Irene Crisma: Sana alimentazione. Un viaggio tra piramidi alimentari, piatti colorati e … pagode.

| 30 Gennaio 2020 | Comments (0)

È facile pensare che le indicazioni per una sana alimentazione siano uguali per tutti, ma il mondo è più ricco di culture, singolarità e differenze di quanto una mente pigra e abitudinaria sia disposta a pensare. Mi è bastato infatti scorrere velocemente le linee guida nazionali sulla sana alimentazione di diversi paesi (si possono trovare i riassunti qui http://www.fao.org/nutrition/nutrition-education/food-dietary-guidelines/en/) per restarne piacevolmente stupita e incuriosita.

Ci sono differenze? Assolutamente sì: dalla forma ai contenuti. Le immagini guida di riferimento variano di paese in paese, di immaginario in immaginario: negli Stati Uniti troviamo un piatto diviso in spicchi colorati, in cui ogni spicchio rappresenta un gruppo alimentare e la sua ampiezza indica quanto dovrebbe occupare in percentuale sul proprio piatto; in Italia, Spagna, Grecia abbiamo piramidi alimentari, alla base delle quali viene indicato cosa mangiare in maggior quantità quotidianamente e mano a mano che si risale troviamo gli alimenti da consumare in minor quantità e frequenza (la piramide per questo sta perdendo popolarità: posizionare i cibi meno salutari sulla punta potrebbe fornire loro maggior importanza a livello inconscio); sulla copertina francese un viso ammiccante composto da una fetta di melone, valerianella e fagioli ci dice che “La santé vient en mangeant” (la salute vien mangiando);

in Cina troviamo una graziosa pagoda alimentare e in Giappone un cono alimentare rovesciato che ricorda molto i gironi dell’inferno dantesco (infatti nell’anello più in basso si trova lo zucchero, fiero e minaccioso, al posto di Lucifero).

Oltre alla differenza al colpo d’occhio, anche i punti principali trattati cambiano di nazione in nazione rivelando diversi contesti culturali e simpatici cliché.

In alcuni paesi l’attività fisica viene posta al primo capitolo, in altri si dà maggior spazio al conteggio calorico, in altri ancora come in Messico la prima indicazione è riservata a prendersi il tempo necessario per mangiare e condividere il proprio pasto con amici e familiari.

Nel Regno Unito l’alimentazione prevede il consumo di molte patate, così come ci aspettiamo che in Asia si mangi più riso e – sorpresa – nella sana alimentazione iraniana i cibi fritti si possono mangiare, basta utilizzare il corretto olio da frittura.

I cereali integrali sono suggeriti caldamente in Europa e in tutte le regioni dove si consumano molti cibi raffinati e il tasso di obesità è alle stelle, mentre in vari stati africani il suggerimento non è stato ritenuto necessario.

Sembra che il massimo consumo suggerito di alcolici sia diverso da luogo a luogo, anche se vicini: in Italia la razione consentita è di 2 bicchieri di vino o di birra al giorno per gli uomini e di un bicchiere per le donne, da bere rigorosamente a pasto, mentre basta spostarsi in Francia per scoprire che agli uomini ne sono concessi 3 e alle donne 2 calici. Il massimo quotidiano di birra in Germania? Non ci è dato sapere, le raccomandazioni si concentrano solo su un buon apporto indistinto di liquidi da assumere durante il giorno. Intanto nemmeno in Nigeria troviamo indicazioni sugli alcolici ma la necessità di sottolineare di bere tanta acqua sicura dal punto di vista igienico.

Qualche altra curiosità: nelle linee guida indiane e australiane si trova un capitolo intero che incoraggia l’allattamento al seno, in Cina e Giappone si dà grande spazio alla riduzione di spreco di cibo.

Insomma, le indicazioni fondamentali non cambiano molto (varietà, verdura e frutta tutti i giorni, occhio al sale e agli zuccheri, mantenere un peso in salute) ma gli spazi e l’importanza che viene dato ad un aspetto piuttosto che ad un altro cambiano molto e i punti di vista possono essere capovolti, proprio come il cono rovescio giapponese. Già Montaigne diceva che “noi non abbiamo altro punto di riferimento per la verità e la ragione che l’esempio e l’idea delle opinioni e degli usi del paese in cui siamo”: e questo è tanto più vero per il cibo, non solo nelle cattive abitudini ma anche in quelle buone.

Perché dunque non lasciarci ispirare da queste buone pratiche alimentari, abbandonare qualche rigida certezza e ampliare i nostri orizzonti?

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Category: Ambiente, Animali e piante, Cibi e tradizioni, Economia solidale, cooperativa, terzo settore, Osservatorio internazionale, Welfare e Salute

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About Irene Crisma: Irene Crisma è una dietista e nutrizionista che opera nel padovano. Laureata in Dietistica presso l'Università di Padova, si interessa di alimentazione consapevole, rapporto autentico tra cibo corpo ed emozioni, dieta e antropocene. Oltre all'attività ambulatoriale organizza incontri di educazione alimentare; si diletta nella danza libera, nello yoga, nel canto e nella pittura.

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