Bruno Giorgini: Io non sto con Salvini

| 12 settembre 2018 | Comments (0)

Io non sto con Salvini. Io non sto con Salvini. Io non sto con Salvini. E via continuando molte migliaia di persone hanno inviato per più giorni questo messaggio con tanto di firma via sms a Radio3, intasando completamante la pagina. In gergo hanno attuato un sms bombing. E la radio, nella trasmissione “tutta la città ne parla” delle 10 del mattino assai seguita, ha scelto di prenderne atto e di aprire un dibattito tra i suoi ascoltatori, in genere molto vivaci e anche organizzati in gruppi. Perchè Radio3 si fa vanto del dialogo interattivo che costruisce ogni giornio con l’ascolto, un dialogo che avviene sia in voce che attraverso i social, sms che vengono pubblicati, pagine facebook, twitter. Mentre nei tre giorni di bombing dialogo non ha potuto esserci. Questa azione politico comunicativa, e la risposta della Radio che non ha potuto nè voluto credo “metterci una pezza”, merita alcune considerazioni. Intanto è la prima volta, a mia memoria, che avviene nei confronti di una radio nazionale del servizio pubblico. Non a caso una radio aperta e “accogliente”, strutturalmente assai lontana dal pensiero salvinista. In qualche sorta si è prodotto un paradosso: la radio più aperta e “libera”, critica e culturale per definizione e scelta, dialogante in linea di principio con tutti/e, è stata limitata, interdetta al dialogo, proprio dall’iniziativ di una parte grande dei suoi ascoltatori. Nonchè essendo una radio pubblica, si è trovata a farsi, suo malgrado portavoce di chi “non sta con Salvini”, cioè di una parte scesa in campo per rispondere all’affermazione del Truce, come lo ha battezzato Giuliano Ferrara sul Foglio, ministro degli interni che gli italiani stanno con lui.

Nel contempo i molti cittadini che a viso aperto con nome e cognome hanno sfidato il Truce, partendo pare da un appello su Facebook, non avendo trovato mezzi e interlocutori politici e/o istituzionali, i partiti d’antan, che permettessero loro di esprimere il dissenso rispetto alle politiche salviniste, si sono autorganizzati in un modo semplice e efficace. E ben vengano azioni come questa. Azioni che rompono la melassa di un dialogo vacuo per dare spazio al dissenso e alla protesta. Nell’estate si era assistito a un dibattito tra chi pensa che bisogna educare se non addomesticare “i barbari” oggi al governo e chi pensa che bisogna opporsi con tutte le forze fino a sconfiggerli, cacciandoli dal potere.

Il fatto è che non sono semplicemente “barbari”, cioè incolti che non conoscono l’uso di coltello e forchetta a pranzo. Il governo ha una caratteristica nazionalsocialista esplicita: alla Lega tocca il nazionalismo, e la esplicita violazione dei diritti umani, al M5S le verniciature socialiste, le attenzioni sociali. Non è ancora un governo nazista, ma si prepara. Se i migranti e gli zingari non sono ancora gli ebrei contro cui agire il genocidio, e le frontiere sono almeno in Europa relativamente aperte mentre le libertà fondamentali appaiono indebolite, ma non abolite, la strada intrapresa va nel senso di una dimensione fortemente autoritaria dello stato e di un sistema di discriminazione per le minoranze etniche, culturali e politiche con forti connotati razzisti.

Un passaggio decisivo saranno le elezioni europee prossime venture. Ma di qui a là tutto lo sparpagliato mondo che si oppone ai nazionalsocialisti dovrebbe mobilitarsi, dai centri sociali ai liberali, dalle genti che si riferiscono allo sgangherato PD all’ANPI, dalla FIOM all’ARCI, dalle ONG alle parrocchie, dai vescovi ai sindaci, eccetera senza fare una ammucchiata bensì ciascuno col suo bagaglio di convenzioni e pregiudizi, di pratiche e teorie, di retoriche e canzoni, di marce e manifestazioni, eccetera. Si tratta di una battaglia decisiva perchè quel grido dei popoli europei “mai più Auschwitz, mai più guerra”con cui si concluse la seconda guerra mondiale rimanga valido.

 

Category: Migrazioni, Politica

About Bruno Giorgini: Bruno Giorgini è attualmente ricercatore senior associato all'INFN (Iatitutp Nazionale di Fisica Nucleare) e direttore resposnsabile di Radio Popolare di Milano in precedenza ha studiato i buchi neri,le onde gravitazionali e il cosmo, scendendo poi dal cielo sulla terra con la teoria delle fratture, i sistemi complessi e la fisica della città. Da giovane ha praticato molti stravizi rivoluzionari, ha scritto per Lotta Continua quotidiano e parlato dai microfoni di Radio Alice e Radio Città. I due arcobaleni - viaggio di un fisico teorico nella costellazione del cancro - Aracne è il suo ultimo libro.

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