Gianfranco Aurilio: L’albero della fiducia

| 12 Gennaio 2016 | Comments (0)

Abbiamo ricevuto e diffondiamo questa poesia di Gianfranco Aurilio rinviando al suo  sito www.gianfrancoaurilio.it che ha come immagine quella sopra riportata

 

Da te avrò l’ombra
quando il corpo sarà riarso,
dall’inquietudine bruciato
e sì!
che speranza
possa divorar la febbre
che in vicoli ciechi
il cuor sospinge
e tu, albero,
mi porgerai un frutto
se avrò fame
e non vorrò cercare,
quando avrò freddo
sarà il tuo tronco
a dar sollievo
e quel vento,
quel vento
che di sconforto il sangue gela
e di abulia
le mie gambe ferisce,
quel vento
sarà brezza
e vano
il suo spirare addosso.
Avrò da te le foglie
che mi lasceranno dormire
quando il mio sonno
di tormentati sogni sarà pieno,
vacuo il riposare allora
e tu, albero,
sarai per me radice
sarai seme
sarai linfa

sarai il sole
di un nuovo giorno.

 

Category: Arte e Poesia

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About Gianfranco Aurilio: Gianfranco Aurilio è nato a Roma. Dopo aver compiuto studi classici, si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Prima di dedicarsi alla poesia e al disegno, ha lavorato come musicista e insegnante di musica, pubblicando il manuale per chitarra, per insegnanti e studenti, dal titolo “Completo”, di 504 pagine, suddiviso in due volumi. Ha registrato “Chitarpa” e “Le mie melodie” e ha scritto testi di canzoni da lui composte. Ha pubblicato otto raccolte di poesie e disegni, gratuitamente disponibili sul sito www.gianfrancoaurilio.it.Dopo una lunga e inutile ricerca per trovare una definizione adatta alla maggior parte della mia produzione artistica, il 3 aprile 2013 ho sentito il bisogno di usare il termine “Iporealismo”. Nell’arte iporealista la realtà viene presentata con accuratezza, anche se non con la stessa meticolosità dell’Iperrealismo, insieme con uno o più elementi che ne alterano la percezione. Chi osserva deve avere la netta sensazione che il soggetto dell’opera, pur essendo vicino alla realtà, non è reale. Ciò si può ottenere con qualsiasi mezzo che raggiunga lo scopo, come, per esempio, l’uso del colore come elemento secondario in un’opera in bianco e nero o viceversa o con l’uso di oggetti o figure astratte o indefinite.

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