Marina Montella: Le Sorelle

| 5 agosto 2018 | Comments (0)

 

 

 

L’11 agosto del 2017 la nostra amica Marina Montella se ne è andata leggera. La ricordiamo con tre pezzi: una poesia da lei scritta Le Sorelle, il ricordo scritto da Amina Crisma un anno fa, un suo pezzo, pubblicato su www.inchiestaonline.it.

 

 

1.Marina Montella: Le Sorelle

 

Le due sorelle

sono qui

sedute vicine

cantano parole segrete

campanelli di argento che

ridono lievi

 

La prima crudele

amorevole attraente

con occhi taglienti

opulenta e sicura

 

La seconda soave

discreta serena

capelli d’argento

dolcissima diafana

 

La prima si allontana

ridendo

 

La seconda si avvicina

leggera

e mi prende la mano

felice l’abbraccio e

scopro – curiosa-

l’insondabile morte

 

 

2. Amina Crisma: Ricordo di Marina

Marina Montella, amica e collaboratrice di Inchiesta, palermitana di nascita – che alla sua Palermo era rimasta profondamente legata anche quando era vissuta in altri luoghi, da Venezia all’Asmara, da Bogotà a Madrid – è morta l’ 11 agosto 2017, nella sua casa di Zelarino (Venezia), dopo una lunga e tremenda malattia da lei affrontata con indicibile coraggio, continuando a irradiare fino alla fine – fino a quando le è rimasto un briciolo di forza – su quanti hanno avuto il privilegio di conoscerla il suo tenace amore per la vita, la sua profonda e inesausta passione intellettuale, la vastità delle sue letture, l’acutezza della sua riflessione, la sua laica e intensa spiritualità, la sua straordinaria generosità.

Il 12 agosto 2017 avrebbe compiuto sessantaquattro anni. Per tutta la sua esistenza, è stata sempre una presenza luminosa per tutti quelli che l’hanno incontrata: per gli amici più recenti e per quelli di una vita intera, conosciuti negli anni del liceo e dell’università, per gli studenti a cui si è dedicata come insegnante in Italia, in Colombia ,in Spagna, per gli orfani e i bambini di strada che ha curato in Eritrea. Lo è stata anche nei giorni estremi, in cui avvertiva con lucida consapevolezza – e con stupefacente, eroica serenità – l’avvicinarsi della fine.

Vittorio, Amina e tutta la redazione di Inchiesta mandano un abbraccio affettuoso a suo figlio Marcello, a sua sorella Teresa, a sua nipote Margherita, agli amici Wilma e Bruno, e si uniscono a tutti coloro che vogliono custodirne la memoria. La nostra rivista le dedicherà una rubrica in cui saranno raccolti i suoi contributi.
Ci piace ricordarla con una foto che la ritrae a Stromboli, uno dei luoghi a lei più cari che amava condividere con gli amici, e dove ha trascorso giorni felici
Ma ora non ci vengono parole adatte per salutarla. E così per farlo ricorriamo ad alcune di un epitaffio che aveva scritto per sé Marina Cvetaeva. Forse non le dispiacerebbero, perché la leggerezza era davvero, fra le tante qualità che caratterizzavano questa donna così intensa, così difficile da descrivere o da raccontare, una sua speciale, impareggiabile virtù.

“Leggi
– di ranuncoli e papaveri colto un mazzetto –
che io mi chiamavo Marina
e quanti anni avevo.
Solo, non stare così tetro,
la testa china sul petto.
Pensami con leggerezza.”

Rimpiangeremo per sempre l’assenza della sua voce, il suo venir meno all’usata, amante compagnia; ma quella sua leggerezza, vorremmo esser capaci di trattenerla con noi per sempre.

 

 

3. Marina Montella: Considerazioni di una irriducibile sana affetta da cancro

Negli avvenimenti della nostra vita gli eventi si susseguono e si evolvono senza che noi, tutto sommato, ce ne accorgiamo: lasciamo, come è giusto che sia, che tutto scorra, sino a quando irrompe furioso un accadimento diverso, gioioso o triste, ma diverso e questo ci ferma e ci fa riflettere, perché, questa volta, non possiamo farne a meno.

Nella mia personale vita, punteggiata da alcuni accadimenti di questo genere, l’ ultimo ha un nome e un cognome: sarcoma retro-peritoneale. Un nome che, all’inizio, non sapevo neanche cosa volesse dire, poi ho letto, mi sono informata, mi sono fatta spiegare. Mi sono resa conto, allora, che qualcuno aveva emesso nei miei confronti una sorta di condanna.

Da quel momento in poi la mia vita, il mio pensiero, il mio modo di essere o cambiavano o soccombevano: ho deciso di cambiare.

La quotidianità ha oggi per me un altro sapore, nella chiara certezza della caducità dell’essere che sono, il tempo per me ha una valenza diversa: esiste solo il qui e ora e subito, esiste una perenne ricerca di concentrazione sulla bellezza che mi circonda, esiste questo attimo prezioso in cui sto scrivendo e comunicando tutto questo, esiste questa felicità inaspettata che sgorga da una sorgente interna che non sapevo di avere e che, sono convinta, abbiamo tutti e che regala ogni giorno, ma proprio ogni giorno, dettagli meravigliosi del vivere che prima mi sfuggivano.

Tutto è cominciato quando ho deciso di rinunciare a tutte le cure standard che la medicina degli ospedali mi proponeva – chemio e radio – che mi avevano lasciato evidenti segni sia fisici che psichici negativi, quasi fossero, anziché cure, torture medioevali.

Semplicemente ho cambiato stile: mi sono avvicinata alla medicina olistica e naturale.

Non solo. Ho totalmente cambiato regime alimentare.

E alla faccia di infausti e rapidi pronostici – (non avrà molto tempo, dobbiamo intubarla per poterla alimentare, mi dicevano tre anni fa) – sono viva, vegeta e felice.

Poi quello che sarà sarà. Ogni mio giorno vale un anno sarò, quando verrà il momento, comunque vecchissima!

Infine un’ultima cosa a cui tengo molto: non voglio essere considerata per il problema che ho, ma per quello che sono e noto, con vero piacere, che spesso, molto spesso le persone che frequento si dimenticano delle mie metastasi epatiche da sarcoma retro-peritoneale.

E la vita, che avrebbe voluto inchiodarmi al muro della disperazione, mi ha fatto, suo malgrado, il dono più grande: il miracolo di aprire gli occhi alla luce per cominciare, ogni mattina, il più bel giorno della mia vita.

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Category: Arte e Poesia, Editoriali

About Amina Crisma: Amina Crisma ha studiato all’Università di Venezia conseguendovi le lauree in Filosofia, in Lingua e Letteratura Cinese, e il PhD in Studi sull’Asia Orientale. Insegna Filosofie dell’Asia Orientale all’Università di Bologna; ha insegnato Sinologia e Storia delle religioni della Cina alle Università di Padova e di Urbino. Fa parte dell’Associazione Italiana Studi Cinesi (AISC) e, come socia aggregata, del Coordinamento Teologhe Italiane (CTI). Ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale a professore di seconda fascia per l’insegnamento di Culture dell’Asia. Tra le sue pubblicazioni: Il Cielo, gli uomini (Venezia 2000); Conflitto e armonia nel pensiero cinese (Padova 2004); Neiye, Il Tao dell'armonia interiore (Garzanti, Milano 2015). Ha contribuito a varie opere collettanee quali La Cina (Torino 2009), Per una filosofia interculturale (Milano 2008), Réformes (Berlin 2007), In the Image of God (Berlin 2010), Dizionario del sapere storico-religioso del Novecento (Bologna 2010), Confucio re senza corona (Milano 2011), Le graphie della cicogna: la scrittura delle donne come ri-velazione (Padova 2012), Pensare il Sé a Oriente e a Occidente (Milano 2012). Fra le riviste a cui collabora, oltre a Inchiesta, vi sono Asiatica Venetiana, Cosmopolis, Giornale Critico di Storia delle Idee, Ėtudes interculturelles, Mediterranean Journal of Human Rights, Prometeo. Fra le sue traduzioni e curatele, la Storia del pensiero cinese di A. Cheng (Torino 2000), La via della bellezza di Li Zehou (Torino 2004), Grecia e Cina di G.E.R. Lloyd (Milano 2008). Tra i suoi saggi più recenti: Il confucianesimo: essenza della sinità o costruzione interculturale?(Prometeo 119, 2012), Attualità di Mencio (Inchiesta online 2013), Passato e presente nella Cina d’oggi (Inchiesta 181, 2013), Taoismo, confucianesimo e questione di genere nelle ricerche e nei dibattiti contemporanei (in stampa). I suoi ambiti di ricerca sono: il confucianesimo classico e contemporaneo, le fonti taoiste, il dialogo interculturale Cina/Occidente, il rapporto passato/presente, tradizione/modernità nella Cina d’oggi, i diritti umani e le minoranze in Cina, le culture della diaspora cinese, le questioni di genere nelle tradizioni del pensiero cinese. Ha partecipato a vari convegni internazionali sul dialogo interculturale e interreligioso promossi dalle Chaires UNESCO for Religious Pluralism and Peace di Bologna, di Tunisi, di Lione, dalla Konrad Adenauer Stiftung di Amman, da Religions for Peace, dalla Fondazione Scienze Religiose di Bologna. Coordina l’Osservatorio Cina di valorelavoro ( www.valorelavoro.com ). Cv dettagliato con elenco completo delle pubblicazioni: al sito web docente www.unibo.it

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