E’ morto Bernd Beck, un ricercatore di innovazioni tecnologiche sul crinale di due nazioni

| 27 Ottobre 2014 | Comments (3)

 

 

E’ morto nella notte tra 23 e il 24 ottobre a Ravenna nella sua abitazione a 56 anni per un improvviso arresto cardiaco Bernd Beck, un ricercatore amico da molto tempo che ha dedicato la maggior parte dei suoi studi e progetti a creare collegamenti tra la sua regione di partenza il Baden-Württemberg e quella di residenza, l’Emilia Romagna.

Bernd era nato a Stoccarda nel 1958 e a Stoccarda si era laureato alla Berufspädagogik diventando poi ricercatore presso il Fraunhofer Institute für Arbeitswirtschaft und Organisation nel gruppo di ricerca sulla “qualificazione per nuove tecnologie produttive” competenze da “tecnico” che hanno caratterizzato tutti i suoi successivi studi e progetti.

Ho conosciuto Bernd quando coordinavo il Rapporto su scuola, formazione professionale e mercato del lavoro per l’Osservatorio del mercato del lavoro della Regione Emilia Romagna (Bersani era allora Assessore alle attività produttive). Avvertivamo l’importanza di un collegamento più stretto con quanto accadeva nel Baden-Württemberg e Bernd si mostrò la persona capace di agevolare quei collegamenti. Da allora siamo rimasti sempre in contatto e Bernd ha portato avanti moltissimi studi e progetti effettuando ricerche e corsi di formazione non solo a Bologna (dove ha lavorato per molte imprese e la Regione) ma anche a Bolzano e Ravenna dove ha stabilito la sua residenza.

A Ravenna Bernd ha svolto anche molte attività volontarie diventando vicepresidente della rivista “Verde Salute”, collaborando al Comitato Chico Mendes Ravenna e alla Associazione “Naviga in Darsena”.

Il più recente articolo che abbiamo scritto insieme ha come titolo “Le politiche dello sviluppo regionale in Europa” (Alternative per il socialismo, n.28, ottobre-novembre 2013) e per il prossimo numero di “Inchiesta” si era impegnato a scrivere un articolo sulla mobilità sostenibile. C’eravamo sentiti due giorni fa e poi questa morte in pochi minuti senza alcun segnale premonitore.

Mentre scrivo queste righe per ricordarlo  mi sembra che stia per entrare ancora una volta nel mio studio. Bernd è stato un amico vero, una persona gentile, allegra, con grandi competenze e un’anima “verde” perfettamente in linea con questa rivista.

 

 

 

 

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Category: Editoriali

About Vittorio Capecchi: Vittorio Capecchi (1938) è professore emerito dell’Università di Bologna. Laureatosi in Economia nel 1961 all’Università Bocconi di Milano con una tesi sperimentale dedicata a “I processi stocastici markoviani per studiare la mobilità sociale”, fu segnalato e ammesso al seminario coordinato da Lazarsfeld (sociologo ebreo viennese, direttore del Bureau of Applied Social Research all'interno del Dipartimento di Sociologia della Columbia University di New York) tenuto a Gosing dal 3 al 27 luglio 1962. Nel 1975 è diventato professore ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Negli ultimi anni ha diretto il Master “Tecnologie per la qualità della vita” dell’Università di Bologna, facendo ricerche comparate in Cina e Vietnam. Gli anni '60 a New York hanno significato per Capecchi non solo i rapporti con Lazarsfeld e la sociologia matematica, ma anche i rapporti con la radical sociology e la Montly Review, che si concretizzarono, nel 1970, in una presa di posizione radicale sulla metodologia sociologica [si veda a questo proposito Il ruolo del sociologo (a cura di P. Rossi), Il Mulino, 1972], e con la decisione di diventare direttore responsabile dell'Ufficio studi della Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM), carica che manterrà fino allo scioglimento della FLM. La sua lunga e poliedrica storia intellettuale è comunque segnata da due costanti e fondamentali interessi, quello per le discipline economiche e sociali e quello per la matematica, passioni queste che si sono tradotte nella fondazione e direzione di due riviste tuttora attive: «Quality and Quantity» (rivista di modelli matematici fondata nel 1966) e «Inchiesta» (fondata nel 1971, alla quale si è aggiunta più di recente la sua versione online). Tra i suoi ultimi libri: La responsabilità sociale dell'impresa (Carocci, 2005), Valori e competizione (curato insieme a D. Bellotti, Il Mulino, 2007), Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts (con M. Buscema, P.Contucci, B. D'Amore, Springer, 2010).

Comments (3)

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  1. Giovanni Frison ha detto:

    Sono molto contento che Lei abbia avuto la sensibilità di ricordare Bernd .
    Bernd è stato un grande amico.
    Frequentava la nostra famiglia da oltre 30 anni e tutti noi che abbiamo avuto modo di apprezzarne le doti siamo ancora increduli.
    Festoso, sensibile e attento; ogni volta portava un piacevole scompiglio nella nostra quotidianità.
    Ci vedevamo di tanto in tanto, nei modi e nei luoghi che le occasioni ci offrivano ; lui sempre in giro per il mondo trovava il modo di creare le possibilità di incontro che si fosse in giro per lavoro o in vacanza.
    Piangiamo un amico. Un amico caro.

    Giovanni Frison

  2. Paolo Monduzzi ha detto:

    Grazie per il ricordo di un caro Amico; eravamo due entusiasti vicendevolmente molto contagiosi, mi mancherà. Ricordava spesso, con orgoglio e soddisfazione, la vostra collaborazione.

    Paolo Monduzzi
    “Naviga in Darsena” – Ravenna

  3. Massimo Guernaccini ha detto:

    Mi unisco al dolore e al ricordo di un amico.
    Massimo Guernaccini

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