Chi è il Rettore più “aperto” alle sirene dell’apparire? Il Rettore di Roma La Sapienza e Miss Università

| 7 Giugno 2015 | Comments (0)

 

 

Lo scorso 8 Maggio si è tenuto al Billions, discoteca romana, un concorso di bellezza per aggiudicarsi il titolo di studentessa universitaria più bella di Roma ed un premio consistente in un buono da spendere in una clinica estetica. A presenziare alla kermesse, giudicare la bellezza delle ragazze e premiare “la più bella” anche il Rettore di Sapienza Eugenio Gaudio. Su www.inchiestaonline.it abbiamo pubblicato il 18 aprile 2015 , rubrica “scuola università” un intervento di Donata Meneghelli contro  le iniziative di Università spettacolo del Rettore dell’Università di Bologna che aveva organizzato una festa per far diventare protagoniste e protagonisti gli studenti attraverso esibizioni canore e musicali . Il Rettore dell’Università di Roma ha sicuramente battuto quello di Bologna. E’ aperta la gara per chi sia il Rettore più “aperto” alle sirene dell’apparire.

 

 

1. Petizione promossa da docenti e ricercatrici contro l’iniziativa del Rettore di Roma

31 maggio 2015

 

“CHIARISSIMO Rettore, insieme con le altre firmatarie della petizione su change.org indirizzata ad Eugenio Gaudio, riteniamo che la sua partecipazione come giurato alla selezione di Miss Università, tenutosi a Roma il 6 maggio 2015 al Billions, non sia compatibile con il suo ruolo istituzionale, e rappresenti una scandalosa macchia sull’ateneo che lei è stato eletto a guidare. In un contesto in cui la reputazione internazionale dell’Italia è più legata al Bunga Bunga che alla sua enorme eredità scientifica e culturale, la sua partecipazione all’evento non fa che sminuire ulteriormente il ruolo fondamentale svolto in Italia dall’Università (con la U maiuscola) e dalle donne.
L’Università, caro Rettore, non serve solo a distribuire certificati con titoli di studio, ma anche a fornire modelli culturali, intellettuali e professionali alle nuove generazioni. Noi ci aspettiamo che il Rettore dell’Università più grande d’Europa usi la sua posizione strategica per spingere le sue studentesse a credere in se stesse e non nel modo il cui gli uomini valutano il loro corpo; per convincerle che il futuro è nelle loro mani e nella loro testa e non nel loro bikini; per incoraggiarle a lottare per realizzarsi, per mettere in pratica, nel mondo del lavoro e fuori, tutto ciò che hanno imparato all’Università. Ci aspettiamo anche che il Rettore di un’Università non si presti ad un’operazione commerciale a favore di una clinica specializzata in chirurgia e medicina estetica.
In un contesto in cui, a livello globale, si cerca faticosamente di compensare situazioni di macroscopica disparità di genere, la sua partecipazione all’evento dimostra quanto arretrata sia ancora la nostra società.
Per questi motivi, come professioniste e accademiche italiane, attive in diverse parti del mondo, sosteniamo che lei debba porgere le sue scuse pubblicamente a tutte le donne e gli uomini che si sentono offesi dalla sua partecipazione a questo vergognoso evento. Riteniamo inoltre necessario che lei dichiari pubblicamente che l’Università di Roma, La Sapienza  –  non parteciperà mai più a simili eventi. Ci auguriamo infine che l’Università sostenga iniziative mirate a promuovere il successo e la carriera delle studentesse e a creare modelli culturali femminili di riferimento. Promettiamo, da parte nostra, di rimanere vigili e di monitorare il coinvolgimento suo o di altri rappresentanti della Sapienza in comportamenti che ledono l’immagine della donna”.
Insieme a Mariana Mazzucato (docente dell’University of Sussex), hanno firmato per prime l’appello: Valeria Cirillo (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Maria del Sorbo (ricercatrice), Anusca Ferrari (ricercatrice), Elisa Giuliani (Università di Pisa), Simona Iammarino (London School of Economics), Valentina Meliciani (Università di Teramo), Roberta Rabellotti (Università di Pavia), Antonella Riccio (University College London), Maria Savona (University of Sussex), Lucia Sironi (Banca d’Italia), Antonella Sorace (University of Edinburgh), Gabriella Vigliocco (University College London).

2. La replica del Rettore  Eugenio Gaudio : Non devo chiedere scusa di nulla
La Repubblica del 1 giugno 2015

“Non devo chiedere scusa di nulla e avrei partecipato anche se si fosse trattato di “Mister Università”. Risponde così il rettore dell’università La Sapienza di Roma Eugenio Gaudio a tutti i docenti e ricercatori che hanno protestato contro la sua partecipazione al concorso di “Miss Università” in qualità di presidente di giuria. E la replica non è solo alle critiche ma a una vera e formale petizione, promossa tramite Change.org e firmata da molti lavoratori della ricerca.

“A chiedermelo (di partecipare, ndr) sono stati gli studenti e le studentesse e dopo tante insistenze ho ceduto. Questo concorso esiste da oltre vent’anni e non solo a Roma. In America manifestazioni di questo genere sono all’ordine del giorno”.

Gaudio respinge al mittente l’accusa di aver preso parte a una serata sessista. Anche perché, spiega, prima di confermare l’impegno aveva verificato la partecipazione dei precedenti rettori. E aveva saputo che, per l’edizione in questione, era già arrivato il sì di un giudice della Corte d’Assise, di un professore dell’università Cattolica, di numerosi giornalisti e donne. Nell’intervista, oggi su Repubblica, Eugenio Gaudio chiarisce anche il tenore delle domande da lui poste alle miss in gara.

“Ho posto solamente domande di carattere culturale alle ragazze: “Perché ti sei iscritta all’università? Cosa vuoi fare da grande? Cosa pensi della cultura nel nostro Paese?”. Ad ogni risposta ho dato un voto e alla fine mi hanno chiamato a premiare la vincitrice. Non è accaduto null’altro”.

Migliaia di docenti e studentesse hanno, però, ritenuto inopportuna la presenza del rettore all’evento, anche considerati la location (una sala giochi) e lo sponsor (un centro di chirurgia estetica romano per il quale le ragazze sul palco si sono aggiudicate un coupon). Su questo Gaudio taglia corto: “Non sapevo nulla”, afferma al quotidiano Repubblica. Ma il punto vero è la questione del sessismo in un ambiente, quello universitario, che dovrebbe promuovere le donne per le qualità che dimostrano nello studio e nella ricerca. Chiara la risposta del rettore della Sapienza.

“Nella mia squadra di governo ho messo più donne e giovani di tutti i tempi della Sapienza. Ho scelto quattro prorettori donne nei ruoli cruciali: didattica e qualità degli studi, eccellenza scientifica e infrastrutture tecnologiche, pari opportunità e bilancio. Il mio staff personale è composto all’80 per cento da donne”.

 

 

3. Appello Associazione studentesche contro l’iniziativa del Rettore Gaudio

5 giugno 2015

 

Lo scorso 8 Maggio si è tenuto al Billions, discoteca romana, un concorso di bellezza per aggiudicarsi il titolo di studentessa universitaria più bella di Roma ed un premio consistente in un buono da spendere in una clinica estetica. A presenziare alla kermesse, giudicare la bellezza delle ragazze e premiare “la più bella” anche il Rettore di Sapienza Eugenio Gaudio.

Troviamo vergognoso ed imbarazzante che la figura pubblica più importante di un Ateneo, conosciuta in tutta Italia, si permetta di presenziare ad iniziative di questo tipo, valutando la fisicità di quelle stesse studentesse che potrebbe poi interrogare nel ruolo di Docente.
Il Rettore Gaudio avalla una competizione che si basa su un modello unico di bellezza e di femminilità; incentiva le studentesse ad un uniformarsi ad una sola fisicità (quella propinata da una società ancora molto machista e dal mercato della moda e della cosmetica, che infatti finanzia lauti premi per questi concorsi); propaganda una competizione sessista, in cui le ragazze, e solo loro, vengono valutate per la loro avvenenza e per la corrispondenza ad un assurdo, perchè unico, canone estetico. La valutazione delle donne come corpi rimuove la soggettività, l’intelligenza e il desiderio femminile. Vogliamo vivere liberamente i nostri corpi e i nostri desideri, non siamo corpi muti da valutare, giudicare, discriminare. Mai più il giudizio su un corpo, ironico, ammiccante, paternalistico, volgare o misogino, deve ridurre la nostra cittadinanza e autorevolezza nei luoghi della ricerca e della formazione.

Non si tratta dell’unica iniziativa sessista organizzata dalla governance di Sapienza: già Frati permise nella facoltà di Economia un concorso di bellezza in cui era in palio una borsa di studio, poi interrotto dalla denuncia dei rappresentanti di Link Coordinamento Universitario e la presa di posizione di tutta la Facoltà; qualche giorno fa si è svolta nella città universitaria la Fiera delle Opportunità, con il patrocinio di Sapienza e della Regione Lazio, pubblicizzata con una campagna comunicativa largamente sessista, oltre che di dubbia intelligenza (“chiudi quel libro” e “nessuno te le da?” recitavano i manifesti pubblicitari!).
Ma i problemi di sessismo e machismo non posso essere ridotti a singoli, se pur vergognosi eventi. L’università resta un luogo di aggregazione e confronto, che è specchio della società in cui si sviluppa. Tantissime sono le violenze, fisiche e psicologiche, che ogni giorno vengono vissute dalle donne, dagli omosessuali e dai transessuali di questo Ateneo. Essere una donna, un omosessuale o un transessuale nell’università è ancora oggi un elemento di rischio, che ti espone a battute e commenti sessisti nel “migliore” dei casi, e a violenze e molestie negli episodi più gravi. Ancora oggi i saperi che vengono impartiti hanno contenuti prevalentemente maschili, e salve rare eccezioni, la maggior parte del sapere prodotto dalle donne viene escluso dall’insegnamento. Anche la ricerca e la docenza nell’università sono ad appannaggio degli uomini, basti pensare che in tutta Italia su 14.532 docenti universitari ordinari solo 3000 sono donne, nonostante dei 298872 laureati del 2011, ben 175 969 siano donne e 122 903 uomini. Si laureano più donne ma insegnano gli uomini. Ancora oggi si ripropone un modello di sapere che rimuove i corpi, le emozioni e le relazioni per un’idea astratta di conoscenza.

Di fronte questa situazione, non possiamo rimanere inerti.

Quali studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori, organizzazioni e associazioni attive per l’eliminazione di tutte le discriminazioni, quali donne e uomini, lanciamo un appello a tutti e tutte coloro che si sentono offes* ed indignat* non solo per il comportamento del rettore Gaudio, ma per la cultura sessista e discriminatoria che ancora caratterizza i luoghi della formazione.

Invitiamo tutti e tutte a vederci il giorno 10 Giungo, alle 18:00 nella facoltà di Lettere di Sapienza (Piazzale Aldo Moro 5), per confrontarci sui problemi e le discriminazioni di genere che vengono vissuti nelle nostre università, e sui problemi che viviamo quali donne, omosessuali e transessuali anche nei luoghi della formazione. Organizziamoci per mettere a sistema le nostre idee e i nostri desideri.
Pretendiamo immediate scuse dal Rettore, perché il suo comportamento ha offeso non solo tutti coloro che sono impegnati a decostruire e sconfiggere il modello unico di fisicità che la società ci impone, ma la Sapienza tutta, che quale istituzione accademica ha il compito di liberare uomini e donne dallo stereotipo unico della bellezza e di liberarci dalla commercializzazione del nostro corpo e dalla mania della fisicità perfetta. Vogliamo perciò organizzare una contro-sfilata, in cui donne, uomini, transessuali e travestiti di tutte le taglie e di tutte le età possano mostrare che l’università è il luogo della pluralità e della diversità. Non c’è bisogno di renderla un concorso: le bellezze sono troppe per poterne scegliere una sola!

 

Link – Coordinamento Universitario, Roma; Unione degli Studenti, Roma; Associazione dottorandi Italiani, Roma; Coordinamento dei collettivi Sapienza; Maschile Plurale; Centro Studi Concetto Marchesi; Act Roma; Questo Uomo No; Gentlemen’s Club; Libera Università delle donne di Milano; Rete Io Decido; Assemblea di Scienze Politiche e Filosofia; Associazione “W4W, donne per le donne”; Centro di Studi Interdisciplinari dell’Università degli Studi di Trento (CSG); Assemblea di Medicina Sapienza; Udi – Unione donne Italiane.

 

Category: Scuola e Università

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