100 artisti e personalità di tutto il mondo: Stop Arming Israel

| 19 Luglio 2014 | Comments (0)

 

Diffondiamo la lettera diffusa il 19 luglio 2014 e  l’appello che può essere sottoscritto nel sito www.bdsitalia.org. Segui questa tematica nella riubrica “Osservatorio Palestina”

 

 

1. Lettera di 100 artisti e personalità di tutto il mondo diffusa il 19 luglio 2014 per un embargo militare a Israele

 

Quasi 100 artisti e personalità di tutto il mondo, anche italiani, hanno pubblicato una lettera aperta per esigere che l’ONU e i governi del mondo impongano “un embargo militare totale e giuridicamente vincolante verso Israele, simile a quello imposto al Sud Africa durante l’apartheid”. [1]

La lettera porta la firma dei Premi Nobel Desmond Tutu, Mairead Maguire, Jody Williams and Rigoberta Menchú. Tra le firme italiane Ascanio Celestini, il deputato Giulio Marcon e Luisa Morgantini, già vice presidente del Parlamento europeo. I firmatari affermano che “[l]a capacità di Israele di lanciare impunemente attacchi così devastanti”, come quelli in corso contro la popolazione palestinese a Gaza, “deriva in gran parte dalla vasta cooperazione militare e dalla compravendita internazionale di armi che Israele intrattiene con governi complici di tutto il mondo”.

L’appello per l’embargo ad Israele viene pubblicato dopo l’invasione di terra a Gaza, colpita duramente dall’aviazione, dalla marina e dalla fanteria israeliane, con 28 morti solo nelle prime ore, tra cui tanti bambini. Mercoledì quattro bambini sono stati uccisi dai missili lanciati da una nave di guerra israeliana mentre giocavano a calcio sulla spiaggia di Gaza City, come testimoniato dalla stampa internazionale presente sulla scena. Al dodicesimo giorno di attacchi da cielo, mare e terra, sono almeno 314 i palestinesi uccisi, l’80% civili secondo l’ONU.[2]

La lettera sottolinea il ruolo dell’Europa nell’armare Israele. Non solo i paesi europei “hanno esportato in Israele miliardi di euro in armi” ma l’Unione europea ha anche “concesso alle imprese militari e alle università israeliane fondi per la ricerca militare del valore di centinaia di milioni di euro” sostenendo così lo sviluppo della tecnologia militare israeliana che viene “commercializzata quale ‘collaudata sul campo’ ed esportata in tutto il mondo”.

L’Italia ha il triste primato in Europa per forniture di armamenti ad Israele. Mentre Israele avviava gli attacchi a Gaza, i primi due dei 30 caccia addestratori M-346 della Alenia Aermacchi, gruppo Finmeccanica, sono stati consegnati all’aeronautica israeliana. [3]

Proprio in questi giorni, la Rete Italiana per il Disarmo ha lanciato un appello che esige che “il governo italiano sospenda immediatamente l’invio di armi e sistemi militari a Israele e si faccia promotore di una simile misura presso l’Unione europea”. [4] La consegna degli M-346 ad Israele, i quali possono essere armati e utilizzati per bombardamenti, è avvenuta il 9 luglio, 24º anniversario della promulgazione della legge 185/90 che vieta le esportazioni di armi a paesi che violano i diritti umani. La Rete Disarmo ricorda che “la Legge 185/90 attribuisce al Ministero degli Esteri la facoltà di decisione sull’esportazioni di armamenti” e chiede al Ministro Federica Mogherini “una decisione veloce e chiara in merito alla fornitura degli M346, che impedisca agli armamenti italiani di rendersi complici in futuro di atti di guerra e di violazione dei diritti umani di popolazioni già duramente colpite da decenni di conflitto.”

Il 9 luglio segnava anche il decimo anniversario della sentenza della Corte Internazionale di Giustizia che ha dichiarato illegali il muro e le colonie israeliane nella Cisgiordania occupata, dove Israele prosegue con uccisioni, raid notturni, arresti indiscriminati e demolizione di case. La sentenza della corte specifica gli obblighi giuridici degli Stati a non riconoscere, aiutare o dare assistenza alle violazioni israeliane del diritto internazionale e dei diritti umani.[5] L’Italia non solo non rispetta i suoi obblighi di fermare le violazioni di Israele, ma fornisce il sostegno materiale per perpetuarle.

BDS Italia richiama il governo italiano alla fedeltà alla Costituzione di questo paese, che “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” e alla legge 185 del 1990 che vieta il commercio di armi con paesi che violano i diritti umani o che sono in guerra. Chiede con forza al governo di revocare l’accordo del 2005 di Cooperazione Militare con Israele, di bloccare ogni fornitura di armi ad Israele, ed in particolare degli M346, e di interrompere ogni forma di collaborazione militare con Israele.

Come si spiega nella lettera per l’embargo, i palestinesi hanno bisogno oggi di solidarietà efficace attraverso misure concrete, non di carità o di parole di condanna vuote.

BDS Italia bdsitalia@gmail.com bdsitalia.org

 

Note:

[1] Una versione breve della lettera è stata pubblicata su The Guardian: http://www.theguardian.com/world/2014/jul/18/arms-trade-israel-attack-gaza Versione completa in italiano: http://bdsitalia.org/index.php/altre-campagne/bds-armamenti/1367-lettera-embargo Originale in inglese: http://www.bdsmovement.net/2014/nobel-celebrities-call-for-military-embargo-12316 La lettera può essere sottoscritta al link: http://www.bdsmovement.net/StopArmingIsrael

[2] http://www.ochaopt.org/documents/humanitarian_Snapshot_18July2014_oPt_V1.pdf

http://nena-news.it/e-strage-di-civili-palestinesi-colpite-intere-famiglie/

http://nena-news.it/gaza-diretta-ieri-israele-ha-iniziato-loffensiva-via-terra-undicesimo-giorno-di-combattimenti/

http://nena-news.it/gaza-alle-9-italiane-tregua-umanitaria-intanto-israele-uccide-tre-palestinesi/

[3] http://antoniomazzeoblog.blogspot.it/2014/07/caccia-made-in-italy-per-i-raid.html

[4] http://www.disarmo.org/rete/a/40373.html

[5] http://bdsitalia.org/index.php/comunicati-sul-bds/1351-cs-esperti-diritto

 

 

2. Lettera per sottoscrivere un embargo militare ad Israele diffusa il 18 luglio 2014 da BDS Italia

 

“All’instaurarsi di un rapporto di oppressione, la violenza ha già avuto inizio. Mai nella storia la violenza è partita dagli oppressi. … Non ci sarebbero gli oppressi se non ci fosse stata prima una violenza per stabilire la loro sottomissione.” Paulo Freire

Israele ha ancora una volta scatenato tutta la forza del suo esercito contro la popolazione palestinese imprigionata, in particolare nella Striscia di Gaza assediata, in un disumano e illegale atto di aggressione militare. L’assalto in corso di Israele su Gaza ha finora ucciso decine di civili palestinesi, ne ha ferito centinaia e ha devastato le infrastrutture civili, compreso quelle del settore sanitario che sta affrontando gravi carenze.

La capacità di Israele di lanciare impunemente attacchi così devastanti deriva in gran parte dalla vasta cooperazione militare e compravendita internazionale di armi che Israele intrattiene con governi complici di tutto il mondo.

Nel periodo 2008-2019, gli Stati Uniti forniranno ad Israele aiuti militari per un totale di 30 miliardi di dollari, mentre le esportazioni militari israeliane verso il mondo hanno raggiunto la somma di miliardi di dollari all’anno. Negli ultimi anni, i paesi europei hanno esportato in Israele miliardi di euro in armi e l’Unione europea ha concesso alle imprese militari e alle università israeliane fondi per la ricerca militare del valore di centinaia di milioni di euro.

Le economie emergenti come India, Brasile e Cile stanno rapidamente aumentando il commercio e la cooperazione militari con Israele, nonostante il loro sostegno dichiarato per i diritti palestinesi.

Con l’importazione da e l’esportazione verso Israele di armi, insieme al sostegno allo sviluppo di tecnologie militari israeliane, i governi del mondo stanno effettivamente inviando un chiaro messaggio di approvazione per l’aggressione militare di Israele, compresi i suoi crimini di guerra e possibili crimini contro l’umanità.

Israele è uno dei principali produttori ed esportatori mondiali di droni militarizzati. La tecnologia militare di Israele, sviluppata per mantenere decenni di oppressione, è commercializzata quale “collaudata sul campo” ed esportata in tutto il mondo.

La compravendita di armi e i progetti congiunti di ricerca militare con Israele incoraggiano l’impunità israeliana nel commettere gravi violazioni del diritto internazionale e facilitano il radicamento del sistema israeliano di occupazione, colonizzazione e negazione sistematica dei diritti dei palestinesi.

Facciamo appello alle Nazioni Unite e ai governi di tutto il mondo ad adottare misure immediate per attuare un embargo militare totale e giuridicamente vincolante verso Israele, simile a quello imposto al Sud Africa durante l’apartheid.

I governi che esprimono solidarietà con il popolo palestinese a Gaza, il quale subisce il peso del militarismo, delle atrocità e dell’impunità israeliani, devono cominciare con l’interrompere tutti i rapporti militari con Israele. I palestinesi hanno bisogno oggi di solidarietà efficace, non di carità.

Category: Osservatorio internazionale, Osservatorio Palestina

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