Yu Yongding: La Banca Centrale Cinese e il futuro del renminbi

| 18 Febbraio 2016 | Comments (0)

 


 

Diffondiamo da Cinaforum del 18 febbraio 2016. Il murale con i cinesi imbavagliati e la scritta “Separazione dalla finanza e dallo stato” è stato fotografato su un muro di Marsiglia

Nel primo trimestre del 2014, la Banca Centrale Cinese (PBoC) riuscì infine a frenare le continue aspettative di apprezzamento del renminbi (RMB), più noto con il nome di yuan, la valuta avente corso legale nella Repubblica popolare Cinese . Sfortunatamente, la conseguente svalutazione della divisa nazionale coincise con l’indebolimento dei fondamentali dell’economia cinese. Quindi, invece di dar vita a oscillazioni del tasso di cambio in entrambe le direzioni, nel mercato si sono fatte largo le attese di svalutazione del RMB. E, a causa di queste ultime, sono iniziate ad aumentare le fuoriuscite di capitali.

Nel secondo trimestre 2014, il conto dei movimenti di capitale della Cina entrò in deficit. Nel primo trimestre del 2015, la Cina registrò il suo primo deficit della bilancia internazionale dei pagamenti da decenni.
A partire dal secondo trimestre 2014, il tasso di cambio del RMB nei confronti del dollaro si è mantenuto più o meno stabile. Il mercato riteneva che grazie alle enormi riserve di valuta estera a sua disposizione, la PBoC potesse fissare il tasso di cambio del RMB a qualsiasi livello, indipendentemente dalle condizioni della bilancia internazionale dei pagamenti della Cina.

Ma la diminuzione, dell’1,9%, da parte della PBoC del tasso di parità centrale l’11 agosto scorso ha aumentato enormemente le aspettative di un deprezzamento del RMB. La Banca centrale ha subito calmato il panico – abbandonando il progetto di riforma e intervenendo energicamente per frenare qualsiasi ulteriore caduta del tasso di cambio del RMB – ma da quel momento le aspettative di svalutazione del RMB si sono fortemente radicate. E l’unica incognita è diventata quando arriverà la prossima svalutazione e quanto sarà consistente.

 

1. Capitali in fuga e intervento della Banca centrale

Le attese di deprezzamento sono diventate un grosso incentivo alla fuoriuscita di capitali e, a loro volta, un importante fattore di svalutazione del RMB. Per prevenire la formazione di una spirale aspettative di svalutazione-svalutazione, la PBoC ha iniziato a intervenire vigorosamente nel mercato della valuta estera in una modalità imprevedibile, rendendo più difficile per gli speculatori capire quando vendere la valuta. Di conseguenza il regime del tasso di cambio della Cina si è trasformato in uno a parità slittante.

Un cambio a parità slittante può eliminare le aspettative di un deprezzamento immediato, riducendo le conseguenti fuoriuscite di capitali, ma non può cancellare le attese di svalutazione in un futuro più remoto, senza contare le fuoriuscite di capitali che non hanno relazioni con le attese di deprezzamento. Piuttosto, in presenza di persistenti attese di svalutazione, questo tipo di cambio attualmente incentiva alcuni tipi di fuoriuscita di capitali come carry trade del renminbi, dollarizzazione delle famiglie, fuga di capitali.

In seguito al peggioramento dei fondamentali economici e all’incapacità del regime di cambio a parità slittante di frenare la fuoriuscita di capitali, la Banca centrale deve spendere un’enorme quantità di riserve in valuta estera – nonostante i continui deficit della bilancia dei pagamenti – per sostenere il tasso di cambio del RMB. Per mantenere la svalutazione del RMB nei confronti del dollaro entro il 5% la PBoC ha speso oltre 500 miliardi di dollari di riserva di valuta estera nel solo 2015.

La questione è: se i fondamentali economici della Cina non migliorano in maniera considerevole, mentre persistono le aspettative di deprezzamento, per quanto tempo ancora la PBoC potrà difendere il RMB? Dal novembre scorso la Banca centrale ha permesso una svalutazione molto graduale del RMB per mitigare la caduta delle riserve di valuta estera. Ma se il deprezzamento accumulato raggiunge un certo livello o la velocità della svalutazione accelera, attori di mercato possono immediatamente iniziare a tirare giù di nuovo il RMB. Èd è proprio ciò che è successo all’inizio del 2016.

 

2. Un dilemma con tre possibili soluzioni

Esistono tre opzioni per risolvere questo dilemma: (a) fermare qualsiasi intervento e lasciare fluttuare il RMB; (b) agganciarlo a un paniere di monete; (c) agganciarlo saldamente al dollaro come la Cina ha già fatto durante le crisi finanziarie asiatiche. Finora non c’è nessuna chiara indicazione di quale sia la strategia della Banca centrale di Pechino.

Forse l’opzione migliore è quella di lasciar decidere al mercato. Il ribasso del RMB probabilmente non sarebbe eccessivo, o sarebbe comunque temporaneo, perché la Cina mantiene tuttora un grande conto delle partite correnti e ampi surplus del conto dei movimenti di capitale nel lungo termine. Inoltre, la Cina non ha ancora aperto il suo conto dei movimenti di capitale. Il debito estero delle aziende cinesi non è così ampio, il disallineamento valutario è lieve e l’inflazione è appena superiore all’1%, quindi anche se si verificasse una caduta del tasso di cambio del RMB a due cifre, è difficile immaginare che ciò possa causare una crisi finanziaria.

La principale preoccupazione è data dal fatto che se le riserve di valuta estera si svuotano alla stessa velocità del 2015, presto si esauriranno. Anche se la Cina può stabilizzare il RMB con le sue riserve di valuta estera, ciò si rivelerebbe troppo costoso.

Detto ciò, se la Cina volesse andare sul sicuro, come passaggio transitorio, potrebbe agganciare il RMB a paniere di valute con una parità centrale modificabile e un ampio spettro compreso tra il 7,5% e il 15%.

Parlando al World Economic Forum il 25 gennaio scorso, il governatore della Banca del Giappone, Haruhiko Kuroda, ha giustamente suggerito che i controlli sui capitali permetterebbero a Pechino di tenere ferme le sue riserve di valuta estera. Come condizione necessaria affinché qualsiasi nuovo regime di tasso di cambio funzioni, la PboC deve rafforzare il controllo sui capitali.

Si spera che la Banca centrale possa farlo senza cambiare nessuna delle norme in vigore. Ma, al punto in cui siamo, ciò potrebbe rivelarsi difficile. Il 2016 sarà un altro anno difficile per la Cina. Ma grazie al giusto mix di politiche il Paese potrà mostrarsi capace di stabilizzare la sua economia e il tasso di cambio del RMB troverà il giusto livello.

 

 

tratto da EastAsiaForum

Yu Yongding è un accademico della Accademia Cinese di Scienze Sociali (CASS) e membro del Comitato di Esperti per la Pianificazione Nazionale della National Development and Reform Commission (NDRC)


 

Category: Economia, Osservatorio Cina, Osservatorio internazionale

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About Yu Yongding: Yu Yongding è un accademico della Accademia Cinese di Scienze Sociali (CASS) e membro del Comitato di Esperti per la Pianificazione Nazionale della National Development and Reform Commission (NDRC). Dirige dal 1994v l'Institute of Word Economics and Politics dell'Accademia Cinese di Scienze Sociali. Ha studiato al Beijing Scientific Technological College frequentando poi ad Oxford Macroeconomics and International Finance.

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