Eleni-Vasiliki Bampaliouta: Grecia. Stato di assedio per il governo Tsipras

 

Diffondiamo da lindro.it del 2 febbraio 2016

 

Atene – Il Governo di sinistra in Grecia sta attraversando una tremenda fase di sollevazione popolare. La ragione non è che sta seguendo politiche di estrema sinistra ma, al contrario, il Governo sta cercando di introdurre nel Parlamento tasse tipicamente neoliberiste, richieste come prerequisito dalla troika delle istituzioni (Banca centrale europea, Commissione europea, Fondo monetario internazionale) per liberare una nuova parte del prestito, offerto alla Grecia, nell’ambito di un nuovo protocollo per la gestione del suo debito estero.

Il Governo ha preparato uno schema in cui lo scopo è quello di garantire la redditività del sistema di sicurezza sociale. Proprio in questo sistema ci sono molti (e grandi) problemi, a partire dal deficit, che ha messo in discussione la sua validità da diversi anni. I fondi di previdenza sociale sono stati colpiti molto pesantemente dalla crisi economica che il Paese sta attraversando per il 6° anno consecutivo. Prima di tutto, questo è stato condizionato dal taglio del debito estero, avvenuto quattro anni prima.

Più del 40% di questo taglio in questione ha riguardato effettivamente le banche greche e i fondi sociali greci. La politica di austerità ha inoltre devastato il ‘paesaggio sociale’ con un tasso di disoccupazione del 27%, con una caduta del 25% del prodotto interno lordo, con l’emigrazione delle imprese greche e infine con la mancanza di qualsiasi prospettiva per la ripresa economica e lo sviluppo. La troika delle istituzioni, a dispetto di questa terribile situazione sociale, continua la stessa politica di austerità e mette pressione con ulteriori tagli alla spesa sociale e l’introduzione delle cosiddette ‘riforme’ per raggiungere un equilibrio di bilancio senza deficit. Tenendo conto del fatto che ci sono stati già 12 tagli delle pensioni, il Governo non ha voluto farne un altro e rompere la sua promessa di stop ad ulteriori tagli.

Allo stesso tempo, il Governo è alla ricerca di vie alternative e volge lo sguardo verso agricoltori e liberi professionisti. Il Ministro per il lavoro e la sicurezza sociale Katrougalos ha presentato un disegno di legge che ha incendiato il popolo. E’ in corso da settimane una vera e propria rivolta da parte degli agricoltori, dei liberi professionisti e delle piccole e medie imprese, che portano avanti argomenti indiscutibili. Con questa proposta di legge si chiede a queste categorie sociali di pagare il 25% di tasse sul loro reddito annuo, un altro 25% di tasse come anticipo per il prossimo anno, il 25% per la sicurezza sociale, più l’imposta ENFIA per il loro appartamento o qualsiasi altra proprietà immobiliare, oltre a una tassa professionale minima. Facendo una somma di questi contributi, in realtà gli è stato chiesto di pagare più dell’80% del loro reddito in tasse e altri contributi. E’ evidente che il ragionamento alla base di questo tipo di leggi è quello di far uscire dal mercato agricoltori, liberi professionisti e piccole e medie imprese.

Si tratta in realtà dell’ideologia e di una pianificazione che esce fuori direttamente dalle prescrizioni del Troika. Si vuole un nuovo modello economico per la Grecia e la Grecia viene utilizzata come un campo di sperimentazione per l’imposizione di questo modello in tutta Europa. A seguito di questo modello, ispirato alle politiche di globalizzazione, la principale attività economica dovrebbe essere consegnata a multinazionali e fondi esteri. Sulla base di questa nuova struttura internazionale di attività economica, le vecchie strutture dell’economia greca, basate sul concetto di attività economica e indipendente dei singoli e delle piccole imprese, dovrebbero lasciare il posto alle multinazionali, che potrebbero garantire nuove vie all’economia, sulla base di bassi salari, pensioni e tenore di vita e commutatività internazionale.

Questa pianificazione, fatta alle spalle del popolo greco, ora è venuta allo scoperto. Gli agricoltori greci capiscono ora che ciò che è veramente in gioco è la loro sopravvivenza e la loro terra. Lo stesso vale per i liberi professionisti, ai quali si chiede, attraverso questo tipo di proposta di legge, di chiudere il loro ufficio, di emigrare o di diventare dipendenti di uffici legali e di società giuridiche europee. Lo stesso vale anche per le piccole e medie imprese. Sessantamila di loro sono già emigrati in Bulgaria e in altri Paesi. Sicuramente ciò che sta accadendo in Grecia non riguarda soltanto la Grecia. Riguarda tutta l’Europa e il corso dell’Unione Europea.

Si spiega anche per quale motivo la crisi economica in Grecia continua per il sesto anno, senza una prospettiva di ritorno allo sviluppo. Sembra che la crisi in Grecia sia utilizzata come un’opportunità per la promozione in Grecia di un nuovo modello economico e sociale globalizzato, neoliberale e oligarchico.

Traduzione di Daniele Petroselli


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Category: Osservatorio Europa, Politica

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About Eleni-Vasiliki Bampaliouta: Eleni-Vasiliki Bampaliouta è giornalista del settimanale politico greco Epikaira, corrispondente de Lindro.it per la Grecia e Cipro, Press Manger della International Association for Greek Philosdophy. Ha scritto per giornali greci come "Vradini" e "Arthro" e curato servizi per la televisione greca.

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