Sapere, libertà, mondo. La strada di Pippo Morelli. Un ricordo di Roberto Alvisi

| 22 Novembre 2021 | Comments (0)

 

 

 

1. “Sapere libertà mondo: La strada di Pippo Morelli. a cura di Francesco Lauria

È uscito “Sapere Libertà Mondo: la strada di Pippo Morelli”, un libro che ricostruisce la storia del sindacato, e in particolare della Cisl, attraverso il racconto e il profilo dei suoi protagonisti. Francesco Lauria racconta “una storia importante ma troppo poco conosciuta, quella di Pippo Morelli (Reggio Emilia 1931-2013), grande sindacalista della Cisl e direttore del Centro Studi di Firenze dal 1985 al 1989.
Morelli è stato formatore ed esperto di contrattazione al Centro studi Cisl di Firenze negli anni Cinquanta; è stato protagonista, con Pierre Carniti, della «primavera sindacale» a Milano negli anni Sessanta ed è stato leader nazionale della Fim e della Flm unitaria negli anni Settanta, quelli dei metalmeccanici che «davano l’assalto al cielo».
Ma non solo. Con i contributi di Eleuterio Agostini, Loris Cavalletti, Gian Primo Cella, Paolo Feltrin, Ivo Lizzola, Bruno Manghi, Franco Marini, Giuseppe Stoppiglia, il libro racconta di quando, insieme a Bruno Trentin, Morelli fu ideatore e realizzatore della grande conquista contrattuale delle 150 ore per il diritto allo studio oltre che tessitore laico del dialogo tra mondo cattolico e sinistra italiana. Segretario della Cisl Emilia Romagna e direttore del Centro studi Cisl di Firenze nel decennio successivo, fu promotore dell’incontro con la Cut brasiliana, guidata da Luiz Inácio Lula, e del sostegno di massa da parte dei lavoratori italiani al paese latinoamericano nella difficile riconquista della democrazia.
Mentre rifletteva sulla necessaria «conversione ecologica» del sindacato, nel 1993 un ictus ne interruppe l’impegno pubblico e sociale, proprio al ritorno da un viaggio di cooperazione. Attraverso la vita esemplare di Morelli e grazie a molteplici documenti e testimonianze, Lauria ricostruisce attentamente almeno quattro decenni di avvenimenti sociali, sindacali e politici del nostro paese

2. Roberto Alvisi, un ricordo di Pippo Morelli

Sono passato l’altro ieri dalla FNPCisl ER a prendere una copia del libro “La strada di Pippo Morelli”, rimuovendo la mia pigrizia e l’accavallamento degli impegni che mi avevano finora frenato. Infatti non ero riuscito ad essere presente alla presentazione, me ne era molto dispiaciuto e mi ero ripromesso che… domani o dopodomani sarei passato dalla Cisl a prenderne copia.

Ho lavorato a lungo con Pippo Morelli, fianco a fianco, oltre quattro anni a Roma alla FLM e poi dopo che entrambi siamo rientrati a Bologna, altri tre anni al CRESS. Ero arrivato alla Fiom Nazionale nel 1970, chiamato per occuparmi di Formazione anche perché a Bologna avevo da qualche tempo cominciato ad occuparmi della formazione unitaria dei delegati metalmeccanici con alcune esperienze molto partecipate a Villa Pallavicini e corsi dedicati durante lunga vertenza della Ducati Elettrotecnica. A Roma conobbi meglio Pippo Morelli, che avevo intravisto in alcune nelle precedenti riunioni unitarie; infatti era stato incaricato dalle tre segreterie unitariamente di promuovere e dirigere il Progetto di Formazione dei delegati e dei quadri metalmeccanici. Girovagai fra vari uffici, prima a Via del Viminale, vecchia sede Fiom, poi a piazza Sallustio presso la segreteria di Benvenuto, poi a via Romagna, sede della Fim, vicino all’ufficio di Pippo Morelli. La squadra era formata da tre giovanotti di belle speranze, oltre a me Domenico Uliano di Torino (Fim) e Piero Bonifazi di Roma (Uilm) e cominciammo a girare per il
paese a promuovere, sollecitare, convincere nelle più diverse situazioni, frequentando soprattutto le logistiche precedentemente già impostate da Pippo Morelli per la FimCisl.

Conventi a Conegliano, Viterbo, La Spezia, ex Case della GIL ad Acerno di Battipaglia, alberghi montani in Val d’Aosta, Bolzano, Dolomiti, Cadore. E centinaia, centinaia di delegati mischiati fra di loro, nelle ampie diversità di provenienza, di esperienza e di organizzazione. Una attività tumultuosa durata un bel periodo e diretta con grande saggezza e capacità da Pippo Morelli che ci aveva contagiato della sua determinazione, con il suo garbo gentile, la sua concretezza e la sua capacità di ottenere da ogni collaboratore il massimo. Una esperienza esaltante. Abitavo allora tra Piazza Irnerio e Piazza Campo dei Fiori. Facevo il pendolare e rientrai a Bologna a fine 1974, Portandomi dietro ancora l’afflato unitario e la profonda convinzione della necessità della formazione come elemento decisivo della crescita di ognuno, indispensabile sia alle persone che alle organizzazioni.

L’Autore del libro non ha ritenuto di commentare questi aspetti operativi della quotidianità e dei collaboratori minori, certo più marginali ed abbastanza defilati, ma nelle pagine del libro ci si ritrova e si riscoprono momenti e situazione che seppure a sprazzi abbiamo vissuto in tutti questi anni passati assieme. Ho letto d’un fiato, e in particolare il capitolo 4 e il capitolo 8 e mi ci sono riconosciuto. Con esperienze che ci hanno accumunato e segnato profondamente, come la successiva avventura del CRESS, l’ufficio studi unitario diretto da Pippo e coordinato da me, che mantenemmo in vita oltre due anni dopo lo scioglimento della Federazione unitaria o il CRP il Centro Regionale della Prevenzione, realizzati dopo
il nostro rientro a Bologna.

Dopo la pensione ho trovato il modo di occuparmi della ricerca scientifica sulle malattie rare della Fondazione Telethon e continuo a farlo. Passai poi un paio di volte a cercarti in Cisl in occasione delle mie diverse visite a Enrico Bassani ma senza trovarti. Volevo ringraziarti di persona e ci tenevo. Ora avrò da farti un ringraziamento doppio per questo bel volume che mi ha consentito di ritrovare piacevoli ricordi seppure intristiti dagli ultimi anni di vita sofferta da Pippo Morelli di cui avevo qualche notizia dagli amici comuni.

Se avremo occasione di incontrarci in una delle tue venute a Bologna avrò piacere di intrattenerti su un progetto che sto perseguendo da tempo e cioè il rilancio della Formazione Unitaria dei Delegati metalmeccanici di Bologna ed ho buone speranze di riuscirci. Sicuramente anche Pippo ne sarebbe stato contento. Con cordialità, Roberto Alvisi

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About Roberto Alvisi: Riportiamo la Biografia di Roberto Alvisi (nato a Bologna nel 1938) per la lista "La rosa per Bologna". Per le elezioni 2016 Roberto Alvisi si è candidato sempre per "La rosa per Bologna" con la Lista Bologna viva. "Ho fatto il sindacalista per una vita. Dai picchetti davanti alla Sasib di Bologna, alla militanza nella Fiom-Cgil, poi l'esperienza unitaria con la Flm. Era il '68 quando ho compreso che la lotta o era dentro il sindacato, o non era per niente. Parole d'ordine come militanza, solidarietà, equità, eguaglianza, contrattazione divennero allora il mio pane quotidiano. Le stesse parole - poi - che vent'anni dopo ho messo in campo come presidente di una combattiva associazione, la Uildm di Bologna: la Unione per la lotta alla distrofia muscolare. Un altro “padrone” da combattere, una nuova problematica da affrontare, una dura esperienza nel settore socio-sanitario-assistenziale con uno strumento diverso : il volontariato. Per me la politica e l'impegno civile si mescolano sempre: una parola, una sola: solidarietà. Se dovessi riassumere i miei ultimi vent'anni da presidente della Uildm, non trovo altri termini. Solidarietà era la stessa parola che usavo spesso quando facevo il sindacalista, e che non ho smesso di usarla anche in una piccola ma ascoltata associazione che si occupa di disabilità”. Mio figlio Bruno ha di recente concluso la sua esperienza di vita di persona distrofica; anche nel suo ricordo continuerò ad operare nel volontariato, nel privato sociale e nella ampia rete delle strutture istituzionali che la città possiede per migliorare la qualità della vita delle persone".

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