Rossana Rossanda: Renzi dopo il diluvio

| 11 Dicembre 2016 | Comments (0)

 

Diffondiamo da www.sbilanciamoci.info dell’11 dicembre 2016

O me, o il diluvio! con questo slogan Renzi ha indurito le ultime due settimane di campagna elettorale. Ha avuto il diluvio e adesso aspetta l’investitura come salvatore del paese. Non è che non sapesse come evitare il diluvio: bastava che disinnescasse i più macroscopici attacchi all’elementare buon senso democratico: aprire a una modifica della legge elettorale – l’Italicum – secondo le indicazioni della Corte Costituzionale e rinunciare ad avere la maggioranza assoluta del Parlamento con il trenta per cento dei voti.

Non avrebbe annullato tutti i no, ma una buona parte.Non lo ha fatto non perché non se ne fosse accorto. Voleva lo scontro e dimostrare che non c’era alternativa a lui stesso. Che questa linea e metodo siano oggi del segretario del Pd, erede del Pci, è impressionante: si tratta di un preludio a un Partito del Presidente. È un modo per prendere in contropiede gli avversari, sia fuori che dentro il Pd.

Che fare a questo punto? Credo che si debba afferrare il toro per le corna; approvare al più presto una nuova legge elettorale e poi andare al voto al più presto. Le nuove regole devono essere omogenee per Camera e Senato, fondate sul proporzionale, in modo da avere una chiara fotografia di che cosa è diventato il paese, e, ahimé, ricominciare.

 

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Category: Politica

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About Rossana Rossanda: Rossana Rossanda (Pola, 23 aprile 1924) è una giornalista, scrittrice e traduttrice italiana, dirigente del PCI negli anni cinquanta e sessanta e co-fondatrice de il manifesto, giornale con cui ha collaborato fino a novembre 2012. Nacque a Pola nel 1924. Fra il 1937 e il 1940 frequentò il Liceo Classico Manzoni di Milano e anticipò di un anno l'esame di maturità. Fu allieva del filosofo italiano Antonio Banfi, giovanissima partecipò alla Resistenza come partigiana e, al termine della Seconda guerra mondiale, si iscrisse al Partito Comunista Italiano. In breve tempo, grazie anche alla sua profonda cultura, venne nominata da Palmiro Togliatti responsabile della politica culturale del PCI. Nel 1963 venne eletta per la prima volta alla Camera dei deputati. Nel 1968 pubblicò un piccolo saggio, intitolato L'anno degli studenti, in cui affermava la sua adesione al movimento della contestazione giovanile, sviluppatosi proprio in quell'anno. Contraria al socialismo reale dell'Unione Sovietica, insieme a Luigi Pintor, Valentino Parlato e Lucio Magri contribuì alla nascita de il manifesto, che, inizialmente, fu anche un partito, oltre che un quotidiano. Nonostante il parere contrario di Enrico Berlinguer[1], Rossanda fu radiata dal PCI a seguito del XII Congresso nazionale svoltosi a Bologna. Nel 1972 il manifesto partito ottenne solo lo 0,8% dei voti, e, anche a causa della sconfitta elettorale, si unificò con il Partito di Unità Proletaria, cioè con le parti del PSIUP e MPL che non avevano accettato di confluire nel PCI o nel PSI dopo la sconfitta elettorale del 1972, dando vita al PdUP per il Comunismo, di cui fu cofondatrice. Rossana Rossanda ha scritto la sua autobiografia: "La ragazza del secolo scorso", Einaudi, Torino, 2005

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