Bruno Giorgini: Una inusuale discussione a Bologna tra il Vescovo e il Presidente

| 16 Dicembre 2017 | Comments (0)

 

 

 

Matteo Maria Zuppi è il Vescovo dell’arcidiocesi di Bologna, Pier Luigi Stefanini è il Presidente del Gruppo Unipol, intrapresa bolognese economico finanziaria di taglia internazionale, dialoganti all’auditorium della Unipol di fronte a un numeroso pubblico la sera del 14 dicembre.

Rispondono alle domande poste da Bernhard Scholz, Presidente della Compagnia delle Opere (Cdo), il braccio operativo economico di Comunione e Liberazione. Il titolo “Lavoro dignitoso: quale responsabilità per ciascuno?”. E in rilievo una citazione di Papa Francesco quando venne a Bologna: “..bisogna aumentare le opportunità di lavoro dignitoso. Questo è un compito che appartiene alla socità intera…”. Più in generale i discorsi che Bergoglio ha tenuto nel suo viaggio emiliano bolognese costituiscono la cornice di riferimento per entrambi.

E già questo è un fatto significativo. La Unipol nasce dal tessuto cooperativo caratteristico dell’Emilia – Romagna fortemente segnato dall’impegno del PCI, in una prospettiva mutualistica e di solidarietà nell’ambito dei movimenti operai e proletari che danno vita e elaborano il cosidetto riformismo emiliano. Mai si era visto, a mia memoria, un Vescovo in serrato dialogo sui temi del lavoro col Presidente oggi di una intrapresa, ieri militante e dirigente del PCI, non pentito. Dirigente poi delle cooperative “rosse”, che dopo la sfortunata frase di Fassino: adesso abbiamo una Banca, riferendosi a manovre del tutto opache che videro la Unipol scivolare assai sul terreno speculativo, prese in mano la Compagnia pian piano portandola a navigare in acque più limpide, sciogliendo i legami rigidi con una parte politica, che attraverso varie trasformazioni arriva fino al PD di oggi, e pure a LIberi e Uguali, i fuoriusciti dal partito di Renzi.

Sempre nel secondo dopoguerra le autorità ecclesiali bolognesi si erano definite in contrapposizione con le istituzioni e associazioni del Movimento Operaio. Fino all’arrivo di Zuppi a capo della Curia, e in seguito alla presenza del Papa che enunciava dai gradini di Piazza Maggiore con S. Petronio alle spalle, alcuni motivi della sua dottrina sociale, riconoscendo tra l’altro quanto la regione “rossa” per antonomasia aveva realizzato sul piano del welfare.

Nè Zuppi si è fatto crescere l’erba sotto i piedi se è vero che ha messo in moto il cosidetto patto per il lavoro tra la Chiesa e il Comune, un piano anti-crisi da 14 milioni di euro battezzato dai promotori “Insieme per il lavoro”. Progetto che sarà alimentato sia con fondi comunali sia dai dividendi Faac (il colosso dei cancelli FAAC Group che comprende attualmente 32 aziende commerciali in 24 paesi, di cui la Chiesa bolognese è proprietaria). Nel dibattito il Vescovo ha spiegato in che forma si configurano l’assetto proprietario e manageriale, nonchè il fatto che i profitti siano in parte reinvestiti nell’azienda, in altra parte dedicati a opere di sostegno verso i poveri.). Lasciandosi anche andare dicendo che, se fosse per lui, darebbe via tutto, insomma si libererebbe volentieri di questa azienda se sol potesse.

Così Matteo principe dei cattolici arriva a sedersi con Pierluigi già comunista oggi principe degli imprenditori dialogando di cuore e lavoro, di prospettive e limiti, di difficoltà future e presenti, di speculatori e imprenditori, di giovani e di donne. Ascoltandoli colpisce l’accento sincero, a volte titubante di fronte alle domande più scomode che il Presidente Scholz non risparmia, perchè criticare il profitto come unico motore aziendale non è facile per il Presidente di Unipol- 60 miliardi di fatturato e 40.000 persone che vi lavorano e/o collaborano – e richiamarsi alla lotta dei lavoratori anche non ha da essere facile per il Vescovo di una Chiesa che ancor oggi non riconosce la lotta di classe (se non sbaglio), e infatti lo dice sottovoce scuotendo la testa.

Una sincerità, diciamolo, che spicca nel panorama della propaganda squadernata nei talk show politici, non si sa se più falsi o più noiosi. Zuppi richiama i tre diritti enunciati da Bergoglio parlando agli universitari in Bologna, il diritto alla speranza, quello alla cultura, e infine il diritto alla pace, perchè per respingere le sirene del consumismo sfrenato e dell’egoismo individuale bisogna che “il canto di Orfeo sia più bello di quello delle sirene”. Mentre Stefanini passo a passo attraverso il fondamento mutualistico, pietra miliare di Unipol, disegna i tratti di quel che possiamo chiamare un capitalismo democratico, sapendo che si tratta di un ossimoro, anch’egli a mezza voce che oggi, sembra sottintendere, oltre il capitalismo null’altro si intravede all’orizzonte, e allora teniamoci questo modo di produzione limitando i danni e magari traendono anche alcuni vantaggi sociali, in forma di diritti e facendo del lavoro un bene comune, anzi il bene comune per eccellenza.

Su questo i punti di vista sono convergenti, il problema non è quello di dare un reddito, magari un reddito di cittadinanza, ma di dare lavoro che attraverso il lavoro si da dignità, una sorta di umanesimo del lavoro prefigurato per vie diverse da entrambi gli interlocutori. Un altro punto di convergenza assai importante è l’ecologia, la necessità di un pensiero e una pratica ecologici sia nel senso dell’ambiente ma anche di ecologia della mente, l’ecologia integrale disegnata nella Laudato Sì, enciclica papale. Infine, quando l’assemblea si scioglie per il rinfresco natalizio offerto da Unipol nel foyer con spumante secco e panettone, mi viene una domanda tra il serio e il faceto, forse un po’ provocatoria: ma non è che stasera sono stati piantati i semi di un futuro “partito” del Papa?

Category: Economia solidale, cooperativa, terzo settore, Osservatorio Emilia Romagna, Politica

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About Bruno Giorgini: Bruno Giorgini è attualmente ricercatore senior associato all'INFN (Iatitutp Nazionale di Fisica Nucleare) e direttore resposnsabile di Radio Popolare di Milano in precedenza ha studiato i buchi neri,le onde gravitazionali e il cosmo, scendendo poi dal cielo sulla terra con la teoria delle fratture, i sistemi complessi e la fisica della città. Da giovane ha praticato molti stravizi rivoluzionari, ha scritto per Lotta Continua quotidiano e parlato dai microfoni di Radio Alice e Radio Città. I due arcobaleni - viaggio di un fisico teorico nella costellazione del cancro - Aracne è il suo ultimo libro.

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