Paola Maria Selleri: Ricordo di Vittorio Baravelli

| 28 Febbraio 2021 | Comments (0)

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Ricordiamo Vittorio Baravelli, scomparso il 9 febbraio, amico generoso e ospitale con cui abbiamo condiviso tante belle serate, con le parole di Paola Maria, sua moglie, e ci uniamo al cordoglio della famiglia e degli amici (Amina e Vittorio)

Vittorio Baravelli era nato nel 1942, e si era laureato in giurisprudenza nel 1964. Ha svolto la professione di avvocato civilista e contemporaneamente l’incarico di giudice onorario –attività che ben si adattava al suo carattere e che svolgeva con molta passione. Amava sentirsi super partes piuttosto che scontrarsi con degli avversari. Il suo vero lavoro fu però fare l’avvocato, ne aveva la dote e la capacità, dimostrate in molte occasioni. Lo studio della legge era un po’ la cifra famigliare (padre notaio, fratelli e sorelle laureati in legge); il primo dei fratelli aveva però preferito fare il medico. Come tutta la famiglia anche Vittorio faceva parte della “compagnia dei lombardi”, antica associazione di famiglie che risaliva al 1170 (ora tutte le famiglie sono bolognesi ma un tempo venivano dalla Lombardia) e che ha sede presso la chiesa di Santo Stefanoa Bologna.

Quali erano le caratteristiche di Vittorio? Onesto, generoso, altruista, come la famiglia lo aveva educato. Mi piace ricordare la sua generosità anche nella professione. Era contento, infatti, se poteva aiutare quel cliente che non avendone le possibilità non avrebbe potuto essere assistito senza la sua generosità e pazienza. Così una stretta di mano, un grazie erano per Vittorio la vera ricompensa.

Voglio però (e preferisco) ricordare Vittorio come marito, padre e nonno – buono, affettuoso, generoso, altruista, ma anche riservato, schivo e a volte un po’ burbero e un po’ brontolone. Ma il suo brontolare era in fondo un bonario autoritarismo d’antan per farci capire che voleva dire lui l’ultima parola: sugli orari per esempio (non amava mai fare tardi la sera dopo cena) o sulle scelte in genere, anche se poi alla fine eravamo sempre tutti d’accordo.

Anche gli amici lo ricordano con affetto e simpatia. A loro amava raccontare storie legate alla sua giovinezza o episodi del suo lavoro. Molto spesso i racconti si ripetevano. Noi facevamo finta di non conoscere le storie che raccontava, sapevamo invece come andavano a finire. Ma non ci si annoiava mai perché c’era sempre un particolare nuovo, o ritornato alla memoria o frutto della sua fantasia, chissà…?

Sì Vittorio, la tua vita è stata una vita d’amore per tutti noi: moglie, figli, nipoti, amici, 54 anni vissuti insieme che non potremo scordare mai.

Category: Editoriali, Epidemia coronavirus

About Amina Crisma: Amina Crisma ha studiato all’Università di Venezia conseguendovi le lauree in Filosofia, in Lingua e Letteratura Cinese e il PhD in Studi sull’Asia orientale. Ha ottenuto l’abilitazione scientifica nazionale a professore di seconda fascia. Dal 2007/8 insegna Filosofie dell’Asia Orientale all’Università di Bologna, dopo aver insegnato Sinologia e Storia delle religioni della Cina alle Università di Padova (2001/2010) e di Urbino (2007). Le sue ricerche sulle fonti cinesi antiche saldano l’esercizio filologico a una riflessione interculturale svolta in collaborazione con varie istituzioni. Ha pubblicato i volumi Il Cielo, gli uomini (2000), Conflitto e armonia (2004), Neiye (2015), Confucianesimo e taoismo (2016), Vie della meditazione taoista (2025). Tra le numerose opere collettanee a cui ha contribuito: Per una filosofia interculturale (2008), Religions et réformes (2007), In the Image of God (2010), Genere e religioni (2014), La filosofia e l'altrove(2016).Fra le sue curatele: Storia del pensiero cinese di Anne Cheng (2000). Coordina l'Osservatorio Cina di Inchiesta. Cv dettagliato con elenco delle pubblicazioni: al sito web docente www.unibo.it e www.aminacrisma.it

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