Fabrizia Paloscia: Formare alla prevenzione femminicidio come lettura nuova del risk managementt

| 26 Settembre 2019 | Comments (0)

Fabrizia Paloscia propone una strategia di intervento, da 7 anni applicata con successo nelle aziende, sul tema della violenza diffusa e di genere: progetto Pre.Fem. Fabrizia Paloscia è esperta di responsabilità sociale delle imprese e ideatrice di Fabrica Ethica per la Regione Toscana dove per 9 anni è stata capo gabinetto dell’Assessore alle attività produttive. Oggi è imprenditrice a Firenze con Olomanager e autrice di saggi e articoli. 

La Francia lancia l’appello dei 100 femmincidi del 2019 e l’anno non è ancora finito. L’America Latina e Centrale rincara la dose di alert di fronte alle cifre inquietanti, la Turchia impazza…. L’Italia non si ferma negli episodi anche se si è abbassata la quota e aumentato i tentati femminicidi, sventati da figli e vicini e, qualche volta, dalle forze dell’ordine se ce la fanno ad arrivare in tempo. Il Codice Rosso è legge ma ancora non ce la fa a salvare la vita delle donne. L’emergenza è eclatante, peccato che nei 29 punti del governo non ci sia stata una parola su questo, pur se presenti nel discorso di insediamento del primo ministro Conte. In compenso la ministra delle Pari Opportunità, che non esisteva più dal 2013, è stata fatta subito, è Elena Bonetti, ovviamente senza portafoglio. Ma ci si augura che se lo conquisti presto ma, anche, che lo spenda presto e oculatamente verso le strutture di supporto alle donne che hanno subito violenza e agli uomini che scelgono un percorso di terapia per non agire più violenza, i cosiddetti Cav e Cam.

L’urgenza e l’approccio al tema della violenza diffusa e di genere ha bisogno di trovare nuovi modi di leggere il fenomeno e nuovi strumenti per estirparlo. Per questo dal 2012 nasce un’esperienza che coinvolge le imprese con corsi di formazione che affrontano il tema della complessità, i suoi effetti sulla famiglia, sul lavoro, sulla società, nella vita personale di ognuno. Si è persa l’umanità profonda, si è perso l’ascolto dell’altro e tutto gira compulsivamente in un’assenza quasi totale degli individui. Le giornate scorrono e gli anni passano nella inconsapevolezza di chi si abbia accanto, di chi si è, di chi siano i collaboratori, di chi siano i conviventi, di chi si pensa di amare.

Filantropia o efficientamento aziendale?

Il femminicidio è la punta di un iceberg che ha bisogno di essere indagato nella montagna sommersa, dove c’è l’accumulo di tutte le distonie di una società complessa, impaurita e malata. E’ lì che la luce va accesa. Il progetto viene proposto alle aziende dal 2012 come Intervento rapido di responsabilità sociale (1) per prevenire (Pre) il fenomeno del femminicidio (Fem). L’acronimo del progetto è quindi Pre.Fem. Questo tipo di formazione si colloca in un approccio nuovo ai temi e fenomeni sociali, poiché porge l’interesse e la traduzione di questi scenari rendendoli utili alla crescita della vita aziendale, quindi da vivere nella relazione azienda-lavoratori-territorio. Ed è proprio questa la responsabilità sociale delle imprese (Rsi-Csr). Che non è da intendere e confondere come azione di filantropia che invece spesso ha il rischio di essere solo un green-social washing, ed è vecchio questo dibattito sulla materia. La Rsi invece deve essere assunzione lucida e attuale anche di fenomeni sociali e naturali da cui le aziende non sono escluse e a cui dedicare attenzione negli aspetti gestionali, di sicurezza e con la possibilità di crescita collettiva.

Al progetto Pre.Fem. hanno aderito aziende private e pubbliche attraverso la realizzazione di un corso breve dal titolo Diventare attori di coprevenzione diffusa, essere soggetti attivi nelle prossimità di appartenenza a cui si abbina il microcompendio Femminicidio, complessità e strumenti di pace (2) realizzato in formato tascabile.

Quindi, contrariamente a quanto si possa pensare, cioè che non si abbiano strumenti come aziende-imprese per agire sul versante della relazione uomo-donna-bambino, che appare privato, vi sono idee e pratiche, come quella citata, e aziende (3) disposte a essere lungimiranti e attive anche sui fenomeni più gravi e urgenti. Si tratta di fare cultura e proporre cultura e strumenti personali per i lavoratori nelle imprese che espandendosi diventano cultura aziendale e clima pacifico.

Impresa e territorio

E’ da questo approccio che può nascere un nuovo modo di essere impresa strettamente collegata con il territorio, consapevole di tutto ciò che accade, e che da questa attenzione trae forza e identità per la sua sana competizione. Tutto ciò con il buon esito di ridurre i gravi costi di inefficacia dell’azione lavorativa fino al pericoloso scenario di gravi incidenti sul lavoro di lavoratori e fruitori di un servizio o di un prodotto che può essere reso dannoso proprio da una bassa attenzione di chi l’ha prodotto. Non si può dimenticare il copilota della Lufthansa che il 24 marzo 2015 fa precipitare sulle Alpi francesi un aereo con altre 149 persone a bordo, per un suo malessere sentimentale non considerato seriamente dall’azienda. Ma se una impresa vuol far finta di non vedere le condizioni personali dei suoi lavoratori e collaboratori non si può pensare che non abbia responsabilità.

L’unico reale efficientamento strategico

La complessità della dimensione umana obbliga a tenere collegate le varie dimensioni in ogni azione che si crea. Questo comporta non poter ignorare, in ogni luogo e attimo della vita quotidiana, quanto e cosa possa vagare nella mente umana. Da qui presidiare luoghi come le imprese, dove si trascorre la maggior parte del tempo, comporta maggiore attenzione ai tanti effetti che si possono generare, dove solo la cultura di valori autentici e non consumistici, una cultura ad alta densità di responsabilità sociale può generare strumenti utili a chiunque per vivere e lavorare meglio. Si tratta di convincersi che l’unico reale efficientamento strategico è la cura delle relazioni umane.

Come nasce il progetto Pre.Fem.

Come scende in campo il progetto Pre.Fem.? Accade un evento terribile che entra nel vissuto della città in cui opera l’Autrice da più di 30 anni, Firenze. Un dipendente dell’amministrazione comunale si reca nel luogo dove la sua fidanzata lavora (è il bar del Curtatone), la trasporta verso il bagno e le infligge 13 pugnalate. La ragazza non muore e lui si costituisce.

Siamo a maggio del 2012 e Olomanager (4) lancia l’appello alle imprese, vista la convinzione che tutto è connesso, tutto è interdipendente e quindi si possa agire su tutto. Le prime imprese contattate saranno in Toscana, a Milano, in Puglia, e saranno più gli imprenditori uomini che le donne ad accogliere la proposta. Imprese di varie dimensioni, da quelle più complesse a quelle più piccole, hanno realizzato il corso in-formativo Pre.Fem.

Che effetti hanno le imprese con il progetto Pre.Fem.?

Il gradimento dei lavoratori e degli imprenditori si è rivelato molto alto. Alcune dichiarazioni di queste sono oramai pubbliche nel sito (5) www.olomanager.it. I primi moduli sono stati realizzati solo con gli uomini. Nel secondo ciclo, con le aziende aderenti, è stato realizzato anche il modulo al femminile e misto.

Poiché le aziende sono il luogo dove si trascorre la maggior parte del tempo, sono il luogo adatto dove affrontarlo. Non solo, ma che cosa succede quando si vive una tensione personale? Ovviamente la produttività non è tutto ma, siccome siamo in una società che deve anche produrre, più lo si fa in qualità olistica (6), più si lavora in sicurezza e in un clima aziendale positivo, più si diventa produttivi, costruttivi, cooperativi e pieni di soluzioni.

E’ necessario sottolineare quanto sia importante e urgente, quindi, un’azione preventiva volta a tutelare le donne ma anche i bambini. Si tratta di agire per disinnescare il potenziale implosivo generato, soprattutto negli uomini, da una scarsa capacità, per esempio, di gestire le emozioni e che può causare una riduzione della produttività, oltre che un pericolo per tutta la collettività e per l’azienda in primo luogo. Perché questo progetto affronta e riduce il rischio aziendale di avere lavoratori in condizioni di malessere, di implosione e lavora per ricucire il dialogo fra i generi, i colleghi, le generazioni. E compie tante altre azioni come lavorare per il benessere organizzativo, per una qualità della produttività, per la creazione di comunità, per la riduzione degli infortuni, per la riduzione del conflitto, della discriminazione di genere e delle molestie. E ancora agisce per la riduzione dell’autolesionismo e per comprensione delle diversità. Quindi, conseguentemente, agisce sulla sicurezza stradale e incide sulla sicurezza urbana. Il corso, che non è terapeutico, propone una lettura olistica della complessità e consegna ai lavoratori strumenti pragmatici per affrontarla. Una particolarità? Non vi sono slide nella conduzione.

L’azione di semina presso le aziende è continua e raccoglie nuove adesioni. Si tratta di riannodare i tanti fili che si sono scollegati. Parlare alle imprese del tema della violenza sulle donne e la violenza diffusa, è estremamente utile vista la gravità con cui entra nella vita delle persone e di tutti i pezzi delle società e delle città.

Dal progetto a un libro

Oggi il progetto Pre.Fem. è diventato un percorso che coinvolge i fornitori e territori e crea ancor di più valore aggiunto alle imprese che decidono di percorrerlo.

La qualità olistica dello sviluppo è madre dell’approccio a cui attinge il progetto Pre.Fem., e tanti altri progetti che l’Autrice propone, e viene spiegata minuziosamente nel libro uscito a giugno e rintracciabile in www.olomanager.it

Fabrizia Paloscia

UNA VITA NON VIOLENTA innovare con coerenza applicando la qualità olistica dello sviluppo-quos attraverso la responsabilità sociale di tutti

Cosa sta succedendo? femminicidio, family mass murder, figlicidi, separazioni, denatalità, autolesionismi, dipendenze, terrorismo e violenza diffusa… Quali soluzioni per far rifiorire la famiglia e la comunità? QUOS! Campi Magnetici Editore – Livorno, giugno 2019

 

NOTE

(1) Sono gli IRRS sono tipologie di azioni che nascono con il progetto Pre.Fem. il cui corso è il n.1/2012 e sono arrivati al n.13/2019. 

(2)Fabrizia Paloscia, Femminicidio, complessità e strumenti di pace. I e II edizione settembre 2013, febbraio 2018 Firenze – produzioni Olomanager 

(3) Sono circa 1000 i lavoratori che hanno fruito di questa formazione aziendale.

(4) Olomanager è il trade mark dell’azienda con cui l’Autrice opera dal 2010 

(5) http://www.olomanager.it/index.php?option=com_content&view=article&id=132&Itemid=283

(6) Spiegata nel libro Una vita non violenta, innovare con coerenza applicando la qualità olistica dello sviluppo-quos attraverso la responsabilità sociale di tutti… ,ecc. 

Category: Donne, lavoro, femminismi, Economia solidale, cooperativa, terzo settore, Libri e librerie, Welfare e Salute

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