Massimo Cacciari: Francia. Un voto di conservazione e continuità

| 8 maggio 2017 | Comments (0)

Diffondiamo da www.intelligonews.it dell’8 maggio 2017  l’intervista di Andrea de Angelis
In Francia Emmanuel Macron ha ottenuto il 66% dei voti al secondo turno, diventando così il nuovo Presidente della Repubblica. Il più giovane di sempre all’Eliseo. Annientata Marine Le Pen, capace di prendere il voto di un francese su tre. Tutto come previsto? Secondo Massimo Cacciari sì. Il noto filosofo, intervistato da IntelligoNews, ha spiegato il perché della vittoria di Macron, sottolineando come Le Pen sia stata “più nazionalista che populista”. Si è poi analizzato il significato dell’astensionismo dei giovani, nonché il record di schede bianche che – secondo Cacciari – dimostrano come “un elettore di centrosinistra” abbia difficoltà a votare “un banchiere”.

D. Dopo il risultato in Francia, sembra che il sogno cosmpolita coinvolga sia i ricchi che i poveri. Condivide questa analisi?
“Sì, l’ho detto tante volte nelle scorse settimane. Questo è un voto di conservazione e di continuità. La situazione è talmente grave e i pericoli che incombono sono talmente tanti che è logico vedere una reazione dell’opinione pubblica in questo senso. In una situazione di crisi che si fa, si aggiunge casino al casino con Le Pen? Dalla Francia arriva un segno di conservazione che dà un po’ di respiro all’Europa. Se useranno questo tempo per riformare le istituzioni europee bene, altrimenti sarà soltanto ritardata la catastrofe”.
D. Al secondo turno è crollata la percentuale dei giovani che si sono recati alle urne. Questo che cosa indica?
“Da un lato indica che il risultato era scontato. Poteva essere il 65%, il 60% o il 59%, ma che vi fosse quel distacco era ormai chiaro. Le Pen ha sbagliato campagna, non è riuscita a fare veramente la populista. Ha fatto soltanto la nazionalista, il che non funziona”.
D. Cosa mancava?
“Tutta la parte di politiche sociali, quindi non poteva catturare alcun voto al di fuori del bacino della destra. Le Pen ha sbagliato tutto, insomma non c’era partita. In questa fase chi è in crisi non va in cerca di ulteriori avventure”.
D. Tornando ai giovani?
“I giovani erano disinteressati a questo tipo di contesa, giustamente sono rimasti a casa”.
D. Gli immigrati hanno votato in massa Macron, passerà alla storia questa scelta?
“Non passerà alla storia niente, sono tutte cose scontatissime. Chiaramente molti immigrati temevano Le Pen. Come se si andasse a votare oggi per la Brexit, stravincerebbero i contrari”.
D.C’è stato un record, quello delle schede bianche a doppia cifra. Come commenta?
“Persone che ritenevano fosse giusto andare a votare per dare un segnale di disaffezione rispetto ad entrambi i partecipanti. Per un elettore di centrosinistra votare il banchiere non è che sia il massimo del godimento…”.

 

Category: Osservatorio Europa, Politica

About Massimo Cacciari: Massimo Cacciari è nato a Venezia nel 1944 . Si è laureato in Filosofia all'Università di Padova con Dino Formaggio con una tesi sulla Critica del giudizio di Immanuel Kant. Nel 1980 diviene professore associato di Estetica presso l'Istituto di Architettura di Venezia, dove nel 1985 diventa professore ordinario. Nel 2002 fonda la Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele a Cesano Maderno, di cui è Preside fino al 2005. È tra i fondatori di alcune riviste di filosofia politica, che hanno segnato il dibattito dagli anni sessanta agli anni ottanta, tra cui Angelus Novus, Contropiano, il Centauro, Laboratorio politico. Ha pubblicato numerose opere tra le quali: : Krisis (del 1976); Pensiero negativo e razionalizzazione; (1977), Dallo Steinhof (1980), Icone della legge (1985), L'angelo necessario (1986)[5], Dell'inizio (1990), Della cosa ultima (2004), Hamletica, Adelphi, Milano, 2009 Attualmente è Presidente della Fondazione Gianni Pellicani e insegna Pensare filosofico e metafisica presso la Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, di cui è stato anche prorettore vicario[. Da giovane fu un politico militante e occupò con gli operai della Montedison la stazione di Mestre. Collaborò negli anni sessanta alla rivista mensile Classe operaia e, dopo contrasti interni tra Mario Tronti, Alberto Asor Rosa e Toni Negri. Diresse insieme ad Asor Rosa la rivista Contropiano e il gruppo veneto trasformò la rivista nel giornale Potere Operaio "Giornale politico dagli operai di Porto Marghera" a cui Cacciari deluso non aderì. In seguito entrò nel Partito Comunista Italiano, responsabile della Commissione Industria del PCI Veneto negli anni settanta. Fu poi eletto alla Camera dei deputati dal 1976 al 1983, e fu membro della Commissione Industria della Camera. E' stato Sindaco di Venezia dal 1993 al 2000. Alle europee del 1999 si candida con la lista de I Democratici risultando eletto in due circoscrizioni: lui ha optato per quella nord-occidentale. Fu sconfitto alle Regionali del 2000 prendendo il 38,2% dei voti mentre il rappresentante della Casa delle Libertà Giancarlo Galan, ricevette il 54,9% dei consensi. In quella tornata elettorale Cacciari ottenne un seggio da consigliere regionale: per questo si dimise per incompatibilità da europarlamentare. Il 23 luglio 2010, a Mogliano Veneto, ha presentato il manifesto Verso Nord, un'Italia più vicina, per chi non si riconosce né nel PD, né nel PDL e vuole una politica per il Nord diversa da quella attuata dalla Lega. Il manifesto si è poi evoluto nel partito politico chiamato appunto Verso Nord, nato ufficialmente il 12 ottobre 2010.

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