Franco Massimo Spiezia: “La bellezza della matematica” con Vittorio Capecchi

*
Oggi 28 Novembre festeggiamo il compleanno del prof. Vittorio Capecchi, nato nel 1938 e scomparso ormai due anni fa.
Io lo ricorderò così, rileggendo ancora una volta i suoi appunti che mi condivise per ulteriori sviluppi sulla “Bellezza della Matematica” .
Fu per i suoi racconti e per le sue idee, che mi condivideva per un puro e fiducioso appassionato confronto nel suo studio in Piazza Santo Stefano o mentre ci recavamo alla Associazione di cui facevamo entrambi parte del comitato tecnico-scientifico, che decidemmo di sperimentare la creazione di percorsi alternativi che potessero veicolare anche buone prassi e l’ idea di divulgazione culturale-scientifica alternativa e diretta managri utilizzando nuove tecnologie, oltre a una formazione frontale formale ed accademica da sviluppare contemporaneamente per prevedere dei corsi e dei seminari da effettuare dappertutto.
Allora eravamo in pochissimi a pensare che i social, come facebook, twitter, instagram etc, potessero veicolare anche buone prassi e cultura tecnico-scientifica e avevamo iniziato a cercare il modo di evitare di fare scivolare questi strumenti comunicativi verso un appiattimento omologato e sterile in cui sembrava fossero destinati a finire, cercado pionieristicamente a come farli confluire in questa direzione – era il periodo tra il 2012-14)
Nacque così l’idea di una pagina FB e di questo gruppo “Matematica in piazza” che sarebbe diventato anche un sito web (www.matematicainpiazza.it ) che avrebbe dovuto portare la matematica, le sue contaminazioni e la sua bellezza sulla strada e nelle piazze o, se necessario, (si diceva) anche sotto i ponti, in modo da far conoscere a tutti quelli che lo avessero voluto la bellezza della logica contaminata con le scienze umane e che questa non fosse solo la freddezza dei numeri come spesso veniva rappresentato.
Mi condivise i suoi appunti, mentre altri cercai di prenderne io mentre lo ascoltavo incantato. Tuttavia la sua conoscenza era troppo vasta per poterla raccogliere in un taccuino e restavo spesso indietro a collezionare riferimenti e link da leggere e studiare in seguito per approfondire quello che raccontava , come uno studente appassionato collezionavo appunti in aggiunta a quelli che mi passava lui su slide di powerpoint che conservo ancora oggi gelosamente, dopo averle ritrovate in un backup che credevo fosse andato distrutto dopo un crash di un vecchio computer da poco ripristinato.
Vorrei usarle per dar seguito alle nostre appassionate discussioni in cui lui mi raccontava della sua carriera universitaria fatta di “matematica e sociologia” di “qualità e quantità” di estero e di America , ma anche di tantissime altre cose …. di cui sapeva tutto, tanto… ed io restavo a seguirlo incantato.
Continuavo a pensare a come potessi fare per raccogliere tutto per dar seguito a questo nostro bellissimo progetto di democratizzazione della matematica e delle sue contaminazioni.
Finalmente condividevo allora con lui la convinzione, che avevo da sempre, che chiunque trovasse la logica matematica appassionante fosse capace di guarire da ogni malessere, da ogni depressione, da ogni devianza e riscattarsi in ogni situazione negativa, riprendendo autostima e forza di vivere … e questo era bellissimo!!
Il progetto non ha mai decollato del tutto, rimasto in forma di bozza è stato da me mantenuto sempre in uno stato embrionale mai abbandonato del tutto ma mai sviluppato totalmente poiché io avevo altre incombenze lavorative e lui tanti altri appassionati progetti da portare a termine, anche con la sua adorata Amina, mi diceva.
Mi sono sempre ripromesso di contattarlo un giorno per continuare il lavoro, nutrendo questa speranza fino a quando non ho saputo della sua scomparsa e che forse era diventato troppo tardi per tutto.
Conservo quindi sempre la speranza convinto che ci sarà sempre la sua presenza , la sua genuina gentilezza da gigante buono e la sua laica spiritualità.
Buon Compleanno professor Vittorio Capecchi
continua ad illuminarci ti prego.
Category: Guardare indietro per guardare avanti

