Amina Crisma: Ricordo di Marina Montella a tre anni dalla morte

| 12 Agosto 2020 | Comments (0)

 

 

A tre anni dalla morte di Marina ripubblichiamo un suo ricordo scritto da Amina Crisma nel 2017 con in più un episodio di sincronicità che è avvenuto in questi giorni. Nella nostra casa a Bologna abbiamo ricordato, Vittorio ed io, la figura intensa di Marina legata alla casa di Stromboli che, nella pubblicità, è “Stromboli, l’amore è Geco”. L’episodio di sincronicità è  legato al fatto che questa notte Vittorio andando nel bagno ha visto su di una piastella bianca proprio un piccolo Geco. Un geco non si era mai visto in questa casa e la sua presenza è un classico esempio junghiano di “sincronicità”: pensi intensamente a una persona o a una situazione e può materializzarsi un essere vivente (in questo caso un geco) che la ricorda.

 

Marina Montella, amica e collaboratrice di Inchiesta, palermitana di nascita – che alla sua Palermo era rimasta profondamente legata anche quando era vissuta in altri luoghi, da Venezia all’Asmara, da Bogotà a Madrid – è morta ieri , 11 agosto, nella sua casa di Zelarino (Venezia), dopo una lunga e tremenda malattia da lei affrontata con indicibile coraggio, continuando a irradiare fino alla fine – fino a quando le è rimasto un briciolo di forza – su quanti hanno avuto il privilegio di conoscerla il suo tenace amore per la vita, la sua profonda e inesausta passione intellettuale, la vastità delle sue letture, l’acutezza della sua riflessione, la sua laica e intensa spiritualità, la sua straordinaria generosità.

Oggi, 12 agosto, avrebbe compiuto sessantaquattro anni. Per tutta la sua esistenza, è stata sempre una presenza luminosa  per tutti quelli che l’hanno incontrata: per gli amici più recenti e per quelli di una vita intera, conosciuti negli anni del liceo e dell’università, per gli studenti a cui si è dedicata come insegnante in Italia, in Colombia ,in Spagna, per gli orfani e i bambini di strada che ha curato in Eritrea. Lo è stata anche nei giorni estremi, in cui avvertiva con lucida consapevolezza – e con stupefacente, eroica serenità – l’avvicinarsi della fine.

Il funerale di Marina avrà luogo lunedì 14 agosto alle 15 nella chiesa di  S.Lucia Tarù, in Via Gatta, a Zelarino (Venezia).

Vittorio, Amina e tutta la redazione di Inchiesta  mandano un abbraccio affettuoso a suo figlio Marcello, a sua sorella Teresa, a sua nipote Margherita, agli amici Wilma e Bruno, e si uniscono a tutti coloro che vogliono custodirne la memoria. La nostra rivista le dedicherà una rubrica in cui saranno raccolti i suoi contributi.

Ci piace ricordarla con due foto che la ritraggono a Stromboli, uno dei luoghi a lei più cari che amava condividere con gli amici, e dove ha trascorso giorni felici

Ma ora non ci vengono parole adatte per salutarla. E così per farlo ricorriamo ad alcune di un epitaffio che aveva scritto per sé Marina Cvetaeva. Forse non le dispiacerebbero, perché la leggerezza era davvero, fra le tante qualità che caratterizzavano questa donna così intensa, così difficile da descrivere o da raccontare, una sua speciale, impareggiabile virtù.

“Leggi

– di ranuncoli e papaveri colto un mazzetto –

che io mi chiamavo Marina

e quanti anni avevo.

Solo, non stare così tetro,

la testa china sul petto.

Pensami con leggerezza.”

Rimpiangeremo per sempre l’assenza della sua voce, il suo venir meno all’usata, amante compagnia; ma quella sua leggerezza, vorremmo esser capaci di trattenerla con noi per sempre.

 

Category: Editoriali, Guardare indietro per guardare avanti

About Amina Crisma: Amina Crisma ha studiato all’Università di Venezia conseguendovi le lauree in Filosofia, in Lingua e Letteratura Cinese e il PhD in Studi sull’Asia orientale. Ha ottenuto l’abilitazione scientifica nazionale a professore di seconda fascia. Dal 2007/8 insegna Filosofie dell’Asia Orientale all’Università di Bologna, dopo aver insegnato Sinologia e Storia delle religioni della Cina alle Università di Padova (2001/2010) e di Urbino (2007). Le sue ricerche sulle fonti cinesi antiche saldano l’esercizio filologico a una riflessione interculturale svolta in collaborazione con varie istituzioni. Ha pubblicato i volumi Il Cielo, gli uomini (2000), Conflitto e armonia (2004), Neiye (2015), Confucianesimo e taoismo (2016), Vie della meditazione taoista (2025). Tra le numerose opere collettanee a cui ha contribuito: Per una filosofia interculturale (2008), Religions et réformes (2007), In the Image of God (2010), Genere e religioni (2014), La filosofia e l'altrove(2016).Fra le sue curatele: Storia del pensiero cinese di Anne Cheng (2000). Coordina l'Osservatorio Cina di Inchiesta. Cv dettagliato con elenco delle pubblicazioni: al sito web docente www.unibo.it e www.aminacrisma.it

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