Bruno Giorgini: Scomunichiamo Salvini

| 9 agosto 2018 | Comments (0)

 

L’anatema di Famiglia Cristiana è senza appello: Vade retro Salvini. Nel nome del Vangelo. E un religioso del peso di Matteo Maria Zuppi, cappellano del Papa nonchè arcivescovo di Bologna, scrive sull’Avvenire “Amate dunque il forestiero, perchè anche voi foste forestieri nella terra d’Egitto (..)Da una parte silenzi sulle cause lontane e vicine (delle migrazioni, ndr) e dall’altra parole di fatto violente nelle espressioni di sostanziale disprezzo. L’Italia ha un patrimonio di umanesimo che non deve mai essere messo in discussione”.

Dunque la Chiesa scende in campo per “accogliere, promuovere, proteggere e integrare”, individuando in Salvini l’artefice e il propagatore di pratiche – come la chiusura dei porti esplicitamente citata – che violano la pietas cristiana nonchè i diritti umani, per di più usando termini di “una volgarità inaudita”, quando dice per esempio che “la pacchia è finita”. I vescovi avvertono il Ministro dell’Interno che “Non si può brandire il Vangelo o il rosario per giustificare i nostri atti politici”. Non risparmiando i numeri della strage. Se Salvini twitta “Meno persone partono, meno morti ci saranno. Io lavoro per questo”, Famiglia Cristiana scrive: “dall’inizio dell’anno allo scorso 18 Luglio l’Organizzazione mondiale per le migrazioni ha contato 1490 decessi su un totale di 51782 persone giunte in Europa via mare. Quasi un punto percentuale in più dei morti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.” Mentre le critiche dell’Avvenire, giornale dei vescovi, contro Salvini non si contano, spesso smascherando le sue menzogne.

Per esempio quando in visita alla baraccopoli ghetto di San Ferdinando commenta: “questo è il risultato di anni di immigrazione incontrollata, alla Renzi, alla Mare Nostrum che hanno portato a questa giungla” e uno s’immagina folle di immigrati senza permesso di soggiorno, “i clandestini” parola tesa a indicare secondo la legge Bossi Fini una delinquenza. Ma non si tratta di “clandestini” e/o irregolari, bensì di lavoratori immigrati col permesso di soggiorno tenuti in condizioni di sfruttamento estremo e di vita indegna dal sistema dei caporali e dei padroni, tutti bravi italiani, ci mancherebbe. Di fronte a queste persone il nostro senza pudore alcuno ha aggiunto: “siccome ci sono 5 milioni di italiani in povertà, vengono prima loro per casa e lavoro”. Peccato che i negher una casa neppure sappiano cosa sia abitando in baracche alla bell’e meglio tenute in piedi, e che il loro lavoro sia pagato una miseria, ben al di sotto dei salari minimi per i braccianti italici. Salvo invece che muoiano per incidenti stradali ammassati nei furgoni fracassati dai TIR, quattro più dodici in un paio di giorni. Per sopramercato Salvini sta operando per depotenziare la legge contro il caporalato, approvata sull’onda dell’emozione per la morte dovuta a eccesso di fatica della bracciante pugliese Paola Clemente, perchè pare metta troppi lacci e lacciuoli a padroni e padroncini.

Insomma Salvini, seppure ostenta il rosario, par sulla soglia di una scomunica. Non ancora definita per editto papale, ma già assai avanzata nella società ecclesiale.

Discutendone una amica cattolica si domanda se queste prese di posizione possano cambiare il trend del gradimento di cui Salvini sembra godere nei sondaggi, attorno al 30% di intenzioni di voto per la Lega, concludendo che neppure nel veneto bianco da cui lei proviene probabilmente si sposterà un voto. Ormai troppo radicato le pare il Salvini pensiero, perchè le prese di posizione della Chiesa riescano a cambiare l’opinione corrente. Il che forse è vero e forse no – la Lega nelle elezioni reali del 4 marzo finendo al terzo posto dopo il PD con un 17% – ma comunque non coglie il problema che è quello di buttare giù Salvini dal palcoscenico politico che si è costruito. Il nostro è riuscito a diventare il dominus del governo, nonostante il suo peso elettorale sia la metà di quello del M5S, candidandosi come leader di una destra nazionalista con connotati fascio razzisti che corre da Casa Pound al Lepenismo. Nel linguaggio e nelle posture, il Truce come lo chiama Giuliano Ferrara si atteggia a Duce – sfumando nel nazismo, quando per esempio usa in modo insistito la parola “parassiti”, e Di Maio figlio della crassa ignoranza lo imita, che negli anni ’30 in Germania le squadre hitleriane pronunciavano a destra e a manca, scovando e perseguitando i “parassiti” in ogni dove, ebrei innanzi tutto.

Dito alzato e il petto in fuori con citazioni mussoliniane al seguito. Da questo pulpito addita il nemico invasore nei migranti, il capro espiatorio che oggi fa luogo dell’ebreo d’antan, e vorrebbe chiudere la bocca e i porti alle organizzazioni della solidarietà. Si dice che i poteri forti siano altri e che Salvini, forte coi deboli, e debole coi forti tutto sia salvo che “l’uomo forte”, per di più spesso degenerando nella farsa. Contano i finanzieri et voilà il gioco è fatto, Salvini è ridotto al rango di un minus habens, tuttal’più un servo furbo ma non detentore di un potere autentico. Vero, come fu vero che gli Agnelli contavano nell’organizzazione capitalista mondiale e italica più di Mussolini, col che accadde che Benito da Predappio con la sua ridicola mascella virile, prese il potere, costruì un regime dittatoriale, scatenò una guerra dopo l’altra, emise le leggi razziali e portò l’Italia intera nell’inferno della seconda guerra mondiale. L’azione d’urto di Salvini contro l’Europa è pesante e in alcuni punti efficace. Se l’Europa dovesse cadere si aprirebbe uno spazio ampio per la guerra, quella guerra da cui la UE ci ha preservati per oltre settanta anni.

L’azione di diseducazione civile che Salvini esercita nel paese è pesante e efficace, colpendo al cuore la nostra Costituzione, quando per esempio dice: prima gli italiani! Che non è affermazione neutra, ma affermazione razzista che viola il principio di eguaglianza tra tutti gli esseri umani. L’azione di violenza verbale e poliziesca contro i migranti, continua e vessatoria, è pesante e efficace mettendo in causa la convivenza tra tutte le persone che abitano, vivono e lavorano nel nostro paese, aprendo uno spazio sia a singoli atti di violenza materiale razzista quali abbiamo visto in questa caldissima estate che, sul più lungo termine – ma non troppo lungo – a una vera e propria guerra civile, etnica e religiosa – col supporto di libertà di armarsi sub specie di una legittima difesa out of jail, fuori dai cardini per dirla con Shakespeare.

Per ora l’unico argine compatto eretto contro Salvini è costituito dalla Chiesa cattolica, e da altre più piccole realtà religiose, penso ai valdesi. L’opposizione politica del PD giace in stato di coma, balbettante alla ricerca di una alternativa di là da venire, e neppure i resti sparsi della sinistra altra brillano per chiarezza di discorso e determinazione di lotta. Nel mentre la FIOM per dirne una, scopre che un terzo o giù di lì dei suoi iscritti vota Lega, che fa scandalo solo per chi non ricordi come la classe operaia senza coscienza di classe antagonista al capitale, sia, e possa essere solo, servile: lo sfruttamento non emancipa, rende schiavi. Poi ci sono gruppi intellettuali e d’opinione critica,liberale e libertaria che hanno una forza non grande, ma importante come riferimento culturale nelle università, nei giornali, nei teatri, nella ricerca scientifica, nell’editoria. Infine l’amplissimo spettro delle organizzazioni del volontariato solidale e delle ONG, vero preziosissimo patrimonio di civiltà e comunanza per il nostro paese. Da ultimo ma non ultimo: le città ribelli. Due su tutte, Milano e Napoli con un tessuto d’accoglienza, mutualistico, di dissenso della ragione rispetto alle pulsioni peggiori razzial razziste, ampio e resiliente alle retoriche, demagogie e prepotenze del Salvini pensiero. Ecco, mi parrebbe non indifferente se tutte queste persone gridassero in coro: scomunichiamo Salvini. Cioè togliamolo di mezzo dalla comunicazione politica, rendiamolo afono. Non mettendolo a tacere con la forza, No. Assolutamente no. Soltanto con la ragione e il diritto, i diritti umani prima di tutto e le ragioni dell’umanità, criticandolo in ogni dove, dalla pizzeria sottocasa all’autobus, dall’aula di scuola alla pubblica piazza, virtuale e/o reale che sia. Esiste nel nostro paese un pensiero dei rapporti umani, ancor prima che politici, diverso, alternativo, a quello della Lega. Tiriamolo fuori ovunque, e ripeto, scomunichiamo Salvini: vade retro, tornando da dove eravamo partiti, la Famiglia Cristiana.

Category: Culture e Religioni, Politica

About Bruno Giorgini: Bruno Giorgini è attualmente ricercatore senior associato all'INFN (Iatitutp Nazionale di Fisica Nucleare) e direttore resposnsabile di Radio Popolare di Milano in precedenza ha studiato i buchi neri,le onde gravitazionali e il cosmo, scendendo poi dal cielo sulla terra con la teoria delle fratture, i sistemi complessi e la fisica della città. Da giovane ha praticato molti stravizi rivoluzionari, ha scritto per Lotta Continua quotidiano e parlato dai microfoni di Radio Alice e Radio Città. I due arcobaleni - viaggio di un fisico teorico nella costellazione del cancro - Aracne è il suo ultimo libro.

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