Cristina Biondi: 20 Nuovo dizionario delle parole italiane. Da “Per casa a casa” a “Homo Homini Lupus!

| 27 Novembre 2019 | Comments (0)

 

 

PER CASA, A CASA

Mettiamo che, non essendo spreconi, decidiate di valutare attentamente i capi di abbigliamento da eliminare. Il maglione di lana merinos ha un piccolissimo buco, l’assaggino di una tarma dai gusti difficili: si può rammendare e tenere per casa. La felpa grigia ha una macchia indelebile, che dopo numerosi lavaggi si vede appena, come un’ombra scura: la si può usare per casa. I pantaloni di flanella hanno uno strappetto sulla tasca, sono morbidi e caldi: vanno benissimo per casa. Il vestito di lino è diventato un po’ troppo largo: è molto più comodo per casa.

Ragionando così, dopo quarant’anni di attente valutazioni avete un armadio traboccante e nessuna voglia di cambiarvi per uscire. Se, guardando con antipatia il vostro abito più bello, conservato pulito e stirato, vi viene in mente la veglia funebre del nonno è meglio che torniate alla vita e, dopo aver preparato un paio di sacchi da inviare alla Caritas, vi immergiate nel fiume del consumismo, dove non ci si bagna mai due volte nella medesima acqua.

CARTA

Bei tempi quando le parole volavano e gli scritti rimanevano. Mandiamo al macero tonnellate di carta: sacchetti dal pane e delle verdure, tetrapak del latte e del vino, cartoncini contenenti riso, pasta e biscotti, scatole da scarpe, ma anche calendari pubblicitari, lettere pubblicitarie, cartoline, volantini e depliants pubblicitari. Vanno al macero anche giornali, riviste, libri scolastici, romanzi mai letti, manuali d’istruzione in 15 lingue, scontrini, carte da regalo (per bimbo o per bimba, per Natale o per Pasqua, per compleanno o per anniversario) e incarti di tutto ciò che è incartabile, festoni per feste. I coriandoli volano ovunque, tappezzano le piazze e poi vengono scopati via. Gli incolti sono costellati da cartacce (termine peggiorativo per indicare povere cose che non hanno fatto nulla di male) che i giardinieri, non essendo stati arruolati nella nettezza urbana, trasformano col decespugliatore in una miriade di frammenti che vanno a mischiarsi con l’erba tagliata. Se gli alberi che ci danno la carta avessero un’anima capace di percepire tutto questo, potremmo spiegarci la rovinosa caduta dei nostri boschi come un suicidio di massa.

LIBRI

Chi ama i libri si sente come un cultore della classicità dopo Costantino: si aspetta che gli ignoranti si scatenino con la furia che motivava i Cristiani vincitori a distruggere tempi e statue. Mentre oggi si può dubitare che le statue abbiano contenuto davvero dei demoni, i libri li contengono senz’altro (non tutti, solo quelli intelligenti).

Spolverando decine e decine di scaffali, rammaricandoci che la libreria conferisca a tutto l’ambiente un odore di chiuso, non sappiamo se temere o sperare in un rogo che ci assolva dal dovere di leggere la maggior parte dei i volumi comprati con entusiasmo (che prima o poi leggeremo). Immaginate i vostri eredi peregrinare di porta in porta per non disperdere la vostra collezione di 354 volumi sulla rivoluzione francese. Come vestali passerebbero la fiaccola del sapere alla collettività senza pretendere alcun compenso, sobbarcandosi le spese di trasporto e incontrando solo la ritrosia di bibliotecari arruolati tra gli invalidi civili.

Immaginate che ai libri spetti la stessa sorte della plastica, riunita dalla corrente a formare un’isola galleggiante più grande del mar dei Sargassi, visualizzate un nastro trasportatore impazzito che faccia cadere in un mucchio informe anche i volumi freschi di stampa.

In Cina si guarda alla saggezza di Confucio: “trasmetto, non creo”, quindi si trasmette, viene dedicata molta cura all’insegnamento. Da noi regna l’accumulazione capitalistica e la scuola dell’obbligo, che rappresenta un diritto, non riesce più a imporre alcun dovere (non c’è niente di meglio della costrizione per far detestare lo studio) e il sapere si accumula in quelle discariche a cielo chiuso chiamate biblioteche.

IL POTERE AL FEMMINILE (È UNA STORIA LUNGA)

“La donna è mobil, qual piuma al vento, muta d’accento e di pensier, è sempre misero chi a lei si affida, chi le confida incauto il core, pur mai non sentesi felice appieno chi su quel seno non liba amore”: nel Rigoletto viene sintetizzato il carattere femminile. È lo sfogo di un uomo deluso, di un seduttore che può concedersi tante altre possibilità e descrive in estrema sintesi un potere che diviene immenso quando la donna, attesa e desiderata, è la mamma: affidarsi a lei non è una scelta, ma una necessità e senza cure, senza latte si muore. Il concetto è lontano dagli psicologismi quanto Macchiavelli è lontano da Freud, infatti non c’è bisogno di fare riferimento al mondo interiore per notare che il misero nei primi anni di vita non può fare la rivoluzione: ribellarsi può solo ritorcersi contro di lui, rischierebbe di segare il ramo sul quale è seduto e tale evidenza caratterizza il potere femminile, col quale bisogna venire a patti. Il potere maschile invece può venir fronteggiato con la lotta, la conquista, la sopraffazione, la rivolta, la rapina, la razzia, l’omicidio e la strage. L’uomo uccide con la spada, la donna decreta la morte con l’abbandono.

GRETA

Il rapporto madre-neonato è paradigmatico del potere femminile che nella complessità del mondo ha molte espressioni che travalicano le differenze di genere. Il pilastro sul quale poggia la sopravvivenza della nostra specie è l’amore materno, ma non sempre nel mondo lo stato di necessità incontra una risposta sollecita, motivata da buoni sentimenti. Molti uomini detestano prendersi cura dei deboli e, non ritenendosi i custodi dei propri fratelli, finiscono per ucciderli. La conservazione della specie e di tutto l’esistente è delegata al femminile: donne sono le vestali, donne le custodi della casa, donne le nutrici sollecite; madri, sorelle e mogli sono sempre state incaricate di pregare, la Santa Vergine prega per noi. Se il femminile perdesse potere, la desolazione regnerebbe sovrana sui campi di battaglia e nelle discariche. Nemmeno la foresta vergine può proteggere dall’estinzione i suoi animali se il pullulare della vita viene distrutto dal fuoco. Oggi abbiamo visto una nuova Vergine ergersi a paladina del mondo, una Vergine senza bambino, il suo nome ha due significati: Perla, persona rara, preziosa e Margherita, di cui Greta è il diminutivo in tedesco. Oggi il dottor Faust dovrà vedersela con lei, che non è certo il tipo da lasciarsi sedurre.

IL POTERE FEMMINILE E IL COMMERCIO: NON SIAMO LE MADRI DI TUTTI

Senza ricorrere a esempi drammatici di assenza del sentimento materno, consideriamo alcuni aspetti del commercio, capovolgendo un’ottica che si dà per scontata: il cliente viene spesso descritto come se fosse un bambino capriccioso, goloso e insaziabile, felice di impadronirsi di tutto quello che vede, ma proviamo a considerarlo come detentore del potere di acquisto.

Il consumatore è mobile, qual piuma al vento, muta d’accento e di pensier. Se fa il medico o l’avvocato, non ha mai sperimentato in prima persona le tribolazioni del suo fornitore di camicie e cravatte (tutt’al più si è occupato della sua ulcera o dei suoi contenziosi con il vicino di casa). Nessuno può obbligare l’acquirente a comprare altre camicie e cravatte (soprattutto le cravatte) e tantomeno a comprarle in un negozio piuttosto che in un altro. Se i clienti non comprano, il negozio chiude e il commerciante rischia di essere ridotto alla fame, senza nemmeno poter implorare pietà strillando a pieni polmoni. Qualsiasi neonato intenzionato a sopravvivere inizia al più presto a sorridere e a cercare lo sguardo della madre per infondervi una luce di fiducia (se non venisse ricambiato ci saremmo già estinti da un pezzo) e anche il commerciante si sforza di essere sorridente, carino, disponibile, ossequioso, ma nulla di veramente persuasivo, diretto, istintuale può venir sprigionato dai suoi occhi. Il neonato porterà i geni della madre nel futuro, il commerciante mobilita pubblicitari, incantatori e maghi per promettere ai clienti un presente appagante e un futuro radioso, ma il consumatore resta mobile, qual piuma al vento e muta d’accento e di pensier… Per di più le teorie della decrescita felice e dell’ecologia rischiano di provocare lo stesso effetto che gli anticoncezionali hanno sull’istinto materno.

I venditori giocano la carta della fedeltà, delle offerte, degli incentivi, dei premi, degli sconti, dei saldi, delle liquidazioni, del tre per due, del sottocosto, ma il cliente rimane mobile, qual piuma al vento, muta d’accento e di pensier, è sempre misero chi a lui si affida…

C’è chi si sta stufando di essere soggetto al potere femminile e pensa di chiudere il negozio e arruolarsi nell’esercito, affiliarsi a un’associazione mafiosa o creare una qualsiasi situazione dove sia possibile esercitare sugli altri, se non il dominio, almeno un po’ di sana costrizione.

LAVORO E RICATTO

Più il consumatore imperversa, sino alla follia di festeggiare Halloween con zucche di plastica, maschere di plastica, ragni di plastica immobili su ragnatele di materiale sintetico, con buona pace delle zanzare che sopravvivono in autunno grazie al cambiamento climatico, più il lavoratore è dominato dalla necessità di produrre sempre e ovunque, di rinunciare a ferie e festività, abolendo i sindacati ed evitando di ammalarsi. La maggior parte della popolazione detiene il potere di acquisto da una parte ed è dominata dalle logiche del lavoro dall’altra e rimpiange quando nell’infanzia trafficava col piccolo supermercato dotato di peperoni di plastica, melanzane di plastica, torte di plastica ecc. ecc. Le scatoline dei biscotti e dei fiocchi di cereali erano di cartone e non contenevano nulla, ma si vendevano ugualmente, il compratore pagava con banconote in miniatura. Era un giocattolo profetico, l’unica cosa non ancora prevista era la raccolta differenziata della plastica e della carta.

DONNE E BUGIE

Torniamo al nostro neonato, che consolida il proprio rapporto con la madre offrendole i suoi sorrisi, crescendo sano e cicciotto per dimostrarle di non essere un investimento a perdere e regalandole la sua cacca, la prima cosa della quale riesca a controllare la produzione, depositandola nel vasino. Solo i bimbetti più perspicaci capiscono che nella vita l’importante è produrre, a prescindere dalla qualità dei prodotti. Nella maggior parte dei casi, dall’accoglienza positiva che la mamma riserva alle prime emissioni volontarie di materiale fecale deriva la consapevolezza che la donna mente, con le più svariate motivazioni, consce e inconsce: mente e infinocchia la sua creatura. Con quale reconditi scopi la donna festeggia un dono così spregevole? Cosa vuole veramente? Se la cacca è davvero una cosa bella e desiderabile, perché la butta via? Siamo sicuri che non butterà via il bambino con l’acqua del bagno (anche i proverbi hanno un loro fondamento)? La donna, mobile qual piuma al vento, è anche una creatura infida che, se non contenuta in una solida gabbia patriarcale, potrebbe impadronirsi senza discernimento di tutto il meglio e di tutto il peggio che gli uomini siano in grado di produrre (non dimentichiamoci che il denaro è lo sterco del Diavolo).

SESSO E ANATOMIA

Si parla tanto di educazione sessuale, ma lo sguardo si ferma solo lì, in basso, dove uomini e donne presentano palesi differenze. Nessuno sottolinea il ruolo dello sguardo stesso, la cui importanza risulta evidente dallo studio dell’anatomia comparata. Solo i primati hanno il sesso sotto gli occhi, per gli elefanti, ad esempio, è difficile vedere le proprie parti intime; le donne allattano tenendo in braccio le proprie creature e guardandole, non se ne stanno sdraiate lasciando fare ai cuccioli, come le volpi o le scrofe che hanno le mammelle nell’addome invece che nel torace. La lupa capitolina sovrasta i due gemelli e guarda altrove, Romolo e Remo succhiano il latte di una dominatrice, di un animale fiero e feroce.

Riteniamo necessario vestirci e non a caso il primo gesto consapevole di Adamo ed Eva è stato quello di coprirsi con una foglia di fico il sesso, così sotto gli occhi era destinato a diventare per i loro discendenti oggetto di culto, di ossessione, di vergogna, d’inconfessabili fantasie e di un piacere non più legittimato dalla riproduzione. Gli occhi sono vicinissimi al cervello, che sta in alto, siamo verticali tra cielo e terra e nell’esercizio della sessualità tendiamo a riposizionarci in orizzontale per dimenticare tutte le complicazioni insite nel nostro processo evolutivo.

IL COMPLESSO DI EDIPO OGGI

Il complesso di Edipo non è più lo stesso da quando è entrato in crisi il sistema patriarcale. Oggi Giocasta chiederebbe la separazione da Laio per crudeltà mentale e otterrebbe l’affidamento di Edipo. I reali di Corinto ricorrerebbero alla fecondazione assistita o adotterebbero un piccolo indiano, pagato a peso d’oro alle istituzioni preposte al trasferimento all’estero degli orfani. Corinto diventerebbe una repubblica, circostanza che eviterebbe ogni polemica relativa alla successione al trono. Ovviamente nessuno vivrebbe felice e contento, infatti le dinamiche familiari verrebbero sovrastate dalla globalizzazione, dalla recessione, dalla disoccupazione, dall’inquinamento e dalle ingerenze dei servizi segreti delle grandi potenze, i cui intenti e cospirazioni sarebbero ben noti all’Oracolo di Delfi, che ne diffonderebbe una versione criptata, non decifrabile dai comuni mortali.

REPUBBLICA E DINTORNI

Siamo in democrazia, il che significa che votiamo per qualcuno e per qualcosa, però alla gestione della cosa pubblica partecipa un sacco di gente che non è mai stata eletta. Molti magistrati, funzionari, medici hanno vinto un concorso, la cui commissione è formata di oligarchi, più o meno in rapporto con gli eletti (eletti in senso tecnico). L’organizzazione dell’esercito è agli antipodi di qualsiasi sistema democratico, i servizi segreti poi sono di fatto deviati, qualsiasi sia la loro direzione di partenza, sempre che di direzione si possa parlare. Chi fa figli non ha alcun potere decisionale su chi capiterà nella sua culla, non possiamo scegliere chi sarà nostro concittadino, sia che lo sia per nascita, sia che lo diventi per migrazione, né abbiamo la facoltà di allontanare i vicini di casa: ci litighiamo, ma i vicini restano, per l’appunto, vicini. Il nostro voto è sempre più irrilevante, sempre più casuale e meno convinto, non che non abbia i suoi effetti, uno vale uno, e può andare malissimo come alla roulette russa dove nel caricatore c’è un unico proiettile.

BENESSERE

Viviamo nella società del benessere, ben vestiti, in case riscaldate o condizionate, siamo più minacciati dall’obesità che dall’inedia. La pubblicità ci suggerisce di dedicarci anima e corpo alla ricerca della nostra felicità, fingendo di ignorare che, se veramente fosse raggiungibile, non saremmo compulsivamente orientati a cercarla in cielo, in terra e in ogni luogo. Ci sembrano del tutto superati i tempi eroici e crudeli del principe di Macchiavelli e, abbindolati dal nostro potere d’acquisto, ci meravigliamo di come le infinite storie di questo mondo, a qualsiasi latitudine, abbiano portato alla ribalta uomini spietati, il cui coraggio accettava la sfida di vivere in luoghi impervi, di sopportare il freddo e la fame, il dolore e il rischio; le vicende di re e condottieri, cavalieri e mercenari ci affascinano quando vengono evocate in un libro o in un film e ai nostri occhi restano ben racchiusi nella loro cornice storica personaggi come Attila e Aezio, capi determinati e intelligenti, condottieri di soldati feroci.

Domanda per le liceali: questi uomini erano così crudeli come la storia ce li descrive? La risposta giusta è: senz’altro sì e, procedendo a un confronto, verrebbe da chiedersi come siano gli uomini di spicco dei nostri tempi.

HOMO HOMINI LUPUS, MA ANCHE PEGGIO

Il complesso di Edipo sembra fatto apposta per legare l’omicidio al parricidio, incardinandolo nella complessità dei sentimenti familiari e associandolo al conflitto e alla colpa. Uccidere oggi dovrebbe essere l’ultima ratio per uomini sconvolti, disperati, posti di fronte al dilemma se eliminare o essere eliminati. Eppure quando gira qualcosa, anche se non è facile mettere a fuoco cosa, uccidere diventa una soluzione facile, non particolarmente meditata, una via breve di risoluzione dei problemi. L’immane violenza delle guerre è stata ineluttabile come un’epidemia di peste contratta da individui per la maggior parte sani che in breve si sono contagiati l’un l’altro esprimendo una violenza istintuale incanalata in un regime di costrizione. La scelta di sottrarsi alla situazione è ritenuta infamante: in alternativa al buon soldato non esiste il buon disertore. La storia dimostra che ai vertici del potere qualsiasi ostacolo alle proprie ambizioni viene eliminato, familiare o estraneo che sia. Ovviamente sopprimendo gli ostacoli non si evitano tutte le complicazioni del caso.

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Category: Culture e Religioni, Libri e librerie, Welfare e Salute

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