Francesca Brandes: [R]esistere a Venezia

| 10 Giugno 2021 | Comments (0)

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Venezia, ultimo atto? L’ipotesi potrebbe sembrare apocalittica, eppure ci sono indizi inequivocabili della deriva. Già nell’ottobre 2019, la prestigiosa rivista “Nature” la dava per sommersa nel 2050. Prima della devastante acqua granda del novembre dello stesso anno, quasi una malefica profezia. Poi la follia del Covid, la zona rossa, l’esile speranza che si potesse ripensare la città – una volta usciti dall’emergenza pandemica – secondo criteri più sostenibili, che non prevedessero solo il ripristino della monocultura turistica.

Il 3 ottobre 2020, dopo un’estate di riaperture compulsive ed azzardate, si attua l’esperimento delle paratie del MOSE, con la marea tenuta finalmente lontana dal Centro Storico. Si grida al miracolo, per scoprire – dopo qualche mese – che il mastodontico sistema progettato per salvare Venezia dall’acqua alta costa troppo alle casse del Comune, necessita di manutenzione urgente e si sta deteriorando. Punto e a capo: in laguna, a tutt’oggi (giugno 2021), sono tornate le carovane turistiche, più volgari e assembrate che mai; i campi, devastati dai plateatici; le botteghe di vicinato fallite, i bar che avanzano senza alcun rispetto per la tradizione degli antichi bacari. Mezzi pubblici diradati (una vera e propria contraddizione in termini) e viaggiatori inferociti, accaldati, ammassati in pochi metri. L’acqua alta? Problema gigante, ma rimandato al prossimo autunno, quando un’onda più alta ci sommergerà tutti. Nella seduta di ieri, 9 giugno c.m., il CIPESS ha autorizzato l’utilizzo delle risorse (per fortuna già disponibili), circa 538, 42 milioni di euro, per interventi di completamento del sistema MOSE. Una splendida notizia, se non fosse che i debiti accumulati con le aziende impegnate da anni nel progetto sono talmente cospicui da impedire (o rallentare di molto) l’utilizzo di questi fondi.

Uno scenario desolante, che il fotografo Paolo della Corte – da anni impegnato a testimoniare la resilienza disperata dei Venetians – propone in questi giorni presso le Corti dell’Hotel Aquarius, in campo San Giacomo dell’Orio, con la sua mostra Venezia 2050 d.C. … e venne l’acqua grandissima, inaugurata il 4 giugno con la presentazione di Carlo Montanaro. Gli scatto sono ventidue, allucinati e burleschi, con sfumature da circo felliniano: ritratti di veneziani doc, il gondoliere anziano, qualche commerciante al dettaglio, l’oste dal gilet variopinto, la gelataia. Poi architetti, un insegnante di karate, artisti ed artigiani, tutti ripresi sott’acqua. Infine, eccoli sott’acqua, mentre si abbracciano, danzano, si tappano il naso o gonfiano le gote, immersi nelle grandi vasche dell’Hotel Aquarius.

L’effetto è straniante e formidabile; una sorta di carnevale acquatico che appare persino più plausibile delle calli affollate, dei campielli invasi dai rifiuti. Se non fosse tragico, sembrerebbe una soluzione.

Il racconto che della Corte propone, con abilità tecnica indiscussa e contenuti altrettanto importanti ed attuali, ha avuto una gestazione e, soprattutto, una realizzazione complicate: «Ottenere gli scatti che compongono questa mostra – commenta infatti l’autore – è stato tutt’altro che facile, tra allestimento, luci e bassa temperatura dell’acqua». Se si pensa che il set si è svolto prima dell’acqua granda del novembre 2019, si può comprendere il disagio. «Per prima cosa, l’acquario era molto alto da terra, – racconta della Corte – circa tre metri.

Bisognava arrampicarsi su una scala, per poi tuffarsi in questa vasca larga un metro e profonda circa un metro e mezzo. Acqua fredda, ogni giorno sempre più fredda … e io terrorizzato che potesse succedere qualcosa, che qualcuno si sentisse male o si rompesse un cristallo». Finché si è potuto, gelo permettendo, le sedute sono proseguite, con risultati allo stesso tempo realistici (non c’è trucco, i veneziani sono davvero anfibi) e suggestivi. Paolo della Corte, del resto, è un ritrattista di genio, che collabora con diverse testate nazionali ed estere. Le sue immagini sono state pubblicate da Il Venerdì, L’Espresso, Sette, Specchio, Gente Viaggi. Docente di fotografia digitale all’Accademia di Belle Arti di Venezia, è autore di foto memorabili ad artisti e scrittori: da Louise Bourgeois a Jim Dine, da Roy Lichtestein a Jannis Kounellis, Emilio Vedova e Fabrizio Plessi; Günther Grass, Doris Lessing, Claudio Magris, Andrea Zanzotto, Luis Sepulveda. Nel suo operare, aleggia uno spirito di realtà che coglie l’anima di luoghi e persone, quasi ad evocarne il profumo, l’aura. Con Venezia – dove Paolo continua a vivere, nonostante sia spesso in viaggio – è stato lo stesso: mettere in luce la forza di chi resiste, il focus dei tempi, le radici fisiche ed ideali. Se l’annaspare giocoso dei suoi personaggi in vasca sia denuncia o accettazione, solo gli eventi potranno chiarire. Questa mostra, assolutamente da vedere (fino al 18 giugno, ma speriamo anche oltre), resta comunque un segno potente, poetico, estremo.

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Category: Ambiente, Arte e Poesia, Osservatorio sulle città

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About Francesca Brandes: Francesca Ruth Brandes vive ed opera a Venezia. Giornalista, saggista e curatrice d’arte, ha scritto e condotto per RadioRai programmi di attualità culturale. Si è spesso occupata di tematiche ebraiche. Ha pubblicato, fra gli altri, per i tipi di Marsilio Itinerari ebraici del Veneto, oltre a testi per il teatro e cataloghi monografici. È collaboratrice del Centro Internazionale della Grafica di Venezia e redattrice della rivista TESSERE.org. Tra le pubblicazioni si possono ricordare: L’altra storia, Eidos, 1995; La casa dei viventi. L’antico Beth Chaim di San Nicolò del Lido, Venezia, Atiesse, 1997; L’ultima farfalla a Terezin, testo teatrale, 1998; Canto a più grida (poesie), Venezia, 2005; Piccole benedizioni (poesie), Padova, 2006; Tikkun, Milano, 2008; Virgiliana, Mantova, 2008; Non appena avrò taciuto, Bassano, 2009; Trasporto (poesie), Faloppio (Co), LietoColle, 2009; L’undicesimo giorno (poesie), Faloppio (Co), LietoColle, 2012; Il dono di Ernani, Venezia, 2014; Ernani Costantini in privato, Venezia, 2016; Storie dal giardino (poesie), Milano, La Vita Felice, 2017

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