Gustavo Zagrebelski: Siamo quasi al punto zero della democrazia

| 14 Febbraio 2015 | Comments (0)

 

 

 

Diffondiamo da Il fatto quotidiano 14 febbraio 2015

Il costituzionalista è intervenuto nel dibattito “Meno democrazia?” organizzato dalle associazioni “Libertà e giustizia” e “I popolari” a Torino: “Bisogna interrogarsi sulle cause e su chi ha determinato le condizioni in cui ciò si è verificato”

“Un degrado, quasi il punto zero della democrazia”. Il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky ha commentato così la discussione delle riforme in Parlamento e le polemiche sulla decisione del presidente del Consiglio di andare avanti nonostante le polemiche dell’opposizione c “Bisogna interrogarsi”, ha detto il presidente emerito della Corte Costituzionale, “sulle cause e su chi ha determinato le condizioni in cui ciò si è verificato”. Dubbi simili a quelli espressi dal costituzionalista Alessandro Pace che, in una intervista al fatto Quotiddiano ha detto che “le Camere si trovano sotto ricatto”

Zagrebelsky è intervenuto nel corso del dibattito organizzato dalle associazioni “Libertà e Giustizia” e “I Popolari” sul tema “Meno democrazia? e ha rivelato le sue perplessità sulla situazione politica e sul dibattito in Parlamento. “Sono 40 anni”, ha detto, “che si parla di riforme costituzionali, chiediamoci in che direzione vanno quelle che sono in cantiere: in quella di aprire spazi alla politica e alla democrazia o piuttosto di valorizzare il momento esecutivo, che non è compatibile con l’ampliamento della democrazia?”.

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Secondo Zagrebelsky, che nel suo intervento ha ammonito la politica a lavorare in un “clima costituente“, bisognerebbe porsi la domanda se siano più importanti “le regole costituzionali o la qualità di chi le fa funzionare perché una cattiva Costituzione nella mani di una buona politica produce comunque risultati accettabili, mentre la migliore Costituzione nelle mani della cattiva politica produce risultati cattivi”. Riferendosi, infine, all’eventualità del referendum confermativo, il giurista ha invitato a fare attenzione perché, ha detto, “qui ci si gioca moltissimo. Se è richiesto dal Governo sarà un plebiscito e sarà un voto di schiacciamento da una parte o dall’altra. Si sta giocando una partita che può essere terribile”.

Nei mesi scorsi Matteo Renzi aveva liquidato i commenti dei costituzionalisti dicendo di “aver giurato sulla Costituzione e non sui professoroni“. E lo stesso Zagrebelsky, in occasione della festa del Fatto Quotidiano “Partecipa” ha rivelato di aver ricevuto una telefonata del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi che cercava di scusarsi per l’equivoco: “Abbiamo a che fare con la stampa, per cui le parole che usiamo più sono pesanti, più passano”, gli ha detto al telefono per giustificare le espressioni usate dal presidente del Consiglio. Ma secondo il costituzionalista sarebbe stato solo un modo per dimostrare che il governo stava cercando di sentire più esperti possibili sulle riforme

 

Category: Politica

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About Gustavo Zagrebelsky: Gustavo Zagrebelsky (San Germano Chisone, 1943) è Professore di Diritto Costituzionale presso l’Università di Torino. Nominato Giudice Costituzionale dal Presidente della Repubblica Italiana il 9 settembre 1995, giura il 13 settembre 1995. Nel 2002 è vicepresidente della Corte Costituzionale ed il 28 gennaio 2004 ne è eletto Presidente. Cessa la carica di Presidente il 13 settembre 2004. È membro dell’Accademia delle Scienze di Torino e dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Tra le numerose pubblicazioni ricordiamo: Manuale di Diritto Costituzionale (UTET 1987); Il Diritto mite. Legge, Diritti, Giustizia (Einaudi, 1992); Il ‘Crucefige!” e la democrazia (Einaudi, 1995); (con C. M. Martini), La domanda di giustizia (Einaudi, 2003); (con altri), Norberto Bobbio tra diritto e politica (Laterza, 2005); Imparare la democrazia (Einaudi, 2007); La virtù del dubbio: Intervista su etica e diritto (Laterza, 2007); Contro l’etica della verità (Laterza, 2008).

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