Vittorio Capecchi, Sergio Caserta: La Fiom per i diritti di chi lavora e Banning the Poverty 2018

| 29 Gennaio 2013 | Comments (0)

 

 

 

Il 4 Dicembre 2012 , a Bologna nella Sala Di Vittorio della Camera del lavoro è stata dedicato all’incontro tra due iniziative politiche (a) quella internazionale e a medio lungo termine Dichiariamo Illegale la Povertà – Banning Poverty 2018 (promossa da Riccardo Petrella); (b) quella nazionale e a breve termine Referendum per l’abolizione dell’art 8 e ripristino art 18 promossa dalla Fiom. L’incontro è stato organizzato dal Gruppo promotore delI’iniziativa internazionale “Dichiariamo Illegale la Povertà – Banning Poverty 2018” unitamente a FIOM Emilia Romagna e Bologna, la rivista “Inchiesta” e “Il Manifesto” circolo di Bologna. Il resoconto di questo incontro è stato redatto per l’interesse politico che oggi può avere mettere insieme strategie politiche diverse nell’area della sinistra.


1. L’importanza di fare incontrare le due iniziative


L’iniziativa politica della Fiom è stata spiegata su “Inchiesta” (il testo è stato riportato anche su www.inchiestaonline.it) da Gianni Rinaldini che ha spiegato come “con il mese di Ottobre 2012, si apre la campagna di raccolta delle firme su due quesiti referendari: abrogazione dell’art. 8, approvato dal Governo Berlusconi nel 2011 e ripristino dell’art. 18 cancellato dal Governo Monti. Vogliamo in questo modo intervenire su due aspetti fondamentali che hanno segnato socialmente le scelte del Governo nella pervicace e sistematica distruzione dei diritti, delle tutele e della democrazia nel lavoro”.

Il referendum non si potrà svolgere perché, pur essendo state raccolte le firme necessarie, la caduta del governo Monti ha impedito i tempi tecnici perché potesse essere realizzato ma è del tutto evidente che i diritti di chi lavora non potranno che essere oggetto di attenzione di chi avrà responsabilità poltiche e sindacali dopo le elezioni.

Diversa ma complementare è l’iniziativa internazionale e a medio lungo termine “Dichiariamo illegale la povertà”. Questa iniziativa, come è stato documentato da “Inchiesta” e nel sito www.inchiestaonline.it , ha come obiettivo di ottenere entro il 2018 (70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni unite) una risoluzione dell’Assemblea Generale dell’Onu con la quale gli Stati dichiarino illegali le leggi, le istituzioni e le pratiche sociali e collettive che generano e alimentano i processi di impoverimento nei vari paesi e regioni del mondo (analogamente alla dichiarazione dell’ONU quando fu dichiarata illegale la schiavitù). Nessuno nasce povero né sceglie di essere o diventare povero e dichiarare illegale la povertà significa fare concrete proposte di cambiamento dei meccanismi legislativi e istituzionali e delle pratiche sociali collettive che oggi, al livello internazionale, producono e diffondono disuguaglianze e povertà. I punti principali di questa iniziativa sono stati scritti in un libro Liberare la società dall’impoverimento curato da Riccardo Petrella e Bruno Amoroso (il libro può essere chiesto alla Associazione Monastero del Bene Comune, Via Mezzomonte 20, 37142 Verona, tel. 045-4853060).

Al livello mondiale, come ricorda Vincenzo Comito intervenuto all’incontro, i poveri assoluti che vivono con meno di un dollaro al giorno sono 1,4 miliardi e se si passa a due dollari al giorno si arriva a tre miliardi. Quella della povertà è una mappa che dalle nazioni considerate tradizionalmente “povere” come molte delle nazioni africane arriva alle nazioni occidentali considerate tradizionalmente “ricche” come gli stati Uniti , la Francia o l’Italia dove, anche quando si esce dall’area della povertà assoluta, la caratteristica dominante del lavoro diventa la precarietà. Le campagne di azione saranno condotte tra il 2012 ed il 2018 in Italia, Belgio, Canada, Argentina, Malesia, Indonesia, Marocco per dimostrare che è possibile concretizzare la messa fuori legge delle cause dell’impoverimento. Per questo motivo il gruppo promotore ha scelto di aderire alla campagna italiana in difesa dell’articolo 18.

 

2. I due interventi principali

 

Riccardo Petrella

Ha illustrato i temi del convegno sottolineando l’importanza d’intrecciare campagna contro la povertà con quella per la difesa del lavoro, lo smantellamento del patto sociale e del welfare, in conseguenza di una globalizzazione che ha puntato solo alla produttività (del capitale), è necessario un nuovo patto sociale sulla vita, contro il trittico dominante: la mercificazione, la finanziarizzazione e la privatizzazione del potere politico sulla vita.

 

Il patto sociale era stata la vittoria dei lavoratori che avevano contrastato il capitale come proprietario anche del lavoro, oggi il capitale ha imposto attraverso la globalizzazione di ridurre il lavoro a una merce, il lavoro non ha più una soggettività sociale, come l’acqua e come la conoscenza, è una vittoria (effimera) del capitale ché s’è impossessato della terra, dell’aria e dell’acqua, il capitale è proprietario di beni immateriali tra i più elevati come la conoscenza, il capitale è come Dio, regola ogni cosa, impone la sua etica. La mercificazione della vita, porta al fatto che ogni cosa è risorsa, ciò comporta un prezzo, più le risorse sono scarse più hanno valore, più i lavoratori hanno conoscenza, sono forti meno hanno competenze sono più poveri. Ogni forma di vita è monetizzata perciò bisogna demonetizzare i beni comuni, come l’educazione, l’aria, l’ acqua, e la conoscenza, per sottrarli alla logica del capitale e del profitto privato. La governanza è la privatizzazione del potere politico, la mercificazione che significa logica d’impoverimento, crea le fabbriche dell’impoverimento, bisogna lottare contro l’idea che la povertà sia un fatto naturale, bisogna mettere all’indice il principio che la povertà sia un fatto di natura. Vi dicono che non si può far nulla, che si può fare carità, ma che non si può cambiare il patto sociale per eliminare la povertà. Non si nasce poveri ma si diventa poveri, non c’è povertà, c’è impoverimento, non si può fare lotta alla povertà senza combatterne le cause. Oggi abbiamo tre miliardi di persone che sono considerati poveri perché hanno meno di due dollari e cinquanta centesimi al giorno. Se investiamo 180 miliardi all’anno per dieci anni, daremo a tutti un’assistenza, la casa, l’acqua, negli ultimi quattro anni il sistema ha regalato quarantaquattro mila miliardi alle banche, su duecentocinquantamila miliardi prodotti in quattro anni.

Noi vogliamo mettere fuorilegge le fabbriche dell’impoverimento, che si trovano nelle strutture istituzionali, si trovano nei valori incarnati dagli stereotipi dei modelli di consumo, è possibile andare verso un patto sociale mondiale, la dichiarazione delle nazioni unite, mettendo fuorilegge tutte quelle istituzioni e pratiche che sono fattori di generazione della povertà, è la ricchezza ineguale messa in questione dalla nostra iniziativa, una ricchezza ingiusta è stata capace di dare a quattro miliardi di persone i telefonini, ma quattro miliardi non hanno avuto una toilette perché non è redditizio, fare produrre e distribuire toilette non è interessante!

A Doha si stanno dividendo per non prendere alcuna decisione sul clima, uno studio ha pubblicato che in questi ultimi anni, una massa di ghiaccio uguale alla superficie all’intera calotta polare dell’artico s’è sciolta, si prevede che nel 2020 si possa attraversare l’artico senza ghiacci tutto l’anno; ormai ci avviciniamo ad un aumento di circa quattro gradi entro il duemilacento e si continua a parlare di spread. Ecco che allora per un patto sociale mondiale per la vita partendo da una lotta contro le fabbriche dell’impoverimento, affinché scompaia il primato del capitale su tutto. Il capitalismo è in crisi, per una sola ragione perché ha mercificato la moneta che non è una funzione di riserva, ha distrutto il processo di accumulazione e noi continuiamo a difendere il capitale, attraverso la competitività delle economie italiana, francese, americana, un bagno di sangue che non serve a niente se non si progetta un nuovo sistema economico che non s’imperni sul profitto privato.

 

Maurizio Landini

Il capitalismo è in crisi, figuriamoci se fosse in forma! È una battuta ma non troppo. È importante tenere un’iniziativa comune, tra chi s’impegna contro la povertà e chi per difendere i diritti dei lavoratori, perché combattere, la povertà significa contrastare la svalorizzazione del lavoro, e occorre porsi anche la domanda di cosa voglia dire, costruire un modello sociale diverso, in una situazione di questa natura tentare di combattere le contraddizioni è essenziale, non c’è solo una crisi superata la quale, si torna a una situazione più agibile, c’è una trasformazione vera e propria, si sta determinando un cambiamento radicale dei rapporti sociali, il punto fondamentale è quella della democrazia sotto attacco come non mai, ci si dovrebbe domandare chi è oggi che decide sui nostri destini? siamo di fronte a una concentrazione del potere nelle mani di pochissimi che decidono in nome e al posto degli stati e dei governi, guardiamo in Italia allo stravolgimento in questi anni nei rapporti sociali ed economici, agli accordi separati, alle modifiche delle pensioni, che peggiorano sensibilmente le condizioni di vita e di lavoro, senza permettere alle persone interessate, cosi come per i rapporti di lavoro precari, di decidere sulle proprie condizioni di vita e di lavoro.

Aumenta considerevolmente il numero di persone che devono vivere per lavorare e lo stesso non riescono a uscire dalla povertà, siamo alla presenza del fatto che c’è una concorrenza tra lavoratori nello stesso paese e anche tra paesi diversi, si diceva “proletari di tutto il mondo unitevi”, come viene interpretato oggi, quando il lavoro è sotto la condizione di ricatto, subentra la paura di perdere il lavoro, se non ho più un lavoro non ho più dignità. Oggi la democrazia nei luoghi di lavoro è negata e non mette i lavoratori in condizione di poter intervenire sul processo produttivo. In Italia c’è stata una redistribuzione della ricchezza a danno delle persone che lavorano senza precedenti, mi è capitato anche di sentir dire che i lavoratori non ce la fanno più a pagarsi eventuali visite specialistiche rinunciano perché non è compatibile con i loro mezzi, ecco dove ci hanno portato, la rinuncia a curarsi è la più grave forma di povertà.

E’ indispensabile la costruzione di un diverso modello di produzione e di economia, al contrario di questo che determina solo l’aumento delle diseguaglianze e la redistribuzione della ricchezza, a vantaggio di chi ha già molto di più, in Italia, il numero dei poveri è aumentato e le retribuzioni sono le più basse in Europa e la ricchezza di pochi è maggiore, tutte le contraddizioni coesistono in un paese solo.

Siamo in presenza a una tendenza da parte delle imprese, di cancellare radicalmente ogni diritto di chi lavora. Si vuole cancellare la contrattazione collettiva, impedire qualsiasi mediazione sociale, il contratto collettivo nazionale o aziendale, pone dei vincoli sociali al mercato, oggi con la logica della globalizzazione l’idea stessa di porre dei vincoli al mercato è una limitazione alla concorrenza, cancellati i contratti, attacco alle libertà delle persone di organizzarsi per migliorare la propria condizione di lavoro, la stessa condizione di vita si sta modificando, dietro l’attacco all’articolo 18 e dietro l’attacco alla contrattazione, s’introduce il concetto che è possibile derogare alla legge con accordi privati, in una condizione di crisi come l’attuale, vuole dire di fatto che leggi non esistono più. Determina una regressione dei rapporti sociali e del valore stesso del lavoro. Quel che è prodotta è l’idea geniale di lotta tra poveri, si rischia di introdurre una condizione di comunità,una contro l’altra, fino a vedere che i tuoi concorrenti sono tutti anche i lavoratori dell’altra impresa.

Il modello Fiat di rottura del sistema delle relazioni industriali sta aumentando la solitudine delle persone nel luogo di lavoro e distrugge i legami tra gli uomini, è necessaria una battaglia che riaffermi l’idea del lavoro come fondamento di un nuovo modello sociale da ricostruire, allargando il concetto ai beni comuni, a cosa produci, al perché produci, siamo in questo passaggio, è decisivo contrastare il tentativo d’impedire definitivamente alle persone che lavorano di votare, negando la democrazia nei luoghi di lavoro, quando superi i cancelli non hai più libertà, la fabbrica è un luogo senza legge.

Assumere la nostra Costituzione come un punto di riferimento è un fatto rivoluzionario. La vicenda dell’Ilva sta mettendo in discussione i principi costituzionali, chi ha gestito quell’impresa ha un’idea della proprietà privata, che esclude ogni ragionamento sull’utilità sociale dell’impresa, c’è anche un grande vuoto della politica che ha semplicemente abdicato al suo ruolo, il tema della sostenibilità delle produzioni industriali, riguarda l’idea di futuro e del tipo di paese da costruire, il lavoro, l’obbiettivo di una piena occupazione è l’elemento di base per consentire alle persone di avere una vita degna e di sentirsi liberi, di non sentirsi un prodotto, tutto ciò riguarda i comportamenti individuali e collettivi, come liberare il lavoro dalla schiavitù, principi di un’azione politica disattesa.

Domani e dopodomani avremo manifestazioni in tutt’Italia lo sciopero generale della FIOM, nel silenzio generale dei media si sta firmando un ennesimo accordo separato, siamo alla messa in discussione del contratto nazionale di lavoro, si può derogare dai minimi, si aumenta l’orario di lavoro per chi già lavora, bloccando ogni crescita occupazionale, senza poterne discutere come atto unilaterale dell’azienda, si mette in discussione la tutela e il pagamento della malattia per i primi tre giorni.

Il contratto era una conquista e impediva alle imprese di farsi concorrenza a scapito dei diritti delle persone, si sta tornando all’800 con un aumento della disoccupazione fortissimo, quando vedete due ministri che devono partire in elicottero perchè non possono passare dove stanno i lavoratori, se nei paesi dove il compromesso tra capitale e lavoro vengono messi in discussione cosa accadrà dove non ci sono rapporti di forza sufficienti?- per questo mai come adesso un battaglia come questa è indispensabile unire la lotta di chi non ha più alcun diritto e ha fame con quella di chi sta difendendo strenuamente condizioni minime di dignità, esse non son sono in contraddizione, sono due facce della stessa realtà.

 

 

3. Le persone e le riviste che hanno aderito all’iniziativa

Nell’incontro del 4 Dicembre sono intervenuti Vincenzo Comito (Sbilanciamoci), Patriza Sentinelli (Altramente), Roberto Musacchio (eurodeputato di Sinistra e Libertà), Tiziano Rinaldini (CGIL Emilia Romagna e Inchiesta), Efrem Tresoldi (direttore Nigrizia)

 

I siti e riviste strettamente legati alla iniziativa politica della Fiom sono:

 

-Fiom nazionale (www.fiom.cgil.it)

-La CGIL che vogliamo (www.la cgilchevogliamo.it)

-iMec (www. Imec-fiom.it) Giornale metalmeccanico della Fiom (Gabriele Polo), Roma

-Notizie internazionali (www.notizieinternzionali.net), rivistaonline della Fiom-Cgil, (Alessandra Mecozzi), Roma

-Inchiesta (www.inchiestaonline.it) trimestrale e rivista on line, (Vittorio Capecchi), Bologna

 

I siti e riviste strettamente collegati con l’iniziativa Dichiariamo illegale la povertà sono:

 

-Associazione Monastero del bene comune, Verona (http://monasterodelbenecomune.blogspot.it)

-Comunità Stimmatini di Sezano ( http://stimmatinisezano.blogspot.it)

-Adista (www.adistaonline.it), fatti e notizie su mondo cattolico e reltà religiose

(Giovanni Avena), Roma

-Altreconomia (wwwaltreconomia.it), mensile( Pietro Raitano), Milano

-Combonifem (www.combonifem.it), mensile missionarie comboniane (Elisa

Kidané), Verona

-Inchiesta(www.inchiestaonlione.it) trimestrale (Vittorio Capecchi), Bologna

-In dialogo (www.indialogo.it) , mensile Azione cattolica diocesi di Milano (Maria

Teresa Assognazza), Milano

-L’Altrapagina (www.l’altrapagina.it), mensile di informazione, politica e cultura

(Achille Rossi), Città di Castello

-Mosaico di Pace (www.mosaicodipace.it), mensile della sezione italiana Pax

Christi (Alex Zanotelli), Bisceglie

-Missione Oggi (www.saveriani.com), mensile missionari saveriani (Mario Menin),

Brescia

-Narcomafie, (www.narcomafie.it), mensile Gruppo Abele (Luigi Ciotti), Torino

-Nigrizia, (www.nigrizia.it), mensile missionari comboniani dedicato all’Africa

(Efrem Tresoldi), Verona

-Valori (www.valori.it), mensile di economia sociale e finanza etica (Andrea di

Stefano), Milano

 

Sono stati presi contatti e collegamenti anche con le riviste :

 

-Altre notizie (www.altre notizie org) fatti e notizie senza dominio (Fabrizio Casari), Roma

-Bandiera gialla (www.bandieragialla.it), portale di informazione sociale a Bologna e provincia su i temi del terzo settore (Nicola Rabbi), Bologna

-Cambia il mondo (cambiailmondo.org), Rivista elettronica mensile, (Patrizia Sentinelli, Roberto Musacchio), Roma

Cercasi un fine (www.cercasiunfine.it), periodico della associazione Cercasi un fine che coordina una rete di scuole avendo come sede centrale Cassano delle Murge (Bari)

-Diario per la prevenzione (www.diario-prevenzione.it), informazioni sulla sicurezza e salute negli ambienti di vita e di lavoro, (Gino Rubini), Bologna

-Eco dalle città (www.ecodallecittà.it), notiziario sulle politiche e questioni ambientali delle città, (Paolo Hutter), Torino

-Criticamente (www.criticamente.it), informazione di critica sociale, testataon line (Claudio Raccagni), Padova

-Economia democratica (www.economiademocratica.it), guardare in modo diverso il rapporto tra l’uomo e il mondo (Raniero La Valle, Luigi Ferrajoli, Mario Dogliani), Roma

-Famiglia cristiana (www.famigliacristiana.it) settimanale (Antonio Sciortino), Roma

-Fuori Binario (www.fuoribinario.org), giornale di strada dei senza dimora di Firenze (Domenico Guarino), Firenze

-Global Project (www.globalproject.info) Notiziario informazioni su Italia ed estero (Cina) a cura di Tele Radio City, onlus di Padova

-Il Manifesto circolo di Bologna (www.ilmanifestobologna.it) notiziario bolognese con informazioni altri circoli taliani (Sergio Caserta), Bologna

-Informacarcere (www.informacarcere.it), la voce dei detenuti delle carceri toscane, Associazione liberarsi (Giuliano Capecchi), Firenze.

-Inviato Speciale (www.inviatospeciale.com), quotidiano on line fatto con i lettori edito dalla Associazione Yhe Global Village Voice, Bari

-Lo Straniero (www.lostraniero.net), mensile di arte, cultura,scienza e società (Goffredo Fofi), Roma

-Napoli Monitor (www.napolimonitor.it), mensile (Luca Rossomando), Napoli

-Piazza grande (www.piazzagrande.it) mensile dei senza fissa dimora di Bologna (Leonardo Tancredi), Bologna

-Redattore sociale (www.redattoresociale.it), agenzia giornalistica quotidiana dedicata al disagio e all’impegno sociale (Stefano Trasatti), Fermo (altra sede Roma)

-Ristretti (www.ristretti.it), rivista Casa di Reclusione di Padova e Istituto di Pena femminile della Giudecca (Ornella Favero), Padova

-Sbilaciamoci (www. Sbilanciamoci.org), l’economia come è e come può essere (Mario Pianta, Vincenzo Comito), Roma

-Slysajah (www.slaysajah.com) rivista e progetti tra Africa e Europa, (Jean Pierre Piessou), Verona

-Terre di mezzo (www.terre.it) Street Magazine (Elena Parasiliti), Milano

-Terre libere (www.terrelibere.org), rivista elettronica inchieste, servizi per l’editoria digitale, (Lucio Giovannone), Salerno

-Una città (www.unacittà.it), mensile di interviste e foto indipendente e autofinanziato (Gianni Saporetti), Forlì

-Unimondo (www.unimondo.org), portale della fondazione Fontana Onlus,(Piergiorgio Cattani), Trento

 

Sono stati presi contatti e collegamenti anche con le associazioni e siti:

 

-Altramente (altramente.org), Scuola di educazione civica e politica indipendente), (Patrizia Sentinelli), Roma

-A Sud (http//asud.net) Associazione che si occupa di cooperazione tra nord e sud, (Laura Greco), Roma

-Avviso pubblico (www.avvisopubblico.it), Associazione Enti locali e regioni contro le mafie, (Andrea Carpinoti), Firenze

-Blog di Alessio Ciacci sindaco di Capannori, Lucca , (www.ciaccimagazine.org), punto di riferimento per politiche ambientali in piccoli comuni.

-Blog di Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, ambientalista (http://domenicofiniguerra.it)

-Blog di Gabriele Del Grande che raccoglie storie sle terre intorno al Mediterraneo e cosa accade in questo mare (http://fortresseurope.blogspot.it)

-Carta Est Nord (www.estnord.it), contiene Lies , Laboratorio dell’inchiesta eonomica e sociale. (Gianni Belloni e Giulio Todescan). Il Sito non è più aggiornato dal 2011 ma resta come archivio in rete.

-Democrazia Km zero (www.democraziakmzero,org), sito per valorizzare esperienze al livello locale, Firenze

-Da Sud (www.dasud.it), associazione antimafie nata in Calabria con sede nazionale nel quartiere del Pigneto (Roma)

-Libertà e giustizia (www.libertaegiustizia.it) Assoicazione che promuove iniziative e scuole , presidente onorario Gustavo Zagrebelsky, Roma

-Liquida (www.liquida.it), portale di informazione 2.0 del gruppo Banzai media, Milano

-Nexus Emilia Romagna (www.nexusemiliaromagnaor.it) ong responsabile di progetti in America Latina ed Africa (Sandra pareschi, Sabina Breviglieri), Bologna

-MissiOnLine (www.missionline.org), sito del Pontificio Istituto Missioni Estere, Milano

-Migrare (www.migrare.eu), Osservatorio sull’immigrazione della Associazione migrare (Shukri Said), Roma

-Peace Link, telematica per la pace (www.peacelink.it) Associazione per campagne antimilitariste e per la pace che collega più strutture pacifiste, Taranto

-Solidarietà e cooperazione CIPSI, Coordinamento Iniziative Popolari di Solidarietà internazionale (http://cipsi.it), Roma

-Rete italiana per la giustizia ambientale e sociale (www.reteambientalesociale.org), rete che raccoglie 60 organizzazioni (Marica Di Pierri, ufficio stampa), Roma

-Rete Radiè Resch (www.reterr.it), Associazioe di solidarietà internazionale fondata dal giornalista Ettore Masina e dal prete operaio Paul Gauthier. Radié Resch è il nome di una bambina palestinese morta di pomonite in attesa di una vera casa, promotrice rete Lilliput.

-Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita (http://reteinterdiocesana.worldpress.com), ccordinamento area centro nord (Adriano Sella, Matteo Gandini, Elisabetta Angelucci), area adriatica (p. Natale Brescianini e Giulio Gervasi), area tirrenica (Antonio Memoli, Gesualdo Bevilacqua), area siciliana (Flavio falcone). Coordinamento nazionale p. Adriano Sella, Padova

-Unione degli studenti (www.unionedeglistudenti.net), sindacato studentesco, Roma

 

Nell’incontro del 4 dicembre sono stati presi accordi su come procedere per coinvolgere maggiormente riviste e associazioni nella direzione delle due iniziative politiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Dichiariamo illegale la povertà, Lavoro e Sindacato

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About Vittorio Capecchi: Vittorio Capecchi (1938) è professore emerito dell’Università di Bologna. Laureatosi in Economia nel 1961 all’Università Bocconi di Milano con una tesi sperimentale dedicata a “I processi stocastici markoviani per studiare la mobilità sociale”, fu segnalato e ammesso al seminario coordinato da Lazarsfeld (sociologo ebreo viennese, direttore del Bureau of Applied Social Research all'interno del Dipartimento di Sociologia della Columbia University di New York) tenuto a Gosing dal 3 al 27 luglio 1962. Nel 1975 è diventato professore ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Negli ultimi anni ha diretto il Master “Tecnologie per la qualità della vita” dell’Università di Bologna, facendo ricerche comparate in Cina e Vietnam. Gli anni '60 a New York hanno significato per Capecchi non solo i rapporti con Lazarsfeld e la sociologia matematica, ma anche i rapporti con la radical sociology e la Montly Review, che si concretizzarono, nel 1970, in una presa di posizione radicale sulla metodologia sociologica [si veda a questo proposito Il ruolo del sociologo (a cura di P. Rossi), Il Mulino, 1972], e con la decisione di diventare direttore responsabile dell'Ufficio studi della Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM), carica che manterrà fino allo scioglimento della FLM. La sua lunga e poliedrica storia intellettuale è comunque segnata da due costanti e fondamentali interessi, quello per le discipline economiche e sociali e quello per la matematica, passioni queste che si sono tradotte nella fondazione e direzione di due riviste tuttora attive: «Quality and Quantity» (rivista di modelli matematici fondata nel 1966) e «Inchiesta» (fondata nel 1971, alla quale si è aggiunta più di recente la sua versione online). Tra i suoi ultimi libri: La responsabilità sociale dell'impresa (Carocci, 2005), Valori e competizione (curato insieme a D. Bellotti, Il Mulino, 2007), Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts (con M. Buscema, P.Contucci, B. D'Amore, Springer, 2010).

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