Ataalla Zenab: Django Girls, la tecnologia a portata di donna

| 6 dicembre 2017 | Comments (0)

 

 

 

Diffondiamo da www.noidonne.org

Django Girls, la tecnologia a portata di donna. Continuiamo a credere che la tecnologia non sia solo una cosa da uomini. NOIDONNE racconta il progetto Django Girls, una comunità internazionale che ha l’obiettivo di sviluppare l’empowerment femminile in ambito digitale e che da due anni ha anche la sua sezione italiana.

Django Girls è tante cose belle. Prima di tutto è il nome del workshop di alfabetizzazione digitale: una sola giornata dedicata ad imparare le regole base del mestiere: dallo sviluppo all’implementazione di una semplice applicazione sotto forma di blog.
Il nome dell’iniziativa nasce dalla tecnologia utilizzata nell’evento, il framework Django, cioè il software open source per lo sviluppo di diversi applicativi scritti nel linguaggio di programmazione Python.
Ma Django Girls è anche altro. È un network globale che, nato nel 2014 da un’idea di alcune programmatrici che hanno partecipato quell’anno alla conferenza EuroPython di Berlino, oggi è gestito da una fondazione di respiro internazionale con lo scopo di promuovere e facilitare l’accesso delle donne della programmazione attraverso i 68 gruppi nati spontaneamente nel mondo.
In Italia il progetto Django Girls è supportato da una rete di volontarie già attive nelle community di IT nostrane tra cui spicca Codemotion (con loro è stato stretto anche un gemellaggio ed una partnership) e l’associazione Fuzzy Brains, che da anni lavora su eventi di alfabetizzazione digitale e sulla diffusione di buone pratiche in questo senso.
Ma chi sono le Django Girls? Sono donne di ogni età e provenienza accomunate dalla passione e dalla curiosità di saperne di più sullo sviluppo del web.
Non a caso il pitch del progetto è: “Vogliamo far innamorare le donne del linguaggio di programmazione”. E il risultato c’è stato in ogni Paese, come anche in Italia dove, attraverso attività e workshop di sviluppo totalmente gratuiti, dal 2015 sono state più di 500 le donne che si sono iscritte e hanno partecipato agli eventi organizzati a Roma e Torino, passando per Bari e Napoli, e arrivando fino all’ultimo appuntamento di quest’anno che si è tenuto a Milano presso Mikamai-Linkme il 2 dicembre.
Per saperne di più abbiamo incontrato Laura Bartoli e Fiorella De Luca, le due front-women del Django Girls Italia (https://www.facebook.com/djangogirlsIT/) che insieme ad una squadra di coach, tutti volontari ed appassionati di IT, seguono e motivano da vicino le neosviluppatrici.

Qual è l’obiettivo che vuole centrare Django Girls?
Il progetto stabilisce una corsia preferenziale femminile per agevolare la partecipazione delle donne che sono molto timide nell’iscriversi a questi eventi. Parliamo di un settore nel quale sono sicuramente in minoranza. Anche all’interno delle grandi conferenze sulla tecnologia capita che ci sia un netto dislivello tra la percentuale di presenze maschili e di quelle femminili, quantomeno se si parla di speaker.

Ci sono le donne nel comparto IT?
Sì ci sono, ma è più aderente alla realtà dire che facciano fatica ad emergere. Per fare un esempio, anche se l’ambito è diverso, la foto di Trento di circa un mese fa, scattata nel contesto del 103esimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica, ha presentato il capovolgimento di una celebre fotografia, quella del Congresso Solvay, dove Marie Curie era l’unica donna in mezzo a 28 colleghi uomini. Ma sono bastate solo tre settimane perché la stragrande maggioranza della gente si dimenticasse di queste professioniste, senza considerare il fatto che poco risalto è stata data alla notizia dai media.

Dopo una giornata dedicata alla programmazione basilare, quali sono le conoscenze raggiunte?
Le partecipanti a fine giornata sapranno la differenza tra un prompt dei comandi e una bash. Sapranno che cos’è un linguaggio di programmazione e avranno una visione generale di come può essere costruito un blog. Quello che speriamo è che le partecipanti portino a casa un’esperienza positiva che le faccia avvicinare sempre di più al settore, ancora purtroppo carente di figure femminili. Ci dispiace molto vedere delle ragazze in gamba che magari non tentano questa carriera perché pensano ancora che non sia un lavoro adatto a loro.
Cosa vi aspettate per il futuro del mondo della programmazione in quanto donne che ne fanno parte?
Il cambiamento in questo settore sta già avvenendo pian piano, anche se a volte l’avanzata è silenziosa. Non dobbiamo dimenticare che donne di successo in ambito scientifico e tecnologico ne abbiamo avute, e ne abbiamo anche noi in Italia. L’augurio è che chi già lavora in questo settore, o è interessata a sperimentare sul campo, trovi il coraggio di affrontare le proprie paure e sfati il mito che le professioni scientifiche non siano “femminili”.

Chiunque abbia voglia di mettersi alla prova, quindi, in vista dei prossimi eventi programmati nel 2018 si attrezzi con un computer portatile, come ha fatto chi scrive seguendo il recente incontro di Roma. L’esperienza è consigliabile perché quello che ci si porta via è la voglia di continuare a ‘smanettare’ sul computer, imparare nuovi comandi e realizzare progetti di qualità sempre maggiore.
Attenzione: i workshop sono a numero chiuso, quindi è consigliabile programmare per tempo la partecipazione. Per informazioni e aggiornamenti seguire la pagina Facebook , oppure scrivere a hello@fuzzybrains.org o visitare il sito www.fuzzybrains.org.

 

Category: Donne, lavoro, femminismi, Ricerca e Innovazione

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