Appennino Bene Culturale: Territorio e Turismo. Censimento dell’Appennino Bolognese

| 12 febbraio 2017 | Comments (0)

 

 

Ricevo da Fabio Righi e Maurizio Valentini  la segnalazione di questa importante iniziativa dell’associazione APPENNINO BENE CULTURALE che si propone un censimento dal titolo TERRITORIO E TURISMO. CENSIMENTO DELL’APPENNINO BOLOGNESE. GUIDA TURISTICA. Insieme a Sergio Caserta e Angiolo Tavanti ho visitato con l’aiuto di Maurizio Valentini molte realtà dell’Appennino Bolognese che sono state riportate nel libro  di Capecchi, Caserta e Tavanti  Tra storia e futuro. Politiche per una regione smart. Una ricerca sulle trasformazioni dell’economia in Emilia Romagna, Il Mulino, Bologna 2016. Questa iniziativa di APPENNINO BENE CULTURALE conferma  la vitalità e le grandi potenzialità di questa area.

 

L’Appennino bolognese è un territorio dalle doti straordinarie. Si pensa sia una zona geografica povera di bellezza da attrattive, ma ci si sbaglia davvero di grosso. Quando si transita all’alba sul sentiero di crinale, quando si scorre lungo un torrente al tramonto, quando si osservano rocche secolari ed alberi monumentali ci si perde in questa immensa bellezza, quasi magica ed impalpabile. Molti di noi dell’Associazione ABC  (Appennino bene culturale)  hanno passato al setaccio il loro territorio giorno dopo giorno è sempre  si sono stupiti di tanta magnificenza nelle differenti sfaccettature della storia e della natura.

Se i visitatori forestieri frettolosi si dichiaro non sempre sorpresi ed alquanto stupiti di questo “parco della qualità della vita” a cielo aperto, quando hanno la fortuna di essere accompagnati da un esperto della zona, è perché questo territorio ancora molto selvaggio ed incontaminato, non ha nulla da invidiare in mostri sacri del turismo come la vicino a Bologna e Firenze.

Al tempo stesso quando si racconta o si spiegano le connotazioni storiche o l’importanza naturalistiche e sociale del territorio a persone residenti, ci si rende spesso conto, che non comprendendo a fondo l’immenso patrimonio di cui hanno la grande fortuna di vivere. Vivono in Appennino bolognese ma non lo “guardano bene” né con la mente e neppure col cuore.

L’ Appennino bolognese merita invece di essere “guardato” e ancora scrutato è ancora più raccontato a residente forestieri l’associazione ABC  (Appennino bene culturale)  non intende però ossessionarmi con nomi e date e aridi di cenni ma desidera coinvolgerli, accompagnandoli per mano nei misteri e negli umori del nostro magico passato e del nostro meraviglioso ed incontaminato presente: la natura.

In definitiva la nostra Associazione si prefigge di mostrare le foto più care di famiglia ad un caro amico, accennandogli di fatti importanti o semplicemente curiosi che non siano troppo accademici ed altisonanti, ma che possono rappresentare un piccolo ma sincero omaggio che si lascia a questo amico che ci viene poi ci verrà a trovare a casa nostra.

Benvenuto nell’Appennino bolognese.

1- I Castelli ed i palazzi dell’ appennino Bolognese.

(13 Castelli, 10 rovine e 8 palazzi)

2- Le borgate e le case torri dell’ appennino Bolognese.

(65 Borgate)

3-    I siti naturalistici e paesaggistici Curata da Vanessa biachessi Creda

(Parchi e siti 17, Le Vette ed I Passi 10, Alberi Monumentali 9, Fiumi e le cascate 5)

4-    I siti della 2 guerra mondiale Curata Da Palmieri Vergato

(Musei, parchi, cimiteri, monumenti, collezionisti, battaglie, rifugi)

5- I siti archeologici dell’ appennino Bolognese.

(Musei e siti 22)

6- I santuari, le pievi, le chiese, e gli oratori Curata Da Pierluigi Benassi Monteacuto V.

(Santuari 27, Chiese 4, Oratori 8, Pievi 2)

7- Roccie, minerali e fossili dell’ appennino Bolognese.

(Minerali 43 Fossili 5)

8- Sport e benessere nell’ appennino Bolognese

(Sport praticabili in appennino 19, SPA e Terme 2)

9- La flora dell’ Appennino Bolognese.

10- L‘ enogastronomia nell’ Appennino Bolognese.

(35 prodotti del territorio, 25 aziende BIO, 16 ristoranti eccellenti, Maccellerie artigianali)

11- I Mulini ed i Magli nell’ Appennino Bolognese.

12- L’arte e l’ artigianato nell’ Appennino Bolognese.

13- Le proloco eAssociazioni di volontariato nell’ appennino Bolognese

14- Gli Alberghi, gli Agriturismi ed i B&B nell’ appennino Bolognese

(Alberghi 94, B&B 4, Agri 2)

15- Come arrivare in Appennino

16- Le guide certificate

 

I più sentiti ringraziamenti a chi à reso possibile, collaborando a questo progetto, la creazione di questo censimento, che crediamo sia molto utile ed importante per lo sviluppo turistico, sportivo, culturale dell’  Appennino Bolognese.

Tutti i clienti dell’area di servizio di Lagaro Aquila sas, che grazie a loro è stato finanziato questo progetto ed i collaboratori attivi nella creazione del censimento:

Curia di Bologna, Università di Bologna, ANA Alpini, Palmieri Giovanni Vergato, Gianfranco Polegato Vergato,regista Claudio Spottl Medicina, Vanessa Biachessi Creda, Filippo Nozzi Monzuno, Mario Vagelli Ripoli, Benassi Monteacuto Vallese, Alessandro Furlò Bologna, Andrea Musolesi Bologna, scrittore Tiziano Costa, Gaetano dell’ Ernia

 

 

 

 

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Category: Osservatorio comunità montane, Osservatorio Emilia Romagna, Ricerca e Innovazione

About Vittorio Capecchi: Vittorio Capecchi (1938) è professore emerito dell’Università di Bologna. Laureatosi in Economia nel 1961 all’Università Bocconi di Milano con una tesi sperimentale dedicata a “I processi stocastici markoviani per studiare la mobilità sociale”, fu segnalato e ammesso al seminario coordinato da Lazarsfeld (sociologo ebreo viennese, direttore del Bureau of Applied Social Research all'interno del Dipartimento di Sociologia della Columbia University di New York) tenuto a Gosing dal 3 al 27 luglio 1962. Nel 1975 è diventato professore ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Negli ultimi anni ha diretto il Master “Tecnologie per la qualità della vita” dell’Università di Bologna, facendo ricerche comparate in Cina e Vietnam. Gli anni '60 a New York hanno significato per Capecchi non solo i rapporti con Lazarsfeld e la sociologia matematica, ma anche i rapporti con la radical sociology e la Montly Review, che si concretizzarono, nel 1970, in una presa di posizione radicale sulla metodologia sociologica [si veda a questo proposito Il ruolo del sociologo (a cura di P. Rossi), Il Mulino, 1972], e con la decisione di diventare direttore responsabile dell'Ufficio studi della Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM), carica che manterrà fino allo scioglimento della FLM. La sua lunga e poliedrica storia intellettuale è comunque segnata da due costanti e fondamentali interessi, quello per le discipline economiche e sociali e quello per la matematica, passioni queste che si sono tradotte nella fondazione e direzione di due riviste tuttora attive: «Quality and Quantity» (rivista di modelli matematici fondata nel 1966) e «Inchiesta» (fondata nel 1971, alla quale si è aggiunta più di recente la sua versione online). Tra i suoi ultimi libri: La responsabilità sociale dell'impresa (Carocci, 2005), Valori e competizione (curato insieme a D. Bellotti, Il Mulino, 2007), Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts (con M. Buscema, P.Contucci, B. D'Amore, Springer, 2010).

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