Profumo e ANVUR, dilettanti allo sbaraglio

| 22 Settembre 2012 | Comments (0)

 

 

 

Pubblichiamo questo testo scritto dal gruppo bolognese “I docenti preoccupati”.

Venerdì 14 settembre 2012 il Consiglio direttivo dell’ANVUR (Agenzia Nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) ha reso pubblico un proprio documento esplicativo sul calcolo delle mediane ai fini dell’abilitazione scientifica nazionale.

Fin dalla premessa si sottolinea come il Decreto Ministeriale n. 76 del 7 giugno 2012 abbia affidato all’ANVUR un compito “improbo” (calcolare le mediane degli indicatori elencati negli allegati A e B del Decreto e applicarli nella valutazione dell’idoneità dei candidati commissari), in assenza dell’Anagrafe nominativa dei professori ordinari e associati e dei ricercatori e delle pubblicazioni scientifiche prodotte (ANPRePS). Ciò ha quindi reso le operazioni connesse all’abilitazione “complicate e soggette a imprecisioni ed errori”. Di conseguenza l’ANVUR si è vista costretta a ripiegare impropriamente sulle informazioni presenti sul sito docente CINECA, peraltro volontariamente inserite dai docenti e ricercatori, senza alcuna garanzia di esaustività e di totale veridicità.

I tempi previsti dal DM 76 hanno costretto inoltre l’ANVUR e il CINECA a operare in fretta e furia durante i mesi estivi, agosto compreso, il che lascia intuire una ulteriore difficoltà nell’effettuare controlli rigorosi sulla qualità dei dati statistici e sull’affidabilità degli algoritmi utilizzati.

Come se non bastasse tutto questo, lo stesso Consiglio direttivo riconosce che il DM 76 contiene una definizione di mediana che lascia un importante “punto di ambiguità” nella decisione su come procedere quando si tratta di operare una selezione tra più individui tutti portatori di valore identico a quello mediano. Di conseguenza questo “baco” nella definizione di cosa davvero s’intende per “superiore alla mediana” rende pressoché impossibile applicare il Decreto rispettandone lo spirito autentico, ovvero consentire la partecipazione alle commissioni di quei professori ordinari che si trovano, rispetto ad almeno uno o due dei parametri considerati (a seconda dei settori concorsuali), nel 50% superiore rispetto all’insieme.

Sono sufficienti queste poche considerazioni per gettare il de profundis definitivo su tutta l’operazione curata dall’ANVUR e coordinata dal Ministero. Nelle pagine seguenti del documento esplicativo il Consiglio direttivo non fa altro che “peggiorare” la propria posizione, dimostrando una volta di più quali gravi danni possano essere provocati per ignoranza della materia, per improvvisazione e per sicumera da validissimi ricercatori che si sono improvvisati in pochi mesi esperti di valutazione e di bibliometria, disattendendo peraltro pervicacemente i risultati delle migliori prassi seguite a livello internazionale.

E’ davvero incredibile riscontrare come in questa vicenda l’ANVUR abbia disatteso le più elementari regole di “trasparenza” verso la comunità accademica: come se in un qualunque gioco si comunicassero le regole ai giocatori solo dopo la fine della partita!

A questo punto non si può far finta di nulla e proseguire oltre. L’intero percorso dell’abilitazione scientifica nazionale risulta definitivamente compromesso ed esposto a ricorsi e contenziosi di ogni tipo e senza fine. Anche perché, in palese contrasto con ogni sensata norma in tema di conflitto di interessi, una larga parte degli Alti Esperti della Valutazione e dei componenti dei Gruppi di Esperti della Valutazione (GEV) dell’ANVUR ha presentato ufficialmente la propria candidatura per le commissioni dell’abilitazione. A nessuno può sfuggire il ruolo che i GEV e i loro presidenti hanno giocato nella definizione degli elenchi delle riviste di fascia A, B e C e di conseguenza nella determinazione delle “famigerate” mediane.

Il Ministro Francesco Profumo, che ha consapevolmente guidato il processo sull’orlo del baratro, deve risponderne politicamente assumendosi la piena responsabilità di questo fallimento annunciato. Poiché è prioritario in questo momento garantire continuità al processo di reclutamento, fermo ormai dal 2008, il Ministro proceda dunque a ritirare il DM 76, sostituendolo con un nuovo provvedimento che recepisca in toto i requisiti minimi di selezione degli aspiranti commissari e dei candidati all’abilitazione scientifica nazionale a suo tempo individuati, area per area, dal CUN (vero ed insostituibile organo rappresentativo di tutti gli universitari) in un documento reso pubblico a giugno 2011. Abbia infine il coraggio di sciogliere l’ANVUR, dando vita contestualmente ad un’Authority per la valutazione della qualità della ricerca veramente terza e indipendente dal Governo e dal MIUR.

I Docenti Preoccupati

 

Category: Scuola e Università

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About Maurizio Matteuzzi: Maurizio Matteuzzi (1947) insegna Filosofia del linguaggio (Teoria e sistemi dell'Intelligenza Artificiale) e Filosofia della Scienza presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna. Studioso poliedrico, ha rivolto la propria attenzione alla corrente logicista rappresentata da Leibniz e dagli esponenti della tradizione leibniziana, maturando un profondo interesse per gli autori della scuola di logica polacca (in particolare Lukasiewicz, Lesniewski e Tarski). Lo studio delle categorie semantiche e delle grammatiche categoriali rappresenta uno dei temi centrali della sua attività di ricerca. Tra le sue ultime pubblicazioni: L'occhio della mosca e il ponte di Brooklyn – Quali regole per gli oggetti del second'ordine? (in «La regola linguistica», Palermo, 2000), Why Artificial Intelligence is not a science (in Stefano Franchi and Güven Güzeldere, eds., Mechanical Bodies, Computational Minds. Artificial Intelligence from Automata to Cyborgs, M.I.T. Press, 2005). Ha svolto il ruolo di coordinatore di numerosi programmi di ricerca di importanza nazionale con le Università di Pisa, Salerno e Palermo. Fra il 1983 e il 1985 ha collaborato con la IBM e, a partire dal 1997, ha diretto diversi progetti di ricerca per conto della società FST (Fabbrica Servizi Telematici, un polo di ricerca avanzata controllato da BNL e Gruppo Moratti) riguardo alle tecniche di sicurezza in informatica, alla firma digitale e alla tecniche di crittografia. È tra i promotori del gruppo «Docenti Preoccupati» e della raccolta firme per abrogare la riforma Gelmini.

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