Crisi greca. Appello di solidarietà dei Docenti preoccupati al popolo greco

| 13 Febbraio 2012 | Comments (0)

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
We are indeed very puzzled, even devastated to see all this happen, and our hopes for the future crumble. Each day i try to find something inspiring and bright to tell my daughter, but it is not at all easy. And then i look at my mother, who has worked all her life very hard and raised me by herself, and i feel i cannot even protect her as much as i ought to. Sorry to be so personal, but all this touches us all in so many ways. And despite the responsibility that we have for our economy, it was not all of us who stole or exploited, and so it hurts even more.”

 

Questa mail è stata inviata da una collega che lavora in una Università ateniese. I programmi d’austerità imposti dalla cosiddetta troika formata da Unione europea, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea il cui obiettivo ufficiale è rendere competitiva l’economia greca, stanno distruggendo la vita delle persone nel paese che è stato la culla di quella che viene considerata la civiltà europea – e che tale continua ad essere definita – nonostante le orrende barbarie perpetrate da altre nazioni del continente – proprio grazie alla filiazione filosofica e artistica ellenica.

 

Sulla crisi greca, esistono fiumi di analisi, spesso divergenti, ma da qualsiasi parte si voglia analizzare la situazione, appare evidente l’incapacità dei dirigenti europei di affrontare i problemi di un paese che rappresenta il 3% del PIL europeo! Quegli stessi dirigenti stanno ora infangando i valori su cui dovrebbe essere fondata l’Europa, favorendo una continua violazione dei diritti umani nei confronti dei gruppi vulnerabili greci. Per fare un solo esempio, un recente reportage della BBC rivela che i genitori greci sono troppo poveri per occuparsi dei loro bambini, che vengono abbandonati negli asili o davanti alle porte delle Chiese.

Mentre i bambini greci sono affamati, Le Devoir di Montréal, che copre la crisi greca molto meglio di tanta stampa nostrana, rivela, in un editoriale del 6 febbraio 2012, gli interessi nascosti di gruppi economici tedeschi e francesi nei confronti delle privatizzazioni imposte alla Grecia, interesse non certo estraneo alle imposizione delle misure.

 

C’est bien simple: à Berlin, mais aussi dans d’autres capitales, on juge que le programme de privatisation des joyaux de la couronne grecque évolue à un rythme beaucoup trop lent. Si lent, d’ailleurs, que le premier ministre grec, le technocrate Lucas Papadémos, a effectivement annoncé que la conclusion du programme en question avait été retardée de trois ans, soit 2020 au lieu de 2017. Son argument? Présider à une vente de feu reviendrait à brader certaines sociétés publiques sur lesquelles, murmure-t-on à la Bourse de Francfort comme à celle de Paris, des entreprises allemandes et françaises avaient un oeil.”

 

In questo contesto drammatico, noi, cittadini europei professionalmente impegnati nella ricerca e nella docenza destinata alle istituzioni di higher education, sentiamo il dovere di rivolgere un appello ai colleghi degli altri paesi, perché esprimano la loro solidarietà al popolo greco e si facciano attivi promotori di un rapido cambiamento della leadership dellUnione, per scongiurare il tradimento dei valori promossi dai padri fondatori e riportare l’Europa nella prospettiva della solidarietà e dei diritti.

 

L’appello è stato pubblicato sul sito dei Docenti preoccupati:

http://www.studiosamo.it/docenti-preoccupati/generale/appello-la-grecia/

 

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Category: Politica

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