Stefano Bonaga: Saperi Pubblici

| 8 ottobre 2018 | Comments (0)

 

 

 

Due studentesse in gamba, Margherita Ciancio e Fabiana Maraffa hanno scritto in Luglio, una dopo l’altra, a La Repubblica. Il succo delle lettere: in questa deriva nazionale e transnazionale della Ragione, voi professori della Università, come pro-fessate? E sufficiente fare circolare Il Sapere nelle aule o forse è sempre più necessario non solo metterlo a disposizione del Pubblico, ma prendere posizione e attivarsi sul piano politico e civile? A questa sollecitazione benedetta ha risposto in primis il professor Federico Condello con una intervista sullo stesso giornale, richiamando lo Statuto dell’Alma Mater e dunque i valori della conoscenza, della civiltà e della libertà che ne costituiscono la missione.

In seguito centinaia tra studenti e docenti-insieme per la prima volta in Italia a mia memoria-hanno contribuito a realizzare la due giorni di Piazza Verdi, a cui hanno partecipato decine di studenti e docenti ed anche laureati ad honorem, artisti i intellettuali che hanno dimostrato di avere a cuore la dignità e l’onore politico e morale della Comunità.

L’attenzione e la durata della presenza della platea numerosissima sono state davvero impressionanti: cinque ore il Lunedì e ben otto ore il Martedì.

Questa iniziativa tuttavia intende andare ben al di là del successo della manifestazione Saperi Pubblici. Penso sia utile a questo punto spendere qualche parole sulle premesse analitiche di questo nuovo percorso politico. La società contemporanea, non più stratificata ma funzionalmente differenziata -la cosiddetta società complessa-, rende ormai illusoria la pretesa di rappresentanza efficace dei suoi corpi intermedi, quali i tradizionali partiti politici: per altro proprio un teorema che riguarda i Sistemi Aperti segnala che per ridurre e dunque governare la enorme complessità dell’ambiente sociale, in termini di bisogni aspettative, domande, istanze, interessi etc… occorre aumentare la complessità del sistemo politico, in termini di incremento della sua capacità selettiva.

In altro parole diventa indispensabile coinvolgere non solo nelle decisioni ma nelle iniziative e nei progetti la potenza sociale che si renda disponibile o sia indotta a cooperare.

Al di là della questione del “che fare?” comune, occorre porsi la questione sempre più radicale del “come fare?”.

Dunque la mobilitazione e attivazione di un corpo sociale intermedio qualificato come l’Università apre a prospettive di medio e lungo periodo decisive contro l’impotenza palese delle attuali politiche fondate sulla sola delega. Una azione comune pensata e organizzata è sempre più necessaria: occorre applicarla ai vari settori critici di una società già definita liquida e dunque in preda ad ogni tipo di corrente proveniente dall’alto della demagogia e dal basso della paura e della disperazione. Dunque Saperi Pubblici non intende solo segnalare una nuova attenzione della Università alla Polis, ma costituire la premessa di un lungo e difficile lavoro di coinvolgimento degli cittadini nella Cosa Pubblica, considerandoli non solo consumatori di Servizi ma produttori di democrazia diffusa ed efficace “Vaste programme!” direbbe ironicamente Charles De Gaulle.

E tuttavia qui è Rodi e qui bisogna saltare.

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Category: Culture e Religioni, Movimenti, Politica, Ricerca e Innovazione, Scuola e Università

About Stefano Bonaga: Stefano Bonaga è nato a Bologna nel 1944. Laureatosi con Gilles Deleuze, è diventato docente presso la cattedra di antropologia filosofica nella facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Nel 1988 viene pubblicato Tre dialoghi: un invito alla pratica filosofica, volume di Ermanno Bencivenga in cui i tre dialoghi sono condotti da Ermanno Bencivenga, Stefano Bonaga e Franco Volpi. È sempre stato attivo in politica soprattutto nel bolognese: eletto consigliere comunale come indipendente nella lista del PCI (subentrato nel 1989), è rieletto nel 1990 e diviene assessore del PDS agli Affari generali, Rapporti con i cittadini e innovazione, nella giunta Vitali, a partire dal 1993 fino al 1995. È ideatore, assieme a Maurizio Matteuzzi, già nel 1993, della rete civica bolognese Iperbole, che diviene operativa nel dicembre 1994. Il 1º marzo 2012 prende parte alla puntata del programma di Michele Santoro Servizio pubblico intitolata "Un leader politico". Tra i suoi scritti: Sulla disperazione d'amore, Feltrinelli, 1998; (riedito da Aliberti, 2011); I 10 comandamenti del vivere civile, Aliberti, 2011

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