Simona Zanella: Sono non vedente e trovo tanti ostacoli nella mia vita quotidiana quando basterebbe così poco…

| 15 Maggio 2013 | Comments (0)


 

Sono non vedente, cieca se vogliamo… Lo sono da trent’anni, ormai, lo accettato. Non nego di avere ancora qualche attacco di nostalgia quando mi rendo conto che vorrei rivedere il mare o il cielo.

Cose queste che non si possono spiegare né toccare, ma solamente vedere. Escludendo questi momenti di debolezza, mi pare di cavarmela abbastanza bene.

Quando, però, vedo il mondo che mi circonda respingermi e sembrarmi ostile, allora ho dei momenti di stanchezza. Il problema non è la cecità in sé, è ciò che mi impedisce di fare. E non lo posso fare perché la realtà che mi circonda non è predisposta ad accogliermi.

A volte basterebbe davvero così poco per rendere la vita più semplice a tutti che, rendermi conto di questo, mi demoralizza.

Non posso guardarmi un programma registrato con il decoder di SKY perché hanno pensato bene di non inserirci una sintesi che mi permetta di usarlo autonomamente. Non so che tipo di contorno mangerò a pranzo perché a nessuno pare essere venuto in mente di mettere una scritta in braille sulle buste dei surgelati come quella che già esiste sulle medicine. Vorrei ascoltare un CD del mio cantante preferito, ma mi sono dimenticata di preparare le etichette, e siccome le case discografiche non fanno etichette in braille sui CD, ora non trovo più quello giusto. Vorrei guardare l’orario delle corriere della mia città, ma il sito è inaccessibile e qui non ho nessuno che mi possa leggere lo schermo del computer. Vorrei anche capire quanti soldi ho sul mio conto corrente, ma, inutile dirlo, non sono previsti sistemi accessibili nella mia banca per i disabili della vista.

Potrei andare avanti ancora per molto, ma annoiare chi legge non è la mia intenzione. Per fare tutte queste azioni che, ora, a me sono proibite, servirebbe davvero un minimo sforzo. Provate a immedesimarvi e a vivere una mezza giornata accanto a chi queste cose non le può fare. Sia ben chiaro, non voglio pietà, voglio rispetto. È con queste piccole cose della vita quotidiana che chi ha problemi di vista deve combattere tutti i giorni. Sono queste cose che ci fanno sentire stanchi e abbattuti. Oggi sono stanca e abbattuta.

 

 

Questa testimonianza è apparsa nel blog su face book di Massimo Vettoretti, collaboratore di “Inchiesta ” Le immagini sono riferite al Museo tattile per non vedenti  dell’Istituto Cavazza di Bologna diretto da Loretta Secchi. I disegni di questo Museo sono stati fatti da Simonetta Capecchi nel suo sito www.inviaggiocoltaccuino.it “.

 

Tags:

Category: Welfare e Salute

Avatar

About Massimo Vettoretti: Così si presenta Massimo Vettoretti nel suo blog: "Attualmente, dopo avere conseguito una vergognosa licenza classica, un diploma di centralinista cieco, un non meglio specificabile attestato per un corso frequentato presso l'ASPHI di Bologna, frequento la facoltà di scienze della formazione presso l'università degli studi di Bologna. Oltre a questo, sono il vicepresidente dell'Unione Italiana dei Ciechi di Treviso e, come tale, mi occupo, come posso, dell'inserimento scolastico dei nostri bambini e ragazzi. Per darmi sostentamento, leggi soldi, svolgo, saltuariamente e indegnamente, la professione di istruttore nell'uso del computer per persone prive della vista".

Leave a Reply




If you want a picture to show with your comment, go get a Gravatar.