di dare delle risposte ai quesiti incentrati sulla violenza di genere, dando spazio a diverse voci, in un coro interdisciplinare, che si rivolge in modo particolare agli operatori ed alle operatrici che si troveranno a relazionarsi con donne maltrattate.

Molteplici quindi gli apporti al tema della violenza, a partire dall’introduzione storico-politica del saggio di Cinzia Venturoli, la quale analizza la violenza sessuale perpetrata in diversi tempi e diversi luoghi, ma sempre costante durante i conflitti, attraverso la terribile pratica degli stupri di guerra ed etnici. Un uno studio che attraversa quasi due secoli di storia, per arrivare ai giorni nostri, in cui tali fenomeni risultano ancora purtroppo presenti.   

Prosegue l’analisi storica anche nel saggio di Chiara Cretella, che scandaglia le mitografie legate al tema della violenza contro le donne, analizzandone le origini culturali, attraverso una disanima multidisciplinare, dall’arte alla scrittura, dal cinema al fumetto. Nel saggio si analizza inoltre la pratica dell’autodifesa femminile, come possibile strumento di contrasto ed anche di consapevolezza, da parte delle donne, di un’aggressività difensiva dell’identità.

Stefania Lorenzini analizza nel suo saggio il fenomeno della prostituzione, sia come pratica liberamente scelta che come traffico. Lorenzini affronta il problema delle vittime di tratta e del turismo sessuale, mondi sommersi di cui poco sappiamo, ma in forte crescita nel nostro mondo globalizzato.

Realtà nate a supporto delle donne che subiscono violenza sono i centri antiviolenza, descritti nel saggio di Caterina Righi, operatrice presso la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna. Nel saggio sono analizzate le dinamiche attraverso le quali si manifesta la violenza domestica e i principi operativo-professionali su cui si basa il lavoro di coloro che accolgono le donne maltrattate all’interno di queste strutture.

Una diversa ed ulteriore esperienza di lavoro, riportata da Erica Lanzoni, è quella degli educatori di Casa di Amina, un centro d’accoglienza per donne e minori in difficoltà, dove si sperimentano pratiche innovative, come ad esempio l’assunzione di educatori uomini, una risorsa che aiuta le utenti del servizio a rapportarsi con un modello di maschilità alternativa e positiva. 

Viene poi esaminata da Maurizia Cotti l’importanza della scrittura come possibilità di cambiamento da parte delle donne che hanno subito violenza: scritture diaristiche o autobiografiche, la cui funzione è quella di una presa di coscienza, di una forte attivazione dell’empowerment e dell’autoconsapevolezza come spinta alla resilienza.

Conclude il volume un approfondimento di Silvia Leonelli in merito all’importanza dell’educazione, della pedagogia di genere come prevenzione alla violenza: forse la prima e più importante strategia di cambiamento culturale delle nuove generazioni.

Category: Donne, lavoro, femminismi, Libri e librerie

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About Simona Gaffuri: Simona Gaffuri si è laureata in Sociologia e Scienze criminologiche, con una tesi dedicata al femminicidio. Collabora come volontaria con la "Casa delle donne per non subire violenza" di Bologna.

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