Aulo Crisma: Lavori utili volontari svolti dai profughi del Bangladesh a Selva di Progno

| 23 Giugno 2015 | Comments (0)

Nella sezione  di www.inchiestaonline.it “Osservatorio comunità montane” abbiamo pubblicato un intervento del nostro corrispondente Aulo Crisma del 28 ottobre 2014 sull’arrivo di una ventina di giovani provenienti dal Bangladesh ospitati nell’albergo di Giazza. Il proseguimento di questa storia è positivo perché come risulta dall’accordo allegato questi giovani possono svolgere un lavoro di volontariato utile per la popolazione montana che li ha accolti. Nelle due foto due momenti di questa pacifica convivenza.
I profughi dal Bangladesh giunti nel Comune di Selva di Progno l’autunno scorso e ospitati nell’albergo Belvedere di Giazza in seguito agli accordi tra la prefettura di Verona ed il gestore  dell’albergo, dopo tanti mesi di inattività finalmente possono esplicare un lavoro utile per la comunità che li ha accolti.
Il sindaco Aldo Gugole vede accolta la sua proposta lanciata fin dai primi giorni del loro arrivo. C’erano tante difficoltà da superare per giungere ad un’intesa tra i giovani e le autorità competenti, nel pieno rispetto delle norme di legge. Grazie ai continui contatti del consigliere Beniamino Gaiga, delegato dal Comune, con il dott. Tortorella, funzionario della Prefettura addetto al settore profughi, viene stilato un documento che testifica che i profughi prestano la loro opera di lavoratori volontari per venti ore settimanali in quattro giorni.
Il Comune, oltre a provvedere gli attrezzi necessari copre le spese per l’assicurazione: 18 euro al mese per ogni operaio. La associazione senza scopo di lucro Corallo di San Giovanni Lupatoto, che non è una cooperativa, ha provveduto a inviare un coordinatore che lavora con i ragazzi e provvede ai loro spostamenti con il pullmino del Comune.
Un altro inviato dell’associazione ha il compito di fornire un’istruzione di base dell’italiano ed elementi di educazione civica. L‘assessore Luca Signori ha dato lezioni pratiche sull’uso degli attrezzi.

I ventuno ragazzi del Bangladesh, che hanno incominciato l’8 giugno sono divisi in quattro squadre. Ognuna ha eletto il proprio caposquadra. Due squadre lavorano nel Comune di Selva; una terza nel Comune di Badia e la quarta nel Comune di Velo. Badia e Velo confinano con Selva. Anche i sindaci di questi due Comuni hanno seguito il medesimo protocollo d’intesa, che alleghiamo. Forse potrà servire ad altri sindaci.
ALLEGATO PROTOCOLLO DI INTESA

PROTOCOLLO D’INTESA TRA  PREFETTURA DI VERONA, COMUNE, COOPERATIVA SOCIALE (SOGGETTO GESTORE)

PERCORSI DI FORMAZIONE E TIROCINI VOLONTARI E GRATUITI A FAVORE DEI CITTADINI STRANIERI RICHIEDENTI PROTEZIONE INTERNAZIONALE

PREMESSO che dai primi mesi del 2014 si susseguono flussi migratori di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, giunti sulle coste italiane anche nell’ambito delle operazioni “Mare Nostrum” e “Triton”, collocati in strutture di accoglienza individuate su tutto il territorio, sulla base di un riparto su base regionale e provinciale;

CONSIDERATO che la Prefettura garantisce il programma di accoglienza temporanea, presso strutture collocate nel proprio territorio provinciale, di richiedenti protezione internazionale che presentano domanda presso la competente Commissione Territoriale con sede a Verona;

PRESO ATTO che, nelle more della definizione della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale ed in presenza di apposita documentazione rilasciata dalla Questura, in un’ottica di integrazione e solidarietà sociale, nonché per scongiurare situazioni prolungate di inoperosità, è volontà delle parti costruire percorsi di conoscenza del contesto sociale in cui i richiedenti protezione internazionale vengono accolti; anche attraverso attività volontarie a favore della collettività ed in relazione agli specifici contesti territoriali di riferimento in sinergia con gli Enti locali interessati;


VISTI:

– gli artt. 14 e ss. del codice civile recanti disposizioni sulle associazioni, riconosciute e non, sulle fondazioni e sui comitati;

– la Legge 11 agosto 1991, n.266: “Legge quadro sul volontariato” e succ. mod.;

– il Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286: “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” e succ. mod.;

– il D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394 “Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell’articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.286”;

– la Legge 8 novembre 2000, n.328 concernente “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi  e servizi sociali” e succ. mod.;

– il Decreto Legislativo 19 novembre 2007, n. 251, recante attuazione della direttiva 2004/83/CE recante norme minime sull’attribuzione, a cittadini di Paesi terzi o apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta;

– la Legge Regionale 30 agosto 1993, n. 40 (BUR n. 73/1993) “Norme per il riconoscimento e la promozione delle organizzazioni di volontariato”;

RITENUTO opportuno, da parte della Prefettura, rendersi promotrice di programmi e percorsi volontari di tipo formativo/lavorativo a favore del cittadino richiedente protezione internazionale, consentendo la programmazione e lo sviluppo di un iter utile a migliorare le competenze del cittadino straniero e favorendone così un percorso di integrazione ed autonomia, a fronte di una precarietà temporale di permanenza e stabilizzazione sul territorio;

DATO ATTO della disponibilità assicurata dal Comune e dal Soggetto Gestore nella condivisone delle motivazioni e finalità poste a base del presente Protocollo;

TUTTO QUANTO PREMESSO

 

LE PARTI SOTTOSCRIVONO E CONVENGONO:

Art.1

(Premessa)

Le parti concordano circa la necessità di attivare rapporti di collaborazione che permettano di individuare soluzioni idonee, in un’ottica di formazione professionale ed utilità sociale nella fase di accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale temporaneamente presenti nel territorio del Comune di ___________; avviando percorsi formativi per i cittadini stranieri assegnati alla Prefettura a seguito degli sbarchi nel periodo 2014\2015, durante il loro periodo di attesa dell’esito della procedura prevista presso la Commissione per la protezione internazionale;

Art.2

(Finalità del Protocollo)

1. Le parti concordano di definire ed avviare percorsi formativi di tirocinio volontario e gratuito a favore dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale assegnati alla Prefettura ed alloggiati nel territorio del Comune di ________ presso l’Hotel ________ struttura gestita dal Soggetto Gestore – _______________________, per favorirne l’integrazione nel tessuto comunale interessato, promuovendo la formazione di una coscienza di partecipazione e di utilità sociale.

2. Le attività previste non richiedono specializzazione, ma potranno tener conto delle attitudini, professionalità ed intenzioni del cittadino straniero e saranno supervisionate da un tutor individuato dal Comune per garantire la massima realizzazione delle potenzialità educative/formative del progetto stesso.

3. Le attività previste riguardano principalmente servizi quali la manutenzione del cimitero, del verde pubblico ed altre attività che verranno di volta in volta determinate.

4. La durata massima delle attività, per ogni cittadino straniero, non deve superare le 20 ore settimanali.

Art.3

(Requisiti)

Le parti concordano che le attività previste all’art.2 possono essere svolte unicamente dai cittadini stranieri inseriti nel programma di assistenza temporanea della Prefettura ed alloggiati presso strutture nell’ambito del territorio comunale di ______________, che abbiano presentato domanda per il riconoscimento della protezione internazionale presso la competente Commissione Territoriale di Verona e dopo aver sottoscritto il “Patto volontario” allegato, parte integrante del Protocollo;

Art.4

(Volontarietà)

L’adesione del cittadino straniero richiedente protezione internazionale  è libera, volontaria e gratuita e comporta l’impegno a svolgere una o più attività individuali o di gruppo in relazione alle modalità organizzative individuate in accordo tra Comune e Soggetto Gestore; per il perseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e culturale all’interno della comunità locale;

Art.5

(Compiti della Prefettura)

1. La Prefettura coordina le funzioni svolte dal Comune e dal Soggetto Gestore, assicurando monitoraggio, progettazione e promozione di strategie di intervento congiunte e di buona prassi, anche attraverso periodici aggiornamenti sull’andamento del progetto.

2. Le attività individuate non comportano oneri per la Prefettura nè per il Ministero dell’Interno;

Art.6

(Compiti del Comune)

Il Sindaco del Comune individua, in sinergia con le associazioni, le collaborazioni presenti nel proprio territorio, i servizi e  le attività volontarie che potranno essere svolte dai cittadini stranieri, avendo cura che nella progettualità venga comunque assicurata:

a)     la formazione necessaria per il corretto svolgimento delle attività, individuando i tutor che, per ogni gruppo di attività, verificano e supervisionano l’andamento del progetto;

b)    la dotazione di eventuali strumenti, attrezzature e dispositivi di protezione individuale per la svolgimento delle attività, per ridurre al minimo i rischi per l’incolumità del cittadino straniero e altrui;

c)     la dotazione di idonei strumenti dell’attività di volontariato.

 

Art.7

(Compiti del Soggetto Gestore)

1. Il Soggetto Gestore “_______________________”, in accordo con il Comune, individua il numero dei cittadini stranieri che svolgono le attività, prevedendo una divisione in piccoli gruppi. Si assume la responsabilità circa la dotazione dei dispositivi di protezione individuale ed assicura il rispetto dei punti a), b), c) dell’art.5.

2. Attraverso propri mediatori culturali, cura l’informazione ai cittadini stranieri interessati delle condizioni, dei tempi e delle modalità di svolgimento della attività

 

Art.8

(Copertura assicurativa)

Il Comune provvede alla copertura assicurativa per responsabilità civile verso terzi e contro gli infortuni.

Art.9

(Durata)

1. Il Protocollo d’Intesa scade il 31 dicembre 2015. Entro il 20 dicembre 2015 le parti valuteranno l’opportunità di prorogare o riponderare i contenuti del presente documento.

2. Fino al 30 giugno 2015 sarà svolto un periodo di sperimentazione del Protocollo, che sarà valutato dalle parti congiuntamente entro il 10 luglio, per consentire eventuali adeguamenti.

Verona, 11 maggio 2015

 

Firme del  VICE PREFETTO REGGENTE Prefettura du Verona, SINDACO del Comune, IL LEGALE RAPPRESENTANTE Cooperativa

 

 

PATTO DI VOLONTARIATO

 

Il sottoscritto……………………………………………….. nato in …………………. il…………… in possesso del permesso di soggiorno temporaneo n. ………..rilasciato il …………… dalla Questura di Verona, attualmente alloggiato presso il Comune di………………. nella struttura……………………………………..

con l’assistenza del mediatore culturale

DICHIARA:

1)    di aver presentato l’istanza per il riconoscimento della protezione internazionale;

2)    di voler aderire spontaneamente al progetto, che prevede un percorso di integrazione per conoscere il contesto sociale, attraverso attività di volontariato da rendere a favore della comunità che lo ospita;

3)     di aderire a questo progetto in maniera libera, volontaria ed a titolo gratuito, impegnandosi a svolgere attività individuali o di gruppo secondo le indicazioni che saranno fornite sia dalla Cooperativa ___________________ sia dai tutor individuati dal Comune di ________________, che seguiranno il corretto svolgimento delle attività;

4)    di essere consapevole che l’attività svolta non costituisce attività lavorativa e pertanto non comporta compensi né diretti né indiretti; né aspettative per una possibile collocazione nel mondo del lavoro;

5)    di essere consapevole che tale progetto ha limiti temporali ed è riservato esclusivamente ai cittadini stranieri che hanno presentato domanda per il riconoscimento della Protezione Internazionale;

6)     di sottoscrivere in piena consapevolezza e libertà il presente atto volontario.

Verona,

il sottoscritto……………………………..

il mediatore culturale………………………………….

 

Category: Aulo Crisma e la rivista "inchiesta", Culture e Religioni, Osservatorio comunità montane, Welfare e Salute

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About Aulo Crisma: Aulo Crisma è nato a Parenzo nel 1927. Nel 1945 ha conseguito il diploma magistrale.Nel 1946 ha lasciato l'Istria come esule. Ha fatto il maestro elementare prima a Giazza, dove si è sposato con la collega Maria Dal Bosco, e poi a Selva di Progno. E' stato un attivo animatore culturale dirigendo il locale Centro di lettura, divenuto poi Centro sociale di educazione permanente. E' stato per molti anni corrispondente del quotidiano L'Arena di Verona. Ha condotto numerosi lavori di ricerca e documentazione sulla storia dei Cimbri, una popolazione di origine tedesca che si era insediata sui Monti Lessini verso la fine del XIII secolo, che ancora manteneva vivo nell'enclave di Giazza ,l'antico idioma alto tedesco.Ha fatto parte del Direttivo provinciale del Sinascel, sindacato nazionale della scuola elementare. Ha pubblicato "Guardie e contrabbandieri sui Monti Lessini" (con Remo Pozzerle), Ed. Taucias Gareida, Giazza-Verona, 1990; "Lessinia, una montagna espropriata" (con Remo Pozzerle), HIT Edizioni, San Martino Buonalbergo, 1999; "Bar lirnan tauc': Noi impariamo il cimbro, Ed. Curatorium Cimbricum Veronense,, Verona, 2001; "Parenzo, gente, luoghi, memoria" Ed. Itinerari educativi, Comune di Venezia, 2012. Attualmente vive con la moglie a Tencarola, in provincia di Padova, e collabora alla rivista Inchiesta.

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