Radio Vaticana: in Francia attacco a chiesa, sgozzati prete e fedele. L’IS rivendica

| 26 Luglio 2016 | Comments (0)

 

Diffondiamo da radiovaticana. va del 26 luglio 2016 ore 20

La Francia sotto shock per l’assalto questa mattina a una chiesa a Saint Etienne du Rouvray, vicino Rouen. Due uomini hanno sgozzato il sacerdote e preso in ostaggio alcuni fedeli, prima di essere neutralizzati dalle teste di cuoio. Il presidente Francois Hollande ha chiamato Papa Francesco per esprimere “il cordoglio del popolo francese” dopo l’attentato. “Quando un prete è attaccato- ha detto Hollande- è attaccata tutta la Francia”, assicurando che sarà fatto di tutto per proteggere le chiese e i luoghi di culto. Intanto la procura ha fermato un minorenne. L’attacco è stato rivendicato dall’Is. La cronaca nel servizio di Elvira Ragosta:

I due assalitori sono entrati bruscamente, parlavano in arabo ed erano armati di coltello. A lanciare l’allarme, che ha permesso alle teste di cuoio di intervenire, è stata una delle suore riuscita a scappare dalla chiesa. La religiosa ha raccontato ai media francesi che padre Jaque Hamel, prima di essere sgozzato dai terroristi, che dicevano di agire in nome dell’Is, è stato costretto ad inginocchiarsi e ha tentato di reagire e che i due assalitori hanno fatto una sorta di sermone in arabo e hanno filmato l’attacco. Resta in gravissime condizioni un altro degli ostaggi colpiti. Intanto, sul fronte delle indagini, la Procura francese ha arrestato un minorenne e la polizia sta perquisendo la casa di uno dei due assalitori. Sulla identità dei due si conosce poco, si sa che sono nati a Rouen e che uno di loro aveva 19 anni ed era stato arrestato, dopo aver tentato per la seconda volta di andare in Siria a combattere con i jihadisti dell’Is. Rilasciato lo scorso 22 marzo, aveva ottenuto la libertà vigilata  con l’obbligo del braccialetto elettronico. Il sedicente Stato islamico ha rivendicato l’attentato tramite l’agenzia Amaq affermando che i due erano soldati dell’Is. Il presidente francese Holland ha detto: Siamo davanti a un’organizzazione terroristica  che ci ha dichiarato guerra. Dobbiamo condurre questa guerra- ha concluso Hollande con tutti i mezzi nel rispetto del diritto”. Dopo aver presieduto a Parigi un vertice con il premier Manuel Valls e i ministri dell’Interno e della Difesa, Bernard Cazeneuve e Jean-Jacques Urvoas, in seguito alla presa di ostaggi in una chiesa della Normandia il presidente Hollande ha convocato per domani una seduta straordinaria del Consiglio della Difesa e della Sicurezza Nazionali, alla quale parteciperanno anche altri membri del governo francese. Intanto, il settimanale cattolico “Famille Chre’tienne” pubblica un messaggio scritto dalla vittima, padre Jacques Hamel, all’inizio delle vacanze. Si tratta di un appello per rendere il mondo più umano e fraterno. Frasi che dopo la tragedia possono essere lette come un vero e proprio testamento spirituale: “Possiamo ascoltare in questo tempo l’invito di Dio a prendere cura di questo mondo, per renderlo, là dove viviamo, più caloroso, più umano, più fraterno” scriveva padre Jacques, che invitava  anche a pregare per la pace “attenti a ciò che accade nel nostro mondo in questi tempi”.

L’arcivescovo di Rouen, mons. Dominique Lebrun, ha ricevuto questa mattina la notizia a Cracovia, dove si trovava per la Gmg e ha diffuso una nota in cui parla delle vittime, padre Jacques Hamel di 84 anni e gli autori dell’assassinio. L’indicibile accade, ha aggiunto mons. Lebrun, che ha deciso di lasciare la Polonia per rientrare in Francia. A Cracovia si trova anche mons. Stanislas Lalanne, vescovo di Pontoise, nella regione dell’Île-de-France. Manuella Affejee lo ha raggiunto telefonicamente:

“Je suis a Cracovie avec tous les jeunes…
Io mi trovo a Cracovia con i giovani per la Gmg. Siamo arrivati ieri e non abbiamo ancora molte informazioni. Siamo completamente sconvolti. Insieme a tutti i giovani, con tutto il cuore, siamo in preghiera con la comunità parrocchiale, con tutta la diocesi di Rouen e con le famiglie di quanti sono stati coinvolti in questo dramma terribile. Una follia omicida! Non sappiamo ancora quali siano i motivi, ma per questo non c’è un motivo, non c’è una ragione: è inaccettabile! Faccio fatica a trovare le parole…”.

La testimonianza dell’abate Philippe Maheut è il vicario generale dell’arcidiocesi di Rouen, intervistato da Manuella Affejee:


R. – Le père Jacques Hamel, il était prêtre sur la paroisse depuis dix ans ; …
Il padre Jacques Hamel era nella parrocchia da dieci anni; aveva 84 anni ed era “prete ausiliare”. Abitava vicino alla chiesa nella quale è stato ucciso.

D. – Immagino quanto viva possano essere vivi il dolore e l’emozione in questo momento …

R. – On sent une très très forte émotion qui …
L’emozione è molto, molto forte e supera perfino il perimetro di sicurezza nel quale mi trovo ora, perché le operazioni di polizia non sono ancora del tutto concluse. Ci sono tanti appelli di preti che ovviamente vivono questo evento come una ferita nella loro carne, di parrocchiani, di comunità religiose … Il primo impulso è quello di pregare. Stiamo aspettando anche il ritorno del nostro vescovo che era andato alla Gmg e che tornerà con il primo aereo del pomeriggio per sostenere la comunità parrocchiana e diocesana. Però, rilanciamo il dialogo incessante che ci impegniamo a mantenere con tutte le comunità che vivono da noi e che diventa ora un’urgenza ancora maggiore …

Per un’analisi sulla tragedia accaduta a saint etienne du Rouvray, Elvira Ragosta ha intervistato Stefano Silvestri, consigliere scientifico dell’istituto Affari Internazionali disponibile nel sito di Radio Vaticana.

 

Category: Culture e Religioni, Osservatorio internazionale

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