Jasmine Cristallo: Perchè le sardine calabre sono andate a Riace con Mimmo Lucano

| 2 Gennaio 2020 | Comments (0)
Diffondiamo da Repubblica.it/Micromega  online del 2 gennaio 2020 l’intervista a Jasmine Cristallo di Giacomo Russo Spena

A parlare la coordinatrice calabrese che annuncia a MicroMega la manifestazione per difendere ciò che è diventato un simbolo dell’accoglienza: “Ci schieriamo senza se e senza ma con il modello di Riace”. Poi si ragiona sui prossimi passi: “Siamo un movimento eterogeneo ma dobbiamo iniziare a schierarci su altri temi e parlare anche di ambiente e lavoro”. Infine un passaggio sulle regionali in Calabria: “Le sardine non sosterranno alcun candidato”.

Ha appena finito l’incontro con Mimmo Lucano e Marcella Stagno, nome legato all’antimafia e alla storia di Peppino Impastato. Tutto deciso. “Il 6 gennaio noi sardine saremo a Riace, luogo simbolo dell’accoglienza, sarà una manifestazione colorata e densa di emozioni” spiega Jasmine Cristallo, la 38enne pasionaria che in Calabria è la coordinatrice del movimento 6000 Sardine e referente nazionale, divenuta nota per essere l’ideatrice della “Rivolta dei balconi” durante la visita di Salvini a Catanzaro. “Mai nel mio nome” era lo striscione esposto sul suo terrazzino. Nelle ultime settimane è finita nelle cronache per uno scontro con il leader della Lega che l’ha mandata in pasto ai suoi adepti. Cristallo gli ha replicato con una lettera pubblica: “Racconterà a sua figlia che espone foto di donne solo per farle dileggiare e violentemente aggredire con frasi e aggettivi raccapriccianti?”. Ha anche annunciato querele per chi l’ha ingiuriata sui social: “Sappiate che userò i vostri soldi per sostenere chi più detestate: una ong, ad esempio Mediterranea Saving Humans”.

Partiamo da questa storia: come ha vissuto la querelle con Salvini?

Sono stata ospite nella trasmissione della Gruber e lì ho semplicemente rivendicato il mio essere di sinistra specificando come sia qualcosa che ha a che fare con un’istanza dell’essere, alcune caratteristiche mi portano a definirmi tale. Non avevo insultato Salvini né gli avevo augurato la galera eppure ha pensato bene di pubblicare il video sulla sua pagina facebook. Contro mi hanno scritto di tutto, senza che potessi difendere né argomentare la mia posizione. Una persona esposta per essere dileggiata e distrutta dagli utenti. Queste violenze verbali subite – auguri di stupro e morte di familiari – le ho raccolte in un dossier e per lo più, la stragrande maggioranza, sono profili fake. Su questo c’è da interrogarsi. Questa volta è toccato a me, precedentemente è avvenuto a personaggi ben più autorevoli: ad Andrea Camilleri gli è stato augurato di morire nel suo vomito.
 
Cosa siamo diventati? Come è stato possibile inquinare così i pozzi del dibattito pubblico?

La destra populista sta cavalcando la paura e strumentalizza le contraddizioni sociali in chiave razzistoide. Siamo vivendo l’era della barbarie, la paura, come il sonno della Ragione, genera mostri. Dobbiamo riuscire a bonificare il dibattito pubblico per contrastare questa destra becera e pericolosa.

Secondo lei, Salvini si può considerare fascista?

Non è né fascista, né razzista né sessista. Di ideologico non ha nulla. Lui semplicemente cavalca e foraggia gli istinti primari delle persone: è l’esegeta dell’algoritmo e un bravo comunicatore. Salvini è tutto tranne ciò che vuole rappresentare: si presenta come l’uomo del popolo quando ha studiato in uno dei migliori licei di Milano e da anni campa solo di politica.

Salvini parla alla pancia del Paese ma sancire, come fanno le sardine, la lotta contro l’odio non è generico? Mi spiego: non esiste anche un legittimo odio di chi è precario, sottopagato o quotidianamente emarginato contro chi occupa i piani alti della piramide in una società in cui l’ascensore sociale è bloccato, non trova?

Mi viene in mente Antonio Gramsci e il suo “odio gli indifferenti”. Per noi sardine, il problema non è l’odio in quanto tale ma le pulsioni rabbiose che vengono dalla paura. L’odio come sentimento, se si riesce a canalizzare in qualcosa di costruttivo, può essere persino elemento di riscossa sociale. In Italia, in questa fase storica, la rabbia di un popolo vulnerabile ha preso le peggiori sembianze finendo per essere rappresentato da Salvini e Meloni. Ciò viene dai vuoti identitari. Sono tempi ambigui – di precarietà esistenziale e mancanza di futuro – nei quali sono avvenute rapide trasformazioni che hanno generato inevitabilmente lo spaesamento che è poi cibo per la paura. La destra populista è stata più brava della sinistra a fornire (false) risposte di protezione sociale.

Quindi il problema riguarda una sinistra che negli anni ha abbandonato il suo popolo?

Assolutamente, noi sardine lo diciamo convintamente. Le nostre piazze oltre a contrastare il salvinismo sottolineano gli errori e le gravi responsabilità della sinistra. Siamo alla totale mancanza di una rappresentanza degna. Salvini è stato scaltro a colmare un vuoto lasciato dalla sinistra e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: l’operaio vota Lega, ai Parioli si vota Pd.

Qual è la storia politica di Jasmine Cristallo? Prima delle sardine, è stata già attivista?

Ho sempre fatto politica dal basso, mai avuto una tessera di partito in tasca. L’unica tessera è dell’Anpi che per me ha un forte valore simbolico: noi siamo figli della Resistenza e la Costituzione nasce dalla Resistenza. Ho prestato volontariato nel campo della psichiatria – in un reparto complicato nel quale giungono le persone in TSO – e mi sono impegnata in associazioni per i diritti dei bambini e dei migranti. Ho sempre difeso i deboli e gli emarginati.

E il Pd l’ha mai votato?

Macché, il Pd dovrebbe ricordarsi di essere di sinistra. Ricordo soltanto che Minniti è quello che ha spianato la strada a Salvini sancendo gli accordi con la Libia. Oppure vogliamo menzionare il Jobs Act e lo smantellamento dei diritti dei lavoratori sotto il governo Renzi?

Il Pd zingarettiano non è il Pd renziano. Non si è chiusa un’era?

È vero, non lo è ma ancora non mi basta: è necessario poter osservare una concreta discontinuità con il passato e politiche più coraggiose.
 
Le sardine in Emilia hanno fatto capire che appoggeranno Bonaccini, il candidato del Pd. In Calabria sosterrete l’imprenditore Callipo?

In Calabria la situazione è diversa rispetto all’Emilia. Ho fatto vari appelli all’unità e avrei tanto voluto vedere una coalizione che potesse contrastare l’avanzata delle destre a trazione salviniana. Ciò non è avvenuto. In questo scenario frammentario – con varie liste a sinistra – non ci sentiamo di dare indicazioni di voto perché siamo totalmente apartitici. Ogni sardina voterà secondo coscienza ma non ci sarà campagna elettorale per alcun candidato presidente.

Molti pensano che le sardine siano un movimento giovanile ma nell’oceano di piazza San Giovanni, a Roma, erano presenti moltissimi ultraquarantenni. Provate ad incarnare una speranza sia per i giovani che per i più anziani?

Siamo un incontro di generazioni. Sotto minaccia ci sono i diritti di tutti ed è giusto unire i soggetti che stanno pagando la crisi e che chiedono un’altra Italia, un Paese migliore fondato su diritti, accoglienza e cultura.

Ma le sardine vanno oltre lo steccato della sinistra classica?

Il tentativo è questo perché la sinistra in questi anni si è caratterizzata soltanto per i fallimenti. Nelle nostre mobilitazioni sto constatando la volontà di incontrarsi su terreni comuni: l’antifascismo, l’antirazzismo e il rispetto della Costituzione. Forse non si è mai stati così uniti a sinistra.

Beh, si è così uniti perché il programma delle sardine è vago: lo stesso richiamo costante alla Costituzione è interpretabile in diversi modi. Voi sardine, ad esempio, non vi esprimete sulle questioni sociali, prenderete mai parola sull’articolo 18 o sul come contrastare la precarietà lavorativa?

Dateci tempo, si dimentica spesso che siamo un movimento appena nato e che deve ancora strutturarsi territorialmente. La nostra forza è nell’eterogeneità quindi è ovvio che individualmente ognuno ha le proprie sensibilità. Tra di noi ci sono posizioni differenti, non ne facciamo un dramma. Quando c’è stata polemica sulle parole di Mattia sull’abrogare o rivedere il decreto sicurezza, ho preso subito una posizione sulla mia pagina facebook e sulle tv nazionali ed ho sottolineato l’importanza, come sardine, di sancire l’abrogazione dei decreti. Non siamo una setta – le sette portano al dogma – piuttosto preferisco vederci come l’unione tra diversi che hanno però la comune volontà di abbracciarsi per delle battaglie che hanno a che fare con posizioni di tipo ontologico. Ribaltiamo il paradigma: partiamo da ciò che ci accomuna, non da ciò che ci divide.
Lei cosa ne pensa dei temi che le ho sollevato?

Personalmente non ho mai votato il Pd proprio perché ha manomesso l’articolo 18 ed indebolito il nostro welfare. Insisto, poi, che il decreto sicurezza è un obbrobrio che non riguarda solo i migranti ma che reprime il dissenso. Mi riferisco alle denunce agli operai che stavano protestando per un loro diritto o alla resistenza in Val Susa dei No Tav.

Si considera una No Tav?

Sono per la difesa dei territori e dei beni comuni. Sostengo l’art 9 della Costituzione Se è per questo sono anche No Triv, No Muos e contro le grandi opere inutili. Ho sempre sostenuto Erri De Luca e l’uso del verbo sabotare.

Finita una prima fase nella quale si sono portate migliaia di persone in piazza, cosa ci dobbiamo aspettare dalle sardine?

È in corso una riflessione interna: alla base esiste la volontà di tutelare questa creatura e di non diventare carne da macello per nessuno. Un passo alla volta, basta una dichiarazione sbagliata di un singolo per finire impallinati sui media. Dobbiamo prenderci i nostri tempi per studiare meccanismi di confronto e per consolidarci. Intanto il 6 gennaio saremo a Riace, poi – pian piano – dovremmo aprire ad altri temi come ambiente e lavoro.

Ah, quindi avete già iniziato a discuterne al vostro interno?

Possono nascere delle discussioni all’interno di una diade cioè nella più piccola forma di interazione sociale, figuriamoci se una così vasta moltitudine può essere scevra da dinamiche di questo tipo: sarebbe assurdo! Le diverse posizioni sono poi diventate tema di confronto per assemblee. Io sono stata in contatto con tantissime persone in giro per l’Italia ed è una cosa bellissima perché finalmente c’è l’incontro che è la base e la madre di tutte le evoluzioni. Sono proprio per la commistione, credo che sia bellissima come immagine. E presto prenderemo parola per difendere i ceti meno abbienti.

 

Category: Migrazioni, Movimenti, Politica

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