Amina Crisma: Cina e cristianesimo. Dal Catechismo di Matteo Ricci alle rivisitazioni contemporanee del pensiero di Tommaso d’Aquino

| 19 Dicembre 2014 | Comments (0)

 

 

 

 

Diffondiamo insieme a www.valorelavoro.com questo testo di Amina Crisma

 

Le vicende  passate e presenti del cristianesimo in Cina sono tematiche di grande interesse non soltanto per coloro che si occupano di storia missionaria o che si propongono finalità di evangelizzazione, ma offrono una ricca e stimolante materia di riflessione per chiunque si ponga il problema delle possibilità e delle modalità di un autentico rapporto interculturale fra Cina e Occidente – un argomento, questo, su cui oggi più che mai sono aperti dibattiti vivaci ( per una sintetica rappresentazione di questo problema e delle sue attuali formulazioni si veda, ad esempio, di Amina Crisma, “Pensare la Cina in un orizzonte interculturale” in G. Pasqualotto, Per una filosofia interculturale, Mimesis, Milano 2008, pp. 179-212, e “Come si pensa la Cina?” in Inchiesta, n. 185, 2014, pp. 36-41, visibile anche su www.inchiestaonline.it , sezione “Osservatorio Cina” 20 ottobre 2014).

Su quest’argomento ci offre freschi e stimolanti contributi il domenicano Antonio Olmi (maceratese come Matteo Ricci, docente di Teologia sistematica alla Facoltà teologica dell’Emilia Romagna e autore di numerosi studi), con due suoi interventi ora apparsi su Inchiesta ( www.inchiestaonline.it, “Osservatorio Cina”, 17 dicembre 2014 e 21 novembre 2014): “Tommaso d’Aquino in Cina” e “Una nuova traduzione italiana del catechismo di Matteo Ricci”. La foto in alto lo vede presentare al Papa, insieme al sacerdote cinese Giovanni Battista Sun, una copia della traduzione italiana del Catechismo di Matteo Ricci.

Essi sono idealmente collegati, in quanto l’idea tomistica di una ragione sapienziale e naturale condivisa dall’umanità intera a livello universale fu il presupposto del grande tentativo di inculturazione del cristianesimo attuato dalla missione dei gesuiti in Cina di cui Ricci fu il promotore, e che costituì la premessa per una scoperta della cultura cinese da parte dell’Europa di cui ancor oggi siamo tutti debitori.

Il primo è un reportage sul convegno internazionale svoltosi fra il 13 e il 16 novembre a Wuhan, capoluogo della provincia dello Hubei (centro-sud della Cina), a cui padre Olmi ha partecipato come relatore, insieme a vari studiosi di prestigiose università occidentali, di Taiwan, di Hong Kong e della Cina continentale. La sua corrispondenza, fra l’altro corredata di un ricco repertorio fotografico, oltre che dar conto del convegno e delle sue tematiche, offre una vivida descrizione del campus universitario che l’ha ospitato, uno dei più grandi del mondo, e dei principali ambienti della città, cogliendone  con  penetrante sguardo da sociologo gli aspetti salienti, i contrasti, le contraddizioni.  Ne emerge un articolato affresco di vita quotidiana nella Cina contemporanea presentato da una prospettiva originale, particolarmente attenta  a registrare il continuo intreccio di vecchio e nuovo, tradizione e modernità che ne costituisce la peculiare connotazione.

Il secondo articolo di padre Olmi illustra sinteticamente gli aspetti essenziali della nuova traduzione italiana del catechismo cinese di Matteo Ricci, opera dello stesso Olmi e del sacerdote cinese Giovanni Battista Sun, pubblicata con il testo cinese a fronte dalle edizioni Studio Domenicano nel 2013 e in tale ambito di recente presentata a Bologna. Pubblicato per la prima volta a Pechino nel 1603, esso si può ritenere la più alta espressione del tentativo ricciano di acclimatare nella lingua e nella cultura cinese i contenuti fondamentali del cristianesimo: un’impresa di straordinaria genialità, che tuttora stupisce il lettore per il suo ineguagliabile connubio di apertura dialogica e di rigore – una lezione di metodo oggi più che mai valida, in questi nostri tempi a torto convinti che non si diano alternative possibili fra gli estremi opposti e speculari del relativismo senza principi e del fondamentalismo identitario.

 

 

Category: Culture e Religioni, Osservatorio Cina, Storia della scienza e filosofia

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About Amina Crisma: Amina Crisma ha studiato all’Università di Venezia conseguendovi le lauree in Filosofia, in Lingua e Letteratura Cinese, e il PhD in Studi sull’Asia Orientale. Insegna Filosofie dell’Asia Orientale all’Università di Bologna; ha insegnato Sinologia e Storia delle religioni della Cina alle Università di Padova e di Urbino. Fa parte dell’Associazione Italiana Studi Cinesi (AISC) e, come socia aggregata, del Coordinamento Teologhe Italiane (CTI). Ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale a professore di seconda fascia per l’insegnamento di Culture dell’Asia. Tra le sue pubblicazioni: Il Cielo, gli uomini (Venezia 2000); Conflitto e armonia nel pensiero cinese (Padova 2004); Neiye, Il Tao dell'armonia interiore (Garzanti, Milano 2015). Ha contribuito a varie opere collettanee quali La Cina (Torino 2009), Per una filosofia interculturale (Milano 2008), Réformes (Berlin 2007), In the Image of God (Berlin 2010), Dizionario del sapere storico-religioso del Novecento (Bologna 2010), Confucio re senza corona (Milano 2011), Le graphie della cicogna: la scrittura delle donne come ri-velazione (Padova 2012), Pensare il Sé a Oriente e a Occidente (Milano 2012). Fra le riviste a cui collabora, oltre a Inchiesta, vi sono Asiatica Venetiana, Cosmopolis, Giornale Critico di Storia delle Idee, Ėtudes interculturelles, Mediterranean Journal of Human Rights, Prometeo. Fra le sue traduzioni e curatele, la Storia del pensiero cinese di A. Cheng (Torino 2000), La via della bellezza di Li Zehou (Torino 2004), Grecia e Cina di G.E.R. Lloyd (Milano 2008). Tra i suoi saggi più recenti: Il confucianesimo: essenza della sinità o costruzione interculturale?(Prometeo 119, 2012), Attualità di Mencio (Inchiesta online 2013), Passato e presente nella Cina d’oggi (Inchiesta 181, 2013), Taoismo, confucianesimo e questione di genere nelle ricerche e nei dibattiti contemporanei (in stampa). I suoi ambiti di ricerca sono: il confucianesimo classico e contemporaneo, le fonti taoiste, il dialogo interculturale Cina/Occidente, il rapporto passato/presente, tradizione/modernità nella Cina d’oggi, i diritti umani e le minoranze in Cina, le culture della diaspora cinese, le questioni di genere nelle tradizioni del pensiero cinese. Ha partecipato a vari convegni internazionali sul dialogo interculturale e interreligioso promossi dalle Chaires UNESCO for Religious Pluralism and Peace di Bologna, di Tunisi, di Lione, dalla Konrad Adenauer Stiftung di Amman, da Religions for Peace, dalla Fondazione Scienze Religiose di Bologna. Coordina l’Osservatorio Cina di valorelavoro ( www.valorelavoro.com ). Cv dettagliato con elenco completo delle pubblicazioni: al sito web docente www.unibo.it

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