Aulo Crisma: 60 anni dopo

| 21 Luglio 2020 | Comments (0)

 

 

 

Irene mi gira due foto pescate da Davide su facebook in cui compaio io, suo nonno , di sessant’anni fa.

Nella prima sono con un gruppetto di miei alunni della scuola elementare di Selva di Progno, in provincia di Verona. Siamo sui gradini della porta d’ingresso. Mi emoziono nel vedere i bei visetti che tutti riconosco subito. In prima fila, da sinistra a destra, ci sono Domenica Furlani, Giuseppina Corbellari, Edvige Battistel e Adriana Gaiga. Nella seconda sono affiancati Abramo Boschi, Luciano Furlani, Arcangelo Tornieri, Aldo Petterlini e Bruno Furlani, gemello di Luciano. La vecchia scuola, all’estremo nord del paese, costruita trent’anni prima in epoca fascista, comprendeva due aule divise da una saletta che fungeva da deposito della legna e del carbone. Stranamente, il lungo corridoio e la legnaia avevano il pavimento di piastrelle, mentre quello delle aule era di asfalto. Se per caso cadeva a terra un tizzone il pavimento cominciava ad ardere. Nemmeno il soffitto era del tutto sicuro. Hanno dovuto puntellarlo qua e là per evitare che qualche frammento di calcinaccio cadesse sulla testa degli scolari. Soltanto a metà degli anni Sessanta in un’altra zona venne costruito un nuovo grande edificio con cinque aule, una saletta per gli insegnanti, un’ampia aula magna, un locale adibito ad ambulatorio e servizi igienici dotati anche di docce. Nel seminterrato la cucina era adiacente ad un vasto refettorio.

Nella seconda foto sono con alcuni ragazzi del Centro di lettura, attori in una commedia. Abramo, è il primo a sinistra nella seconda fila. Gli altri attori sono i fratelli Aldo e Vito Gugole, Aldo Petterlini, Arcangelo Tornieri, Beniamino Rezzele. Né io né Abramo, che ha messo le foto su facebook, riusciamo a identificare un personaggio. Il Centro di lettura di Selva è uno dei tanti distribuiti in tutta l’Italia dal Ministero dell’ Istruzione Pubblica per contrastare l’analfabetismo di ritorno. Accolgo la proposta dei ragazzi di formare la filodrammatica. Quale migliore occasione per dare in mano un testo scritto a chi non leggeva più da quando aveva deposto l’ultimo sussidiario? Nel paese non c’è neanche l’ombra di un pur minuscolo teatrino.

Il Comune ci consente di costruire il palcoscenico in fondo al lungo corridoio della scuola largo tre metri. La Forestale ci regala un grosso abete che tagliamo nella foresta di Giazza e facciamo ridurre in assi e correntini nella segheria di Abramo Gugole che sfrutta l’acqua proveniente dai Fontani di Velo. Nella segheria lavorano anche i figli più grandi di Gugole, pur essi frequentatori del Centro. La loro prestazione è gratuita. Il palco ed i rudimentali sedili costituiti da bassi cavalletti ricavati dai conventini non ci costa nulla. L’unico esborso è quello per l’acquisto dei chiodi. La prima recita, I Martiri di Belfiore, avviene nel 1961, nel centenario dell’unità d’Italia. Nell’ultimo atto, nella scena quasi al buio, i condannati sono in attesa dell’esecuzione. Vittorino Gugole, con la tonaca prestata dal parroco, impersona don Enrico Tazzoli. E’ in piedi. Gli altri sono seduti sulla paglia che copre il pavimento. Il carceriere, Armando Cappelletti, fa dondolare l’orologio appeso alla catena davanti alle facce emaciate dei morituri e sussurra lugubremente: “E’ giunta l’ora…” Molti nel pubblico si mettono a piangere.

Category: Osservatorio comunità montane, Scuola e Università, Welfare e Salute

About Aulo Crisma: Aulo Crisma è nato a Parenzo nel 1927. Nel 1945 ha conseguito il diploma magistrale.Nel 1946 ha lasciato l'Istria come esule. Ha fatto il maestro elementare prima a Giazza, dove si è sposato con la collega Maria Dal Bosco, e poi a Selva di Progno. E' stato un attivo animatore culturale dirigendo il locale Centro di lettura, divenuto poi Centro sociale di educazione permanente. E' stato per molti anni corrispondente del quotidiano L'Arena di Verona. Ha condotto numerosi lavori di ricerca e documentazione sulla storia dei Cimbri, una popolazione di origine tedesca che si era insediata sui Monti Lessini verso la fine del XIII secolo, che ancora manteneva vivo nell'enclave di Giazza ,l'antico idioma alto tedesco.Ha fatto parte del Direttivo provinciale del Sinascel, sindacato nazionale della scuola elementare. Ha pubblicato "Guardie e contrabbandieri sui Monti Lessini" (con Remo Pozzerle), Ed. Taucias Gareida, Giazza-Verona, 1990; "Lessinia, una montagna espropriata" (con Remo Pozzerle), HIT Edizioni, San Martino Buonalbergo, 1999; "Bar lirnan tauc': Noi impariamo il cimbro, Ed. Curatorium Cimbricum Veronense,, Verona, 2001; "Parenzo, gente, luoghi, memoria" Ed. Itinerari educativi, Comune di Venezia, 2012. Attualmente vive con la moglie a Tencarola, in provincia di Padova, e collabora alla rivista Inchiesta.

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