Giuristi dei Comitati Dossetti per la Costituzione: Dopo gli eccidi e per le riforme

| 10 Gennaio 2015 | Comments (0)

 

Diffondiamo due comunicati del 10 gennaio 2014 dei giuristi dei Comitati Dossetti per la Costituzione

 

1. DOPO GLI ECCIDI, NON ARRETRARE SULLE GARANZIE DI LIBERTÀ

I giuristi dei Comitati Dossetti per la Costituzione, riuniti a Bologna il 10 gennaio 2015, hanno pubblicato il seguente comunicato:

 

Di fronte agli eccidi di Parigi e alla conseguente spirale di violenza, sentiamo il bisogno di riaffermare che la libertà non conosce zone franche e perciò anche il diritto di satira deve essere garantito. Per questa stessa ragione riteniamo ingiustificata e inaccettabile l’opinione che alimentando uno “scontro di civiltà” vorrebbe addebitare questa ennesima carneficina della “terza guerra mondiale a pezzi” – per riprendere l’immagine di papa Francesco – all’ ensemble des musulmans invece che a determinati individui e movimenti che ammantano strumentalmente di afflato religioso  le loro imprese criminali finanziate con il prezzo del petrolio e con le armi dei nemici interni ed esterni della democrazia e dei diritti universali.

Comprensibile, dopo questa strage, l’ondata emotiva che si spinge ad invocare misure non solo repressive e preventive, com’è giusto, ma anche liberticide come la chiusura delle moschee. Accadde anche dopo l’11 settembre in America e toccò al presidente Obama rimettere la questione sul binario costituzionale: “Questa è l’America e il nostro impegno per la libertà religiosa deve essere incrollabile” egli disse: “È il principio in base al quale i popoli di tutte le fedi sono benvenuti in questo Paese, e non verranno mai trattati in maniera diversa dal loro governo”.

Arretrare sulle garanzie di libertà sarebbe una sconfitta non solo per la Francia della dichiarazione dei diritti dell’uomo, ma anche per l’Europa della carta di Nizza e per l’Italia della Costituzione, che all’art. 19 garantisce la libertà religiosa non solo ai cittadini ma a “tutti”: in un abbraccio universale perché universali e indivisibili sono i diritti di libertà. Sarebbe una vittoria di questi nemici della nostra società aperta, che vogliono sostituire il pluralismo con il totalitarismo, la cultura del rispetto con quella del sospetto, i “doveri inderogabili di solidarietà” (art. 2 Cost.) con quelli di eliminazione di chi non la pensa come noi, la nostra libertà con la sudditanza in una società dominata dal terrore guidato da chi conquista il potere.

La strage di Parigi non può mettere in discussione la nostra libertà, la laicità delle nostre istituzioni, lo Stato costituzionale di diritto che i nostri padri hanno faticosamente costruito sulle macerie delle guerre di religione. Come cittadini e come studiosi del diritto costituzionale sentiamo di persistere nel ricorso alla pace e quindi esclusivamente alle azioni e ai diritti affermati dal costituzionalismo, per consolidare il carattere multiculturale e multireligioso delle nostre società.

(Umberto Allegretti, Gaetano Azzariti, Enzo Balboni, Lorenza Carlassare, Nicola Colaianni, Francesco Di Matteo, Mario Dogliani, Luigi Ferrajoli, Domenico Gallo, Valerio Onida, Umberto Romagnoli, Massimo Villone)

 

 

2. NUOVE ELEZIONI PER RIFORME CONDIVISE

I giuristi dei Comitati Dossetti per la Costituzione Umberto Allegretti, Gaetano Azzariti, Enzo Balboni, Lorenza Carlassare, Nicola Colaianni, Francesco Di Matteo, Mario Dogliani, Luigi Ferrajoli, Domenico Gallo, Valerio Onida, Umberto Romagnoli, Massimo Villone, con Sandro Baldini, Maurizio Serofilli e col presidente dei Comitati Raniero La Valle, riuniti a Bologna il 10 gennaio 2015 hanno preso posizione sulle riforme e sullo stato della democrazia.

 

Preferibile ai fini dell’efficacia un sistema proporzionale

Di fronte all’acuirsi dell’emergenza internazionale e all’attuale fase storica del sistema politico italiano caratterizzata da una profonda crisi della rappresentanza – esplicitata anche nella nota sentenza della Corte – così come dal discredito della politica e dal crescente distacco dei cittadini dalle Istituzioni, ritengono che sia opportuno rinviare riforme costituzionali che, al di là del merito delle stesse su cui si danno opinioni molto diversificate, non appaiono idonee ad affrontare i nodi reali, e che si giunga invece in tempi ravvicinati a nuove elezioni politiche. 

Queste dovrebbero svolgersi sulla base di un sistema proporzionale, senza premi di maggioranza, sia pure con una ragionevole soglia di accesso. Un tale sistema sarebbe preferibile non tanto perché in assoluto migliore di altri, quanto perché, nell’attuale fase, consentirebbe di rappresentare meglio il Paese nella varietà delle sue articolazioni e di favorire le convergenze necessarie a formare maggioranze e governi non condizionati da populismi oggi pericolosamente crescenti.

Il nuovo Parlamento così eletto potrebbe essere in grado di realizzare indirizzi e misure capaci di rilanciare e attuare i permanenti valori della Costituzione, primi tra questi la dignità della persona con la centralità del lavoro e l’effettività della libertà e dei diritti sociali, l’eguaglianza, la corresponsabilità politica di tutti i cittadini e la costruzione della pace.

 

 

Category: Politica

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