Roberto Alvisi: Parte da Mortara (Pavia) il primo treno merci italiano che lungo la via della seta arriva in Cina

| 30 novembre 2017 | Comments (0)

 

 

Diffondo da www. Il sole 24 ore. com questo articolo di Marco Morino del 28 novembre 2017

Il primo treno merci diretto Italia-Cina al terminal ferroviario del Polo logistico integrato di Mortara

Interporto di Mortara, in provincia di Pavia, nel cuore della Pianura Padana. Sono le 11,50 di martedì 28 novembre 2017. È l’ora di partenza del primo treno merci diretto Italia-Cina, che riapre ufficialmente la Via della Seta. Una giornata a suo modo storica nella relazioni commerciali tra l’Italia e il gigante asiatico. Di sicuro una giornata storica per la logistica e il trasporto merci su ferro. Il treno è composto da 17 vagoni in grado di caricare 34 container. Impiegherà circa 18 giorni a coprire i circa 10.800 chilometri che separano Mortara da Chengdu, città nel cuore della Cina di 14 milioni di abitanti.

Che cosa trasportano i treni

Commenta a caldo Andrea Astolfi, presidente del Polo logistico di Mortara: «Apriamo una nuova via commerciale Italia-Cina che consente risparmio di denaro e tempo a chi deve ricevere e spedire merci». Il treno merci attraversa l’Europa toccando Polonia, Bielorussia, Russia e Kazakistan per arrivare poi in Cina. Le merci contenute in questo primo treno sono macchinari, mobili, prodotti di metallo, piastrelle e automobili. Per il futuro, oltre a questi beni, saranno interessati ulteriori settori del made in Italy: moda, cibo e vino. La recentissima riduzione dei dazi doganali all’importazione in Cina consentirà di arricchire ulteriormente la tipologia delle merci destinate al mercato cinese.

Il confronto con nave e aereo

I vantaggi in termini di tempo, rispetto al trasporto via mare, sono evidenti: 18-22 giorni contro i 40-45. Un po’ di più dei 10 giorni del trasporto aereo che presenta, però, una tariffa alta contro quella media del trasporto su rotaia. Anche i l rischio di stabilità dei container risulta complessivamente

minore nel trasporto su rotaia che in nave. Al momento è prevista la circolazione dei treni con un viaggio andata/ritorno per settimana, che dovrebbero salire 2-3 viaggi A/R a settimana nel 2018. Il treno sarà un vero e proprio ambasciatore del made in Italy e, a sua volta, trasporterà in Italia prodotti cinesi.

Il partner cinese

Partner del progetto è Changjiu Group, gruppo cinese quotato in borsa a Shangai dal 2016 che conta oltre 20 miliardi di fatturato, attraverso Changjiu Logistics, unico fornitore indipendente di servizi logistici per il mercato automobilistico tra i primi 6 in Cina e prima società di logistica quotato in borsa. «Mi sembra giusto sottolineare – continua Astolfi – come il nostro primo treno si collochi in un contesto tanto affascinante, e mi riferisco naturalmente alla Via della Seta, e cioè a quel disegno delineato dal Presidente della Repubblica Cinese nel 2013 quando gettò le basi di un progetto volto a favorire lo sviluppo dei rapporti commerciali tra Cina ed i paesi occidentali tra i quali naturalmente anche l’Italia. E se solo si riflette sul fatto che l’interscambio via ferrovia tra Europa e Cina è cresciuto del 165% tra 2014 e 2015 giungendo ad un valore di quasi sette miliardi di dollari, capite bene quali possano essere le prospettive di crescita con una conseguente contrazione significativa dei costi e una sempre maggiore competitività con gli altri mezzi di trasporto».

Category: Osservatorio Cina, Ricerca e Innovazione

About Roberto Alvisi: Riportiamo la Biografia di Roberto Alvisi (nato a Bologna nel 1938) per la lista "La rosa per Bologna". Per le elezioni 2016 Roberto Alvisi si è candidato sempre per "La rosa per Bologna" con la Lista Bologna viva. "Ho fatto il sindacalista per una vita. Dai picchetti davanti alla Sasib di Bologna, alla militanza nella Fiom-Cgil, poi l'esperienza unitaria con la Flm. Era il '68 quando ho compreso che la lotta o era dentro il sindacato, o non era per niente. Parole d'ordine come militanza, solidarietà, equità, eguaglianza, contrattazione divennero allora il mio pane quotidiano. Le stesse parole - poi - che vent'anni dopo ho messo in campo come presidente di una combattiva associazione, la Uildm di Bologna: la Unione per la lotta alla distrofia muscolare. Un altro “padrone” da combattere, una nuova problematica da affrontare, una dura esperienza nel settore socio-sanitario-assistenziale con uno strumento diverso : il volontariato. Per me la politica e l'impegno civile si mescolano sempre: una parola, una sola: solidarietà. Se dovessi riassumere i miei ultimi vent'anni da presidente della Uildm, non trovo altri termini. Solidarietà era la stessa parola che usavo spesso quando facevo il sindacalista, e che non ho smesso di usarla anche in una piccola ma ascoltata associazione che si occupa di disabilità”. Mio figlio Bruno ha di recente concluso la sua esperienza di vita di persona distrofica; anche nel suo ricordo continuerò ad operare nel volontariato, nel privato sociale e nella ampia rete delle strutture istituzionali che la città possiede per migliorare la qualità della vita delle persone".

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