“Inchiesta”: Solidarietà ad Amelia Frascaroli, Assessore di Bologna, indagata dalla Magistratura

| 7 Gennaio 2016 | Comments (0)

 

 

La redazione di Inchiesta e il suo direttore esprimono tutta la loro solidarietà all’Assessore Amelia Frascaroli indagata dalla Magistratura cittadina per le sue affermazioni  a favore degli occupanti dopo lo sgombero di Via Solferino 42. Sulla vicenda riportiamo le informazioni date da Giuseppe Baldassarro su Repubblica del 7 gennaio. La storia dello sgombero e delle posizioni della Frascaroli e di Don Nicolini sul Tag “Bologna” di www.inchiesta online.it

 

Giuseppe Baldassarro: Frascaroli indagata , il PD di Bologna: rispetto per i pm ma libertà di critica”

Repubblica 7 gennaio 2016

BOLOGNA – C’è anche il nome dell’assessore comunale al Welfare, Amelia Frascaroli, nel fascicolo che la Procura della Repubblica di Bologna ha aperto sul capitolo delle occupazioni. L’ipotesi è di abuso d’ufficio. La Frascaroli è formalmente indagata dalla magistratura cittadina per le dichiarazioni rilasciate il 15 ottobre scorso, all’indomani dello sgombero di via Solferino 42. La Procura avrebbe ipotizzato il reato di istigazione, in questo caso, all’occupazione da parte dei senza casa organizzati da Làbas, ma non è da esludere che dall’inchiesta possano arrivare anche altre contestazioni.

 

Il Pd: rispetto per la magistratura ma libertà di critica. Nel primo pomeriggio, appresa la notizia, è arrivato il comunicato del Pd bolognese. “Il Partito Democratico non ha mai fatto mancare il suo sostegno all’azione delle autorità competenti, anche quando ad essere oggetto di indagine sono stati suoi esponenti: questo atteggiamento non muterà neanche ora”, è il messaggio. Però , “se alla politica spetta la capacità di essere sobria, nei comportamenti e nei linguaggi, ciò non può significare il non poter esprimere, liberamente e nel pieno esercizio delle proprie funzioni, valutazioni politiche critiche in merito alle decisioni, prese da un pubblico potere, che riguardano la vita di Bologna”.  E ancora, riguardo all’indagine sui consiglieri di Pd e Sel Claudio Mazzanti e Cathy La Torre, il Pd “esprime piena fiducia” nel loro operato, visto che non c’era “volontà di diffamare”. E infine: “Le valutazioni politiche, condivisibili o meno, devono avere piena libertà di espressione”. Adesso, però, il Pd “auspica che si possano stemperare e superare questi momenti di rapporti delicati tra le diverse Istituzioni cittadine”.

Le frasi. Frascaroli sarebbe dunque responsabile di quando affermato poche ore dopo lo sgombero dell’edificio dell’Istituto per ciechi Cavazza, occupato a febbraio precedente, dal collettivo, nel quale vivevano una trentina di persone compresi cinque minori. In quella occasione, incontrando i militanti del movimento in comune, l’assessore affermò: “Sono ben consapevole che queste esperienze, lo dico con molta tranquillità, stanno creando valore sociale”, spiegando poi il lavoro che l’amministrazione, stava compiendo con una “fatica, istituzionale e complessiva, enorme”. Per Frascaroli all’amministrazione aveva la volontà sistemare le cose sia pure a «partire da esperienze anche di occupazione per cogliere il segnale, pur con un gesto illegale» alla base di queste azioni. Insomma nessuna condanna alle occupazioni, anzi, concludendo: “Quante volte da gesti illegali sono nati poi percorsi che hanno trovato spazio giuridico e amministrativo e che hanno contribuito a modificare anche le leggi?”. Il giorno dopo la magistratura aveva acquisito le registrazioni televisive di quelle parole, che più di recente sono costate all’assessore l’inchiesta ancora in corso.

I consiglieri indagati. Un tema spinoso quello delle occupazioni di case, che alimenta lo scontro tra la Procura e parte della politica bolognese sempre più critica sull’operato della magistratura. Tanto che proprio nei giorni scorsi i pm Scandellari e Gustapane, sentitisi diffamati da alcune loro dichiarazioni, sono arrivati a querelare i consiglieri comunali Claudio Mazzanti (capogruppo Pd) e Cathy La Torre (capogruppo di Sel).

Le reazioni. “Da qualche tempo c’è qualcosa che non funziona a Bologna nel rapporto fra politica e magistratura – sostiene Sergio Lo Giudice, senatore del Pd – Quando la Procura ha messo sotto indagine amministratori locali o regionali per questioni legate all’utilizzo dei fondi pubblici, l’atteggiamento della mia parte politica è stato improntato alla massima fiducia nell’operato dei magistrati. Quando si è iniziato ad intervenire sulle scelte amministrative con l’apertura di indagini o con valutazioni negative in sede pubblica (come per la chiusura del Cie di Bologna) ho ribadito il mio rispetto nei confronti dell’azione dei magistrati bolognesi ma ho rivendicato il diritto della politica a commentare”. “Adesso – ha aggiunto – vengono trasportate in sede giudiziaria anche queste valutazioni, e vengono sottoposte a indagini giudizi politici”. Sandra Zampa, parlamentare bolognese del Pd, esprime “sconcerto e sofferenza” sul caso della Frascaroli indagata. “Le esprimo non solo la mia solidarietà più piena ma le ribadisco

la mia stima e la mia amicizia”. Di opposto parere il consigliere comunale di Fi Marco Lisei che chiede le dimissioni dell’assessore al Welfare: “è venuta meno al ruolo di responsabilità che il suo ufficio le imporrebbe”. Mentre Giovanni Paglia, deputato di Sinistra Italiana, commenta così: “A Bologna se non quereli, indaghi, arresti chi difende gli ultimi, non sei nessuno. Questa pare la regola, ultimamente”.

Category: Osservatorio sulle città, Politica

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About Vittorio Capecchi: Vittorio Capecchi (1938) è professore emerito dell’Università di Bologna. Laureatosi in Economia nel 1961 all’Università Bocconi di Milano con una tesi sperimentale dedicata a “I processi stocastici markoviani per studiare la mobilità sociale”, fu segnalato e ammesso al seminario coordinato da Lazarsfeld (sociologo ebreo viennese, direttore del Bureau of Applied Social Research all'interno del Dipartimento di Sociologia della Columbia University di New York) tenuto a Gosing dal 3 al 27 luglio 1962. Nel 1975 è diventato professore ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Negli ultimi anni ha diretto il Master “Tecnologie per la qualità della vita” dell’Università di Bologna, facendo ricerche comparate in Cina e Vietnam. Gli anni '60 a New York hanno significato per Capecchi non solo i rapporti con Lazarsfeld e la sociologia matematica, ma anche i rapporti con la radical sociology e la Montly Review, che si concretizzarono, nel 1970, in una presa di posizione radicale sulla metodologia sociologica [si veda a questo proposito Il ruolo del sociologo (a cura di P. Rossi), Il Mulino, 1972], e con la decisione di diventare direttore responsabile dell'Ufficio studi della Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM), carica che manterrà fino allo scioglimento della FLM. La sua lunga e poliedrica storia intellettuale è comunque segnata da due costanti e fondamentali interessi, quello per le discipline economiche e sociali e quello per la matematica, passioni queste che si sono tradotte nella fondazione e direzione di due riviste tuttora attive: «Quality and Quantity» (rivista di modelli matematici fondata nel 1966) e «Inchiesta» (fondata nel 1971, alla quale si è aggiunta più di recente la sua versione online). Tra i suoi ultimi libri: La responsabilità sociale dell'impresa (Carocci, 2005), Valori e competizione (curato insieme a D. Bellotti, Il Mulino, 2007), Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts (con M. Buscema, P.Contucci, B. D'Amore, Springer, 2010).

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