Referendum Costituzionale sulla Giustizia: appello al voto, invito al NO

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Referendum Costituzionale in materia di Giustizia
Appello alla partecipazione al voto. Invito ad esprimere voto contrario.
Il 6/2/26 la Corte Suprema di Cassazione ha accolto il nuovo quesito referendario nella versione formulata dai 15 giuristi promotori dell’iniziativa per il NO, iniziativa firmata da 546.343 elettori.
Il testo del quesito sottoposto al giudizio degli elettori dovrà quindi essere cambiato ed integrato con l’ indicazione dei 7 articoli della Costituzione che la legge di revisione approvata dalla maggioranza vorrebbe modificare. Sono gli articoli: 87;102;104;105;106;107;110.
Cambia il quesito referendario. Nel momento in cui scriviamo e alla luce di quanto sopra, il quesito referendario che elettrici ed elettori leggeranno sulla scheda avrebbe questa nuova formulazione: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?'”.
22 e 23 marzo 2026: confermate le date per lo svolgimento del referendum costituzionale. Per il Consiglio dei Ministri riunitosi il 7/2/26 le date restano domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. Era già evidente, e lo è ancor di più oggi, che i proponenti la revisione costituzionale – il Governo e la sua maggioranza – non intendono permettere che si sviluppi un diffuso e approfondito dibattito nel Paese su questa proposta di revisione del sistema Giustizia.
Appello a recarsi alle urne. Ogni voto conta! Come sempre, invitiamo ad andare a votare, ad esercitare il nostro diritto – dovere di voto. A maggior ragione quando siamo chiamati ad approvare o a respingere una legge di revisione costituzionale. In questa consultazione non è previsto alcun quorum di partecipazione; l’esito sarà valido in base alla maggioranza dei voti espressi, a prescindere dalla affluenza alle urne.
Scelgo “NO”. Invito a respingere questa proposta di revisione costituzionale.
Pensiamo che sulle riforme costituzionali ogni cittadino sia libero di esprimersi al di là di ogni appartenenza: la Costituzione, base comune della nostra convivenza civile e politica, non è legge ordinaria che persegue obiettivi contingenti, legittimamente voluti da una maggioranza pro tempore. Questa proposta di revisione costituzionale è voluta dal Governo, dal Ministro della Giustizia ed approvata nel solo perimetro della attuale maggioranza. Quali gli obiettivi di modifica di 7 articoli della Costituzione? Quale miglioramento nel funzionamento della Giustizia nel nostro Paese? Nel 2022 furono approvati – con consenso più ampio e senza ricorso a modifiche di rango costituzionale – provvedimenti riguardanti la giustizia civile e penale dei quali, vista la recente introduzione e anche alla luce del PNRR, dobbiamo ancora comprendere l’impatto.
Oggi ci appare quindi necessario prestare molta attenzione: la Carta Costituzionale sancisce l’equilibrio tra i poteri legislativo ed esecutivo e l’ordine giudiziario. Equilibrio Autonomia Indipendenza sono imprescindibili in ogni progetto di modifica. Ma questa proposta di revisione costituzionale si focalizza – nel concreto – su aspetti particolari: separare carriere – inquirenti e giudicanti – già separate nella concretezza dei fatti (dal 2022 passare da una funzione all’altra è possibile una volta soltanto nell’intera vita professionale ed entro i primi 10 anni); sdoppiare organismi già esistenti (da un CSM – Consiglio Superiore della Magistratura – a due CSM); introdurre particolari sistemi di sorteggio per comporre i CSM; creare un nuovo organo: l’Alta Corte Disciplinare per svolgere funzioni disciplinari già esercitate da decenni: negli ultimi 3 anni – ad esempio – sono state emesse oltre 80 sentenze disciplinari (di cui 8 le rimozioni, cioè licenziamenti).
Questa proposta non ha per obiettivo il miglioramento complessivo del sistema giustizia quale bene di interesse generale, comune, né contribuire ad innalzare la qualità dei servizi per cittadini, imprese, istituzioni (obiettivi, questi sì!, prioritari per il nostro Paese).
Per queste ragioni, Valore Lavoro e Inchiesta aderiscono al “Comitato Società civile per il NO nel referendum costituzionale” di Bologna. Info: www.referendumgiustizia2026.it
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